IL CAPO DEL IS – ISIS, AL BAGHDADI E’ MORTO IN UN OSPEDALE ISRAELIANO

Una notizia poco considerata dai media nostrani.
Eppure si tratta di Abu Baqr al-Baghdadi, il “Califfo” dell’ISIS, questa grande organizzazione internazionale che propugna nel mondo l’integralismo islamico e la rinascita della Jihad come dimensione quotidiana, per nulla metaforica, del buon musulmano. Una rete dai contorni in realtà assai oscuri. E dalle sicure alleanze orientali ed occidentali.
Qui una importante raccolta di testimonianze sul suo decesso, il suo successore e le rivalità interne, anch’esse assai tradizionali per l’ Islam, al nascente e fluido “stato islamico”.

La verità, vi prego, su legge elettorale, fiducia e maggioranza: i vagiti DC nel (voto) segreto

L’importanza del momento. Il disastro costituzionale.

Perché Renzi ha avuto tanta fretta. I vagiti DC, la vera maggioranza. Una vita di vitalizi.

Il governo supera indenne la fiducia, come tutti ben sapevano. Mi chiamo Verdini e risolvo i problemi (della nuova balena bianca)

Oggi si vota sulla legge elettorale, intrecciata con la riforma del Parlamento. I motivi di interesse, notevoli, si organizzano intorno a 2 poli principali:

Che si cela dietro legge elettorale e fiducia odierna?

Che si cela dietro legge elettorale e fiducia odierna?

  • il merito delle leggi in questione, ovvero del cosiddetto Italicum e della profonda alterazione del Senato. Senza dimenticare come alla promulgazione di nuova legge elettorale si sia giunti per sentenza della Corte Costituzionale, che ha però lanciato il sasso e tirato indietro la mano. Essenzialmente rinnegando la sua funzione in seno all’architettura costituzionale, violando la Costituzione anch’essa. Ma di ciò occorrerà trattare in separata sede, in modo giuridicamente piuttosto denso.
  • la scelta dei tempi e delle metodologie di votazione, che in questi giorni (ed ore) stanno tenendo banco su tutti i media ed in tutte le segreterie di partito. Ed è di questo che intendiamo occuparci oggi. Nel tentativo di dipanare una vicenda altrimenti assai confusa e poco comprensibile, nonché di avanzare una previsione sull’esito delle votazioni e della Repubblica, primieramente per mettere alla prova l’analisi su cui la previsione si fondava.

Per riuscirci, occorre come sempre partire da una serie di costatazioni e deduzioni.

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Grecia, la crisi e il mercato delle armi: Una traduzione che era il caso di fare

Spesa percentuale per la difesa dei paesi NATO

Spesa percentuale dei paesi NATO per la difesa

Il mercato di armi e gli influssi sulla Grecia. Le produzioni locali ed internazionali.

Il business (tedesco, francese, inglese etc.) prima di tutto, dentro e fuori la Comunità Europea.

L’Italia è nazione in cui si tende a non informare ed a non informarsi sulle grandi questioni che muovono il mondo, favorendo il teatrino controllato e controllabile e controllante della politica nostrana, i suoi burattini, la sua provincialità.

Tra queste c’è sicuramente la dimensione nevralgica della produzione e del mercato di armi, dalla notte dei tempi sino ad oggi intrecciati a doppio filo con gli Stati, i loro rapporti, il potere ed il controllo delle materie prime, il benessere (ed il malessere) delle nazioni.

Il testo a seguire è la mia traduzione di un interessante articolo incentrato proprio sul rapporto fra armi e Grecia, relativamente alla crisi economica che affligge il paese europeo. Per un insieme di ragioni, tra cui una singolarmente accentuata propensione alla spesa militare. Il discorso è valido per altre nazioni, inclusa la nostra, come esplicitamente lo stesso testo inglese dice (che potete leggere in lingua originale su ANALYZEGREECE! ). Almeno in parte. Continua a leggere

Purging the Purged: Solzhenitsyn, Ukraine, and the West

Tempo fa cercai in libraria un libro, molto bello, di Solzhenitsyn, il dissidente russo autore di “Arcipelago Gulag”.
Un testo straordinario che racconta tutto il dramma di una realtà dispotica, burocratizzata e assistita, sin quasi alla perdita di ogni gioia o interesse per la vita.
Non ne trovai traccia, non si ristampava da più di un decennio. Questo articolo, assai interessante, spiega i tanti perché del dimenticatoio. Collocando la figura dell’autore nel contesto geopolitico e culturale dei rapporti fra est ed ovest.

Nina Kouprianova

Alexander Solzhenitsyn is one of the best-known Soviet dissidents, so much so that he earned the Nobel Prize in Literature in 1970. His Gulag Archipelago, written in the 1950s-60s, and One Day in the Life of Ivan Denisovich from 1962—both about the Stalin-era labor-camp system—are his most famous works outside of Russia. Yet after the collapse of the USSR, it became increasingly clear that much of his foreign support was not inspired by the Western ideal of ‘human rights’ or concern for average Russians, but served as a tool of geopolitics instead.

His statements about resurgent Russia, particularly in the last years before his death in 2008–well into the era of Putin’s leadership–did not suit those that would rather have the country in the permanently weak state of ‘freedom’ and ‘democracy’ of the 1990s, so that its resources could continue being plundered by domestic oligarchs and foreigners alike, while its culture–transformed into…

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Il Bonusdef, alias tesoretto, si conferma un cul de sac. Ed è già fuori dalla propaganda!

... o del tesoretto? Macché, solo della propaganda.

… o del tesoretto? Macché, solo della propaganda.

I fratelli La Bufala, marchio registrato. Cosa dicevamo pochi giorni fa sul BonusDef, cosa se ne dice oggi.

Giorgio Alleva e l’Istat che cavalca i margini d’errore (sicuro). Perché “La diceria dell’Abate” vi aggiorna sui fatti di domani…

Pochi giorni fa ci occupavamo dei “Fratelli la Bufala” della politica economica italiana, Matteo Renzi e Piercarlo Padoan. Lungi dall’essere ambasciatori della mozzarella di Battipaglia ad Expo, li avevamo stigmatizzati relativamente alla patente invenzione del BonusDef, alias tesoretto.

Partendo da un tweet di Oscar Giannino, nella diceria intitolata

Bonus DEF, la propaganda o la sai fare o no:

Padoan non sbaglia solo i calcoli…

facevamo notare in dettaglio come Padoan avesse finito, malaccortamente, per usare sbrigativamente termini dal forte connotato negativo, allo scopo di indicare la platea degli interessati. Negativi sia per chi dava il bonus, sia per chi lo riceveva, sia per chi ne doveva parlare: tragicamente destinati “al povero”, alla “povertà”.

E concludevamo come

ormai il numero di beneficiari del bonus coincidesse col numero dei poveri nel paese: Se vuoi ottenere un effetto propagandistico su larghissima scala, implicitamente ti dichiari nazione con milioni e milioni di miserabili. Se invece contieni il numero dei poveri, perdi la scala larga. Quindi il fantomatico effetto economico desiderato, a sedicente fondamento del bonus.. così come l’interesse dei futuri beneficiari e votanti.

Un cul de sac insuperabile.

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Crisi libica e pensiero meridiano

Per un abbozzo di riflessione pragmatica sulle vicende di Libia, certamente limitato ma quantomeno distante dal disutile e grottesco pensiero dominante, tutto intriso di demenziale buonismo e completa incomprensione delle dinamiche geopolitiche. A nascondere nanismo intellettuale e meschini interessi di bottega.

ROSEBUD - Arts, Critique, Journalism

Iraq,_Saddam_Hussein_(222)di Gigi Montonato. In un’intervista sul “Corriere del Mezzogiorno” del 18 febbraio Franco Cassano ha detto che ora con l’arrivo in Libia delle bande armate dell’Isis le due sponde del Mediterraneo si allontanano. Pensiero meridiano, addio? E’ assai difficile che uno ripudi la sua creatura intellettiva, nel caso in specie che un pensatore dichiari fallita la sua idea del mondo, sulla quale ha tanto puntato. Ma che prenda atto di una realtà improvvisamente mutata è importante.

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“I Would Prefer Not To” — The Origins of the White Collar Worker

Digressione letteraria semiseria sulle origini anglosassoni dell’impiegato di concetto (white collar), da Bartleby a Tailer. Ma lettura interessante anche per noi italiani, impastati di polverosa burocrazia ottocentesca…

Longreads

Nikil Saval | Cubed: A Secret History of the Workplace | Doubleday | April 2014 | 31 minutes (8,529 words)

Below is an excerpt from the book Cubed, by Nikil Saval, as recommended by Longreads contributor Dana Snitzky.

* * *

I have known the inexorable sadness of pencils…

—Theodore Roethke, “Dolor”

The torn coat sleeve to the table. The steel pen to the ink. Write! Write! Be it truth or fable. Words! Words! Clerks never think.

—Benjamin Browne Foster, Down East Diary (1849)

They labored in poorly lit, smoky single rooms, attached to merchants and lawyers, to insurance concerns and banks. They had sharp penmanship and bad eyes, extravagant clothes but shrunken, unused bodies, backs cramped from poor posture, fingers callused by constant writing. When they were not thin, angular, and sallow, they were ruddy and soft; their paunches sagged onto their thighs.

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