In Siria Bannon l’influencer e Trump il wrestlemaniac ce la fanno sotto il naso?

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La propaganda di guerra, un’antica e valida arma di offesa. Quasimodo e l’uomo del suo tempo.

Dalla poesia alla pratica: gli attacchi chimici di Assad e la risposta telefonata degli USA.

Una rondine non fa primavera, in specie se di plastica: Bannon maestro d’illusioni alla corte di Trump.

La rete internazionale antiamericana, media in prima fila, ingabbiata nella sua stessa gabbia. Nell’attesa di vere azioni contro Nord Corea (e quindi Iran).

I cazzottoni simulati del Wrestling, che fanno impazzire la gente e forse le nazioni.

Dulcis in fundo, quel video che vale da solo la fatica di leggere l’Abate…

Uno dei più gravi errori della seconda metà ‘900 è stato immaginare un mondo completamente nuovo, irrevocabilmente rivolto al superamento di ogni limite, non solo tecnologico, ma addirittura antropologico. Come se di colpo la voce di migliaia di grandi pensatori – che da secoli presentavano assai ardua l’elevazione del singolo individuo, figuriamoci quella di comunità, stati e loro apparati – fosse divenuta solo l’eco di un passato lontanissimo. Eppure Salvatore Quasimodo ci ammoniva, ancora nel 1947…

Sei ancora quello della pietra e della fionda,
uomo del mio tempo. Eri nella carlinga,
con le ali maligne, le meridiane di morte,
t’ho visto – dentro il carro di fuoco, alle forche,
alle ruote di tortura. T’ho visto: eri tu,
con la tua scienza esatta persuasa allo sterminio,
senza amore, senza Cristo. Hai ucciso ancora,
come sempre, come uccisero i padri, come uccisero
gli animali che ti videro per la prima volta.

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Buon 2017! Theleme reca a ciascuno i migliori auguri dell’Angelo Pavone

yezidi-taus-melik-emblemaAuguri di un lieto 2017 ai nostri lettori. Anche migliore a chi invece non ci legge.

Pur nella profonda inquietudine geopolitica, è ancora viva la speranza che l’intelligenza possa prevalere.

Il Buon Anno più antico del mondo, quello dell’Angelo Pavone Tawuse Melek. Sacro agli Yazidi, in attesa del 6767 *.

Il 2016 volge al termine, nella più grande confusione politica nazionale ed internazionale. Nuove alleanze fanno nevroticamente capolino fra quelle più consolidate, sia dentro che fuori l’Italia, mentre l’occidente e l’oriente – non sapendo incontrarsi – si scontrano in un caos che, lo diciamo con Nietzsche, speriamo saprà regalarci una stella danzante, prima o poi. Continua a leggere

Il PD plaudisce a Renzi, il quaquaraqua: un pernacchio e sarà rivoluzione.

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56 secondi ci liberano da un peso insopportabile. Quello di Renzi.

Sciascia docet: Uomini veri, mezzi uomini, ominicchi, ruffiani e quaquaraqua.

Il partito è come il suo segretario: dalla gioiosa macchina da guerra all’esercito delle facce di culo.

‘Il pernacchio classico’ di Edoardo, con cui si può fare la rivoluzione.

Ripeschiamo una proposta del passato: ‘La diceria’ sarà sito derenzizzato.

Questo brevissimo frammento di intervista – associato all’effettivo comportamento post referendum – è, probabilmente, il maggiore atto politico che Matteo Renzi ci ha lasciato in eredità: di lui non scriveremo più nulla ed il suo nome sarà qui bandito. Avendo abbandonato l’analisi politica – per cessazione dell’oggetto – questa scelta non penalizza affatto: dovesse un giorno essere indispensabile un accenno a Renzi, egli sarà ‘il quaquaraqua’. Per intanto ecco il video: regalatevi questi 56 secondi di un’Italia più ‘anglosassone’, responsabile, dignitosa, coraggiosa. Nelle parole come nei fatti…

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Il Mattarella Blues pervade l’Italia: l’agonia pentatonica di Gentiloni

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John lee Hooker e  Mattarella, ovvero il blues e la trick bag democristiana.

Lo shopping fra le lapidi dell’oligarchia italiana, ritmato dalle consultazioni: it serves you right to suffer!

Paolo Gentiloni Silveri, detto ‘l’africano’: da Rutelli al burning hell libico.

Ma la figura al di sotto delle parti potrebbe essere un’altra. Cercasi the Healer che agevoli Forza Italia, se il PD si divide.

Suona the same old blues again e l’Italia sembra inabissarsi: i tempi saranno maturi per il Boom Boom di Grillo? (Non prima del Settembre 2017)

Chiudiamo con Sciascia.

Il No alle mediocri riforme costituzionali ha rigettato la consolatoria, evirata melodia de ‘Il volo’ – tutta per il SI – e si è tuffata in un maschio blues economico, politico sociale che non farà prigionieri. Il blues è infatti espressione di una malinconica sofferenza che trova però all’interno il vigore necessario per esorcizzarsi e superarsi. il-voloUna struttura ipnotica, incardinata nella scala pentatonica, che fu definita la musica del diavolo, ai tempi di Robert Johnson e non solo. Blues e rock sono stati sempre massimamente malvisti dai clericali, sino ai nostri giorni: come dimenticare la crociata di Mattarella contro Madonna, in combutta con numerosi vescovi… e correva l’anno del signore 1990. Insomma, energia, emozione, azione nel blues vengono incatenate e scatenate di battuta in battuta, con cromatismi capaci di neutralizzare la monotona cromatina e brillantina di cui sono ricoperti calzari e capelli dei malnati e canuti eredi degli Andreotti, dei Piccoli, dei Fanfani, dei Forlani. Quale migliore guida alle vicende politiche in corso, quindi, di John Lee Hooker, auctoritas fra le maggiori di Theleme? Sarà un po’ lui il nostro Virgilio, nell’inferno democristiano di questi giorni. Pur non essendo indispensabile, si consiglia caldamente al lettore l’ascolto dei brani inframmezzati al testo, in un inedito e interattivo pastiche politico – musicale: con crescendo non rossiniano, essi ci condurranno in superficie, ‘a riveder le stelle’. Le cinque stelle che ci attendono al varco per vergare l’epitaffio del post fascismo repubblicano: Se il paese non avrà saputo tagliare di netto col passato, avrà bisogno della dinamite grillina. Che farebbe Boom Boom.   Continua a leggere

Buon Anno con Leopardi e le dicerie del 2016!

Theleme augura buon anno a tutti, belli e brutti.

Principali uscite previste nel mese prossimo.

Salutiamo il 2016 insieme a Giacomo Leopardi – ed Ermanno Olmi – che la sapeva lunga sull’italica pochezza.

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G. Leopardi, 1820. Di A.Ferrazzi

Un altro anno ci saluta, ricco di poco e povero di molto. Non è qui intenzione di fare un consuntivo delle notizie principali del 2015, che troverete in altre sedi. Ma di far gli auguri a chiunque abbia voglia di riceverne dalla storica abbazia di Theleme, brutto o bello, buono o cattivo, di destra di sinistra di centro e di nulla che sia. Servi di regime inclusi, anche perché laddove li escludessimo probabilmente almeno un quarto della popolazione potrebbe non riceverne. E non ci parrebbe affatto giusto.

Cogliamo inoltre l’occasione per segnalare che a Gennaio e Febbraio 2016 ci interesseremo principalmente di:

  • Movimento cinque stelle: a che serve, quali sono le sue idee, i suoi scopi. Da dove viene e dove va. Segue da il Palantir
  • Nuovi scenari della geopolitica: sogno imperiale turco, terrorismo internazionale, paesi emergenti. Inclusa la (brutta) fine dell’Italia nello scacchiere internazionale. Segue da Marmaray…
  • ILVA e il suo percorso tormentato: le nuove bufale che certamente ci attendono, sulla strada verso il crack. Segue da Apprendisti Stregoni…
  • Roma ed il Giubileo: come mai si poté infine allontanare Marino e a cosa dovrebbe servire in realtà il Giubileo. Segue da I calcoli viscidi del PD…

Infine, ci sembra cosa buona e giusta, mentre i novizi di Theleme approntano le fastose cerimonie edonistiche del 31 – naturalmente al servizio del Gran Cerimoniere di Theleme, discendente diretto di quello citato in apertura della straordinaria “Ifigonia in Culide” (Qui il testo, vietato ai minori, per chi non la rammentasse) – omaggiare i lettori con sincronica citazione leopardiana: Continua a leggere

La droga del potere vs il potere della droga: chiudiamo i partiti, non le discoteche!

La nostra riflessione coinvolge due uomini politici oggi come oggi un po’ in ombra, ma pur sempre attivi e vivi e vegeti.

Poco importa, è semplicissimo attualizzare. Facciamolo con Renzi, Padoan e Moretti: un morbo terribile attanaglia il paese.

Perché il PD è un fantasma del ‘900 e sarebbe piaciuto a Mary Shelley.

Il King’s College ci dice che la droga fa meno male al cervello del potere. Suggerimento ai prefetti, chiudete i partiti. Che proseguono lo scempio di Stefano Cucchi.

Quel che leggerete a seguire proviene dal nostro vecchio “laboratorio di idee”, che ci fu chiuso d’amblais. I protagonisti del raffronto sono pertanto due uomini politici (se così vogliamo chiamarli) 3 anni fa assai in voga, stante il loro ruolo

“Un fantasma percorre l’Europa”, A. Pizzinato, 1949. Il fantasma del PD.

governativo, oggi in ombra. La cronaca delle più dinamiche discoteche italiane – cioè quelle in cui non si fa salotto o si cerca solo il partner per una noiosa vita di coppia, ma si va sul serio “a ballare”, intendendosi con ciò un’attività motoria frenetica e in sintonia con musica genericamente elettronica, stimolata sovente dal consumo di psicotropi – ci parla ahinoi di un paio di decessi, uno in Emilia l’altro in Puglia, la prima reginetta storica di vita notturna, la seconda promettente new entry. Riteniamo quindi sia il caso di traghettare qui quel testo. Non senza aver prima dato conto di come il ragazzo deceduto al Guendalina di Santa Cesarea fosse in realtà cardiopatico. Infatti è ben difficile oggi morire di colpo in seguito all’assunzione degli stupefacenti in voga, proprio perché i derivati dall’oppio sono di uso infinitamente meno frequente che negli anni ’80.

Altrettanto sembra opportuno ripetere quel che si è fatto allora con Frattini e Giovanardi: però con nomi più freschi, ad eterna riprova che il nefasto potere della droga sembra impallidire di fronte alla droga del potere.

Il presidente del Consiglio Matteo Renzi è un caso di scuola, stante la quasi totale incongruenza fra il detto e l’accaduto. E’ molto faticoso star dietro alle sue continue “amnesie” o “psicotiche rappresentazioni della realtà”, se vogliamo, come dobbiamo, ritenerlo in buona fede. Pertanto ricordiamo appena che egli, in una trasmissione di Dicembre 2014, dava già nelle mani del tribunale milanese il famoso “tesoro dei Riva”. Cioè in procinto di esser usato per risollevare le sorti (segnate invero dalla storia e dall’economia) dello stabilimento ILVA di Taranto, che sarebbe

“un’azienda straordinaria, una delle migliori acciaierie del mondo, la più efficiente forse in Europa”

per il cui salvataggio potranno impiegarsi capitali pubblici, ma soprattutto

“il miliardo e 200 milioni del sequestro […] nella disponibilità dei pm di Milano […] saranno loro a deciderne cosa farne”.

Qui trovate la puntata intera, “bersaglio mobile” di Mentana. Se non ricordate, né credete, ascoltate.

Ora, leggete quel che proprio avantieri dice l’ex presidente di Confindustria Taranto, certo non un ambientalista, riguardo alla qualità ed alle speranze dello stabilimento :

Ma è possibile che dobbiamo restare paralizzati da anni a piangere l’Ilva e a tentare impossibili respirazioni bocca a bocca per rianimare piccoli pezzi superstiti della grande industria?

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Un “cretino collettivo” dileggia il progetto neoDC e i suoi destri barattieri, Verdini e Ferrara

Memento mori, quel trasformismo che uccide il paese.

Ancora lei, la DC. Che palle, pensa il “cretino collettivo”.

Ferrara vuol tornare bambino, ma la macchina del tempo non funziona.

E’ semplice oggi, amici di Theleme, comporre il puzzle che riguarda Verdini, Renzi e Berlusconi. Semplicemente perché su queste pagine l’attualità della cronaca è spesso lo ieri dell’analisi.

Verdini e Ferrara in contesto patriottico

Ferrara e Verdini…

Dicunt che Verdini si sia deciso ad allontanarsi da Berlusconi (crediamo subito prima di aver ricevuto il quinto rinvio a giudizio). Tutti i commentatori, per poco che in genere valgano, sono concordi ciò avrà l’unica possibile funzione di fare più apertamente da stampella al (mai votato) governo Renzi, probabilmente in sostituzione migliorativa dei Popolari di Mauro. Al di là dei legami storici fra questi 3 player della politica italiana, ben documentati dall’ Espresso già molto tempo fa, viene comodo riportare qui i passi già dedicati al banchiere toscano nel corso dei mesi.

In ordine cronologico:

29 Aprile 2015, da “…I vagiti DC nel voto segreto…”:

  • Nell’analizzare la successione degli ultimi 3 governi seguenti quello del premier Berlusconi, non se ne potrà negare una progressiva accentuazione del carattere centrista. Neodemocristiano, direi. La verità è che nelle occasioni in cui un partito palesemente “scudocrociato” si è accostato alle urne è finita davvero male. Pensate a PPI, UDC, NDC, Lista Civica. Dai tempi di mani pulite in poi, conseguentemente, la strategia del mondo clerical/politico è stata quella di “imboscare” nel bipolarismo  (“destra sociale/socialista” – “sinistra veterocomunista”) quello che rimaneva della grande democrazia cristiana, falcidiata delle prime file, bruciate dalla grande stagione manettara. Nell’attesa che gli Alien crescessero e prendessero la guida dei corpi in cui avevano trovato sede. Pensate ad Alfano e Renzi, giusto per avere un’idea di massima.

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