Italia, Legenda Aurea: Dal Governo del Conte al Governo Conte…

I guai del Governo, IVA, finanze, Ilva, scenario. Ne riparleremo: Troppi Deja vu.

Di Maio, Savona, Salvini, Conte… fraticelli elemosinieri. Però il paniere resta per ora vuoto.

Grillo, Savonarola 2.0, cerca Gesù da 40 anni.

Da Conte a Conte, il Governo della Vandea.

Vite Parallele? No, quattro righe. La Legenda Aurea del Pio Premier.

Nel 2018 il Papa Re fa volare lo spread. Nonostante le fakenews di Palazzo Chigi, alias Rocco Casalino.

Difficile che Savonarola e i suoi piagnoni 2.0 tengano in piedi la baracca.

Importanti Post Scriptum: la polpetta avvelenata, Sarmi. 

Il Governo venutosi a creare per la congiunzione – mai votata, se la valutiamo secondo un canone molto caro al populismo – di Lega e Movimento Cinque Stelle, che hanno proposto un Premier mai eletto, del tutto analogo in ciò ai precedenti governi Monti – Letta – Renzi – Gentiloni, è già alle prese con un complesso di problemi largamente esuberante la forza numerica della propria maggioranza. Tanto per cominciare. In Senato, la soglia di maggioranza è 162 seggi. La fiducia è stata votata da soli 171, quindi appena 9 voti in più. 167 appartengono effettivamente ai gruppi parlamentari di Lega e M5s; 2 provengono dai famosi ‘grillini espulsi’, perché impresentabili – parola di Di Maio di appena 3 mesi fa, essi dovrebbero oggi essere ‘dimessi’… e invece grazie a loro si fa il Governo – 2 dalle autonomie. Un margine già ridotto e poco affidabile, che diviene addirittura risibile se consideriamo che ben 6 senatori fanno anche i ministri e non potranno certo accamparsi in aula. Da qui la considerazione, evidente anche dalla composizione della squadra del Premier Conte – ricca di esponenti di matrice né leghista né grillina, lui in primis – per cui questo Governo vive della ‘tolleranza’ di forze come il PD e FI. A cui ha risparmiato nuove elezioni ed offerto la possibilità di un comodo gioco di rimessa. Senza esporli a grandi rischi, proprio perché quasi tutti i ministeri chiave sono in mano più che amica. E quelli che non lo sono hanno personale direttivo di analoga estrazione. Un simile coacervo arlecchinesco – come facemmo notare – ovvero un’accozzaglia che va da Fico a Fontana, non poteva non sbandare immediatamente su tematiche urgenti e pragmatiche, quali IVA, ILVA, sanzioni alla Russia. Le voci del coro sono pochissimo armonizzate. Per Tria, ministro del Tesoro, l’aumento dell’IVA non è poi un gran male. Con esso ci si potrebbe finanziare la Flat tax. Che per Fioramonti non è un problema, in quanto ormai ha più di una aliquota, forse addirittura tre. Quindi non è più flat. E comunque si farà chissà quando. Non ha tutti i torti… non fosse che sul punto s’aggiunge Di Maio, il quale ‘promette’ (conosciamo le sue promesse, ormai, dal referendum sull’euro all’impeachment per Mattarella alle ‘dimissioni’ degli impresentabili…) che l’IVA non aumenterà e le clausole di salvaguardia verranno disinnescate. Ancor più intricata la faccenda ILVA: per Grillo è archeologia industriale da trasformare in Luna Park coi soldi della CECA; per Fioramonti, se Sindacati e Arcelor non chiudono a Luglio, va ‘riconvertita’ (??!!) e bonificata; per Di Maio non si sa, dopo tante sue parole roboanti del recente passato sceglie di ‘forlanizzarsi’… ‘tutto passerà per canali ufficiali‘.

Continua a leggere

Annunci

Da Frankenstein ad Arlecchino (servitore di 2 padroni, USA e Germania)

arlecchino.jpg

La sorpresa dell’alchimista Mattarella: Frankenstein? Fatemelo voi.

Arriva il governo Arlecchino, frutto della carità (pelosa).

I ministri che non t’aspetti. Anzi, che t’aspetti.

Arlecchino servitore di 2 padroni, Germania e USA (ma un po’ di Russia e Cina non guasta mai).

Siamo Sordi (Alberto)? Nella commedia dell’arte la bastonatura è il finale più amato dal bambino che è dentro di noi.

Ci eravamo lasciati nel timore della nascita del ‘governo Frankenstein’. Per ben due volte siamo stati la là per assistere a un governo del Presidente. E in ambedue le occasioni ciò è servito per riportare al Colle Di Maio e Salvini, che pure durante questa campagna elettorale bis – camuffata da consultazioni – hanno dato il peggio di loro stessi. Il ‘no’ di Berlusconi all’ipotesi di Governo Cottarelli (i nomi ipotizzati dei ministri, fra cui la Severino, sembravano fatti apposta per respingerlo) ha messo la parola fine al temuto esperimento alchimistico. La speranza che esprimevamo, già da prima delle elezioni, s’è realizzata.

Teniamoci pronti al peggio, quindi. Augurandoci ciò non avvenga, perché i risultati delle elezioni non lo consentano o perché si desista, l’ipotesi è sul campo. E si fa via via più minacciosa. Le conseguenze sulla tenuta dell’ordine pubblico, oltreché sulla credibilità dell’intero panorama politico e infine istituzionale, potrebbero essere molto gravi: truffare praticamente tutto l’elettorato è un azzardo senza precedenti.

Continua a leggere

L’articolo 92 della Costituzione per dummies: dal no vax al no lex!

articolo 92 top

L’articolo 92, più semplice di così si muore.

La dottrina, la prassi e lo ius positum. Conclusione? Decide il Presidente della Repubblica.

I pesi e i contrappesi della Costituzione antifascista.

Servirebbe una seria riforma del testo? Forse si.

Dal no vax al no lex: Di Maio, asinus asinorum.

Mentre tutto procede come previsto – ovvero due forze senza numeri adeguati e con traiettorie politiche divergenti non possono dar vita ad alcuna maggioranza stabile, lo spread conferma che Savona e Conte poco c’entravano e Mattarella da vita al suo ‘Governo Frankenstein’, pronto da un mese, che durerà con o senza fiducia sino almeno ad Ottobre – è necessario occuparci brevemente dell’articolo 92 della Costituzione italiana, perché è diventato il nuovo tormentone di un popolo incolto e carico, anche giustamente, d’ira. Ira che però indirizza sempre malamente, a causa della scarsa formazione e tendenza alla faziosità. Finendo per esser sistematicamente truffato dai ‘potenti’. Per il mezzo dei tanti tribuni che, in ogni epoca, hanno trovato e troveranno eco nella Penisola.

Bando alle ciance, leggiamolo:

articolo 92

Che bello, nella sua scarna semplicità… la prima frase – detta comma – non è suscettibile di nessuna particolare ‘interpretazione’, né è al centro del dibattito. Passiamo alla seconda, vera pietra dello scandalo.  Continua a leggere

Has has Savona! Ma dietro le quinte i problemi sono ben altri…

has 3

Paolo Savona, fra Enrico Toti e Masaniello?

No, fra Ezio Greggio e D’Angelo. Prosegue la strategia Has Fidanken, che tanto ha già dato all’Italia a cinque stelle.

Il grand commis banchiere, allievo di Carli e Ciampi, presidente di quasi tutto e re degli europeisti. Due parole di Maccarrone.

L’amico di Mattarella che diviene nemico alla bisogna. Storia di una visita speciale. La sindrome di Stoccolma del M5s.

Dopo tanta wikipedia un salto sulla Treccani farà bene.

Conte, Savona, Massolo, Moavero, Mattarella, Casellati… tutto torna: il primo Conte è il secondo Monti. Ambedue figli di Frankenstein.

Tiriamo le somme con Jessica Rabbit.

 

Fra Toti e Masaniello…

In questi giorni è salito alla ribalta della cronaca il dottor Paolo Savona. Oggetto di una fantomatica ‘lotta’ fra europeisti ed antieuropeisti che vede schierati Di Maio e Salvini (soprattutto il secondo) contro il presidente Mattarella. Paolo Savona sarebbe insomma un mix fra Masaniello – aitante, col berretto frigio in testa, alla testa del popolo inferocito contro la casta – ed Enrico Toti, patriota antigermanico, capace di lanciare la stampella sugli austriaci. Un eroe in grado di ‘spirare baciando il piumetto della sua divisa da bersagliere’, come raccontano le cronache dell’epoca.

Alchè a Theleme ci siamo chiesti… ma è davvero il Paolo Savona che conosciamo noi? O un omonimo ignoto? Prima di ri-scoprire chi sia, il professor Paolo Savona (figura di indubbio spessore, al di là di ogni considerazione politica che andremo a trarre), non possiamo trattenerci dal menzionare nuovamente il mitico cocker Has Fidanken e il suo ‘promotore’ Armando/D’Angelo, miglior viatico all’Italia politica e mediatica odierna.

Continua a leggere

Mattarella l’alchimista: l’ora è fatale, arriva il Governo Frankenstein!

fotomontaggio mattarella flick - Copia

Frankenstein Mattarella e ‘la creatura’ Flick: fenomenologia d’un’alchimia centrista. By courtesy of Mel Brooks. 

Prima di avanzare, riavvolgiamo il nastro. L’esito previsto e l’impossibilità di coalizzarsi.

‘Solve et coagula’ (PLAY!): non resta che l’alchimia.

Nuova missione di Sergio Mattarella fra gli avelli DC. Il sepolcro imbiancato e pentastellato.

‘Casellati, facce vedè er Fico…’ le consultazioni più ‘telefonate’ di sempre.

L’amaro destino del M5s: Grillo – con Di Battista – fila via sulla scialuppa di salvataggio?

Flick o Flock? (Ma ridar vita ai morti l’è dura).

Il Frankenstein che verrà: un arto qui un cuore là, nell’attesa dei Draghi? Tutti traditi.

Importante post scriptum, 27 Maggio 2018.

Il post che segue fornisce una visione esaustiva di quanto accaduto alla politica italiana negli ultimi 4 mesi, secondo una specifica interpretazione – quella di Theleme – che ha trovato progressivo riscontro. Chi non avesse tempo o volesse semplicemente andare al dunque, scorra in basso sino a ‘Mattarella l’alchimista’ e legga a partire da lì. 

Riavvolgiamo il nastro

Prima di tentare il disvelamento degli arcani futuri, è opportuno ripercorrere brevemente la strada che ci ha portati all’inconcludente data odierna. Iniziando dall’inizio. Ovvero dai mesi precedenti alle elezioni del 4 Marzo. Theleme, novello Pollicino, ha disseminato la strada che porta a casa dell’alchimista di gustose molliche di pane politico… la prima indirizzava – in sintonia con varie segreterie, ma nessun sondaggio – verso un futuro prossimo in cui fra Berlusconi e Salvini alla fine avrebbe prevalso il secondo. Molto più giovane, più centrato sui problemi di maggior rilevanza ‘pubblica’ (o populista, se volete, non fa poi tanta differenza), candidabile ed eleggibile. All’epoca era già evidente a tutti i pensanti – ma non ai media – come fosse irripetibile un governo centrista, considerato che la somma dei consensi di Forza Italia e Partito Democratico, principali eredi dell’equilibrio PCI-DC, era largamente inferiore alla 50%. In assenza di premi di maggioranza, nemmeno sommando interamente i seggi dei due partiti – altro che la sparuta pattuglia di Alfano – si sarebbe potuta perpetuare la tradizione morotea italiana. Anzi, i numeri proponevano una maggioranza numerica innovativa e diversa, nemmeno antitetica nell’impostazione e nei programmi. Almeno teorici. Quella costituita da M5s, Lega e Fratelli d’Italia. Uno scenario, insomma, in cui la Lega avrebbe avuto una posizione sicuramente vantaggiosa. Continua a leggere

Stop alla discalculia parlamentare dei ‘due forni’: i governi algebricamente possibili

discalculia-elettorale.jpg

Governo di qui, governo di là, governo su, governo giù: La discalculia parlamentare, una nuova piaga italiana.

Le fantasie matematiche cancellano la realtà politica: l’inciucione alla Regione Lazio di cui nessuno parla.

Nessuno sa fare le addizioni o ci prendono per minchioni? (La seconda)

Il misterioso ‘Governo Frankenstein’ e i colpi sotto la cintola.

La Costituzione dice che un Governo deve ricevere la fiducia da ambedue le Camere. Ovvero ci deve essere una maggioranza numerica di parlamentari che possa sostenerlo, sia al Senato che alla Camera. Per un insieme di ragioni, da qualche legislatura è il Senato, eletto su base regionale, a regalarci più problemi in questo senso. Quindi, chi voglia chiarire e chiarirsi le idee sul futuro politico deve ragionare soprattutto sulla ‘Camera alta’: una volta che la maggioranza si raggiunge fra senatori, automaticamente ci sarà fra deputati. Ma non viceversa.

Se ne deduce che i primi numeri a cui bisogna guardare per valutare le concrete possibilità di formare un governo di coalizione – visto che le forze in campo non hanno ricevuto voti a sufficienza per far da soli – sono quelli degli onorevoli al Senato. Quali sono questi numeri? Basta recarsi sul sito ufficiale:

senatori gruppi

In totale, i senatori sono 321 – inclusi coloro i quali non sono in alcun gruppo – quindi la maggioranza si raggiunge a 162. 70 anni di democrazia parlamentare insegnano però che un Governo che voglia aver speranza di legiferare e sopravvivere per un po’ deve essere sostenuto almeno da una decina di senatori oltre la soglia minima. Sempre pochi, a dire il vero, ma consentono il tentativo. Arriviamo pertanto a circa 175. Tutto questo è arcinoto, ma nessun giornalista sembra tenerne conto. Almeno quando affronta pubblicamente la questione dei possibili governi. Avete presente la teoria dei ‘due forni’ di cui potrebbe avvalersi il M5s? Bene, non ne esiste nemmeno uno. Basta far due calcoli. Facciamoli.  Continua a leggere

(I) Brancaleone alle consultazioni: Il Senato secondo Di Maio

Brancaleone Di Maio 2

Che ne è stato dei candidati di cui c’eravamo occupati?

Dai candidati agli eletti. Il Senato è ancora una volta campo di battaglia.

Il gruppo parlamentare del Movimento Cinque Stelle.

Casta e pura? Incontriamo i senatori VIP.

– Continua –

Nel tentativo ingrato di inquadrare le vicende elettorali del Movimento Cinque Stelle, indecifrabili come non mai, avevamo dato una rapida scorsa all’elenco dei candidati, nominati all’uninominale direttamente dai ‘vertici’, al proporzionale selezionati con scremature del tutto arbitrarie. Finendo per reperire una serie di nomi che saltavano all’occhio per avere poco o nulla a che fare con la storia, le finalità e le parole d’ordine del ‘grillismo’. E molto a che fare con altri percorsi noti della politica italiana, paradossalmente vicini a quella ‘casta’ centrista additata eternamente quale responsabile criminale dei disagi nazionali e pronta a ogni camaleontismo per arrivare in Parlamento. E infine governare, allo scopo di gestire poteri e denari, possibilmente eternandosi sulle poltrone e strafottendosene del ‘popolo’. Prima di procedere con l’analisi approfondita – che non lesinerà sorprese – di chi è effettivamente stato eletto al Senato sotto la bandiera a cinque stelle,  diamo conto dei risultati elettorali della inquietante pattuglia di candidati di cui avevamo scritto in precedenza.

Continua a leggere