Il Biotestamento scatena la corsa all’urna: in Italia si muore al top

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L’Italia è finalmente alla pari con le grandi democrazie. Grazie a radicali e PD (e M5s), il biotestamento è legge.

La morte non offre più la sola vita eterna, ma tanti diritti: quale strenna è più bella?

Un successo enorme, i numeri lo dimostrano: E’ partita (da un po’) la corsa all’urna!

 Che meravigliosa danse macabre… Chi non muore s’arrangi!

La legislatura volge al termine – ma non il premierato di Gentiloni, almeno nei desideri più pavidi – ed è sempre il fondo del barile a riservare il distillato più dolce. L’Italia ha da oggi una legge sul cosiddetto ‘biotestamento’. Ovvero un insieme di norme che regolano i diritti e i doveri degli ammalati e dei moribondi, nei confronti di sè stessi e del prossimo. Per una prima analisi di questa novità – che si allontana dal tradizionale vuoto legislativo italiano sul tema (considerato appannaggio curiale, escatologico), anche grazie alla lunga pressione dei radicali (ma soprattutto alla necessità elettorale di presentare qualche straccio di esito ‘progressista’ ad un pubblico di sinistra sempre meno persuaso della bontà dei suoi rappresentanti) – potete leggerne qui un resoconto essenziale, pubblicato da Sky.

In sostanza, il malato, il moribondo o il suo fiduciario hanno il diritto di decidere delle proprie o altrui ultime ore con assai maggior ampiezza che in passato. Chi sta per trapassare ha più diritti e possibilità di prima. Più di quanti ne avesse da vivo e da sano. Da oggi la morte non offre solo la speranza della vita eterna, ma anche numerose opzioni accessorie.  Continua a leggere

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