Il Bonusdef, alias tesoretto, si conferma un cul de sac. Ed è già fuori dalla propaganda!

... o del tesoretto? Macché, solo della propaganda.

… o del tesoretto? Macché, solo della propaganda.

I fratelli La Bufala, marchio registrato. Cosa dicevamo pochi giorni fa sul BonusDef, cosa se ne dice oggi.

Giorgio Alleva e l’Istat che cavalca i margini d’errore (sicuro). Perché “La diceria dell’Abate” vi aggiorna sui fatti di domani…

Pochi giorni fa ci occupavamo dei “Fratelli la Bufala” della politica economica italiana, Matteo Renzi e Piercarlo Padoan. Lungi dall’essere ambasciatori della mozzarella di Battipaglia ad Expo, li avevamo stigmatizzati relativamente alla patente invenzione del BonusDef, alias tesoretto.

Partendo da un tweet di Oscar Giannino, nella diceria intitolata

Bonus DEF, la propaganda o la sai fare o no:

Padoan non sbaglia solo i calcoli…

facevamo notare in dettaglio come Padoan avesse finito, malaccortamente, per usare sbrigativamente termini dal forte connotato negativo, allo scopo di indicare la platea degli interessati. Negativi sia per chi dava il bonus, sia per chi lo riceveva, sia per chi ne doveva parlare: tragicamente destinati “al povero”, alla “povertà”.

E concludevamo come

ormai il numero di beneficiari del bonus coincidesse col numero dei poveri nel paese: Se vuoi ottenere un effetto propagandistico su larghissima scala, implicitamente ti dichiari nazione con milioni e milioni di miserabili. Se invece contieni il numero dei poveri, perdi la scala larga. Quindi il fantomatico effetto economico desiderato, a sedicente fondamento del bonus.. così come l’interesse dei futuri beneficiari e votanti.

Un cul de sac insuperabile.

E tale infatti si è rivelato. Sul punto è di corsa intervenuta Bankitalia, sempre servile e quindi con toni sfumati… eccola qui  a sostenere altre destinazioni opportune per il sedicente tesoretto, come ad esempio “migliorare i conti”. Tutto ma non la povertà, insomma.

Purtroppo per il governo, però, qualche simulazione di giornalismo in Italia occorre pur farla… quindi il Sole24, il peggiore fra i giornali economici d’Europa, consapevole della necessità per Renzi di terminare il bonus (mai più da lui nominato, a differenza del tormentone noto come 80euro), ne approfitta per dimostrarsi imparziale e lo definisce  “una previsione”. Mera. Mentre la commissione bilancio delle Camere paradossalmente si sbilancia, sino a  considerarlo  di valore molto modesto e comunque appeso ad un filo. 

In sostanza l’apparato istituzionale mediatico, grazie alla castroneria di Padoan, per una volta svolge rapidamente il suo lavoro. Facendo davvero dei conti e riportandoli…al fine di evitare il maggior danno della quantificazione pre elettorale dei poveri nel paese.

Ovviamente un vulnus all’immagine resta, eccome… al fine di rattoppare la mala parata, l’ufficio di propaganda di Renzi/Presidenza della Repubblica ha debitamente stimolato da qualche giorno l’ISTAT (o così immaginiamo).

Istituto di statistiche dove, non a caso, fu insediata una figura di (parrebbe) mediocre caratura, Giorgio Alleva. Mediocre per affermazione (e petizione) stessa dei suoi stessi, più prestigiosi, colleghi.

Insediata da chi? Ma da un Renzi appena giunto a palazzo Chigi, no?

Ecco quindi apparire tempestivamente il nuovo dato confortante. Certo… un magrissimo +0,1%.alleva Ma la magica parola “più” può essere sbandierata, come prima si sbandierava il magico “bonus”. Altro che “povertà”.

Ora, per chi sa come qualsiasi misurazione, o “bilancia”, abbia margini di errore, la faccenda è scopertissima: più il dato riferito è esiguo più si ha probabilità (se non certezza) che l’errore incida sui risultati.

Consentendo al misuratore un’affermazione secondo i desiderata del potere ma, al tempo stesso, giustificabile tecnicamente, anche dovesse rivelarsi non corretta.

E chi tira fuori dal cilindro tale risicatissima “crescita”? Ma Giorgio Alleva in persona, signori e signore. E la notizia viene battuta da Reuters proprio a seguire del caso “tesoretto scomparso”…

Che conclusioni ne traiamo? Che in realtà era possibile già la settimana scorsa, dalle malaccorte parole del ministro Padoan, conoscere la triste e rapida fine del tesoretto. 

E infatti vi era stata qui anticipata.

Altrettanto possiamo dire oggi della crescita ex ISTAT, come abbondantemente sopra delucidato e debitamente corredato di fonti. Ovvero che essa è del tutto imponderabile, inglobata nel più classico dei margini di errore. Pertanto non un contributo statistico serio, ma pura propaganda.

La propaganda essendo unico vero motivo di sopravvivenza del potere. Al cui esclusivo servizio operano i media nazionali (ma non solo). Temporizzati cani da guardia, nella quasi totalità dei casi.

Seguire La Diceria può essere utile.

 

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