A modest proposal: scuole di plexiglass per bambini nel tetrapak

La Storia insegna che rogna possano essere i bambini, questa ruzzante congerie di uomini e donne in erba, intrinsecamente egoisti ed anarchici, poco inclini al politically correct, esosi questuanti d’attenzioni ed affetti, inesausti ascoltatori di sedicenti criminali prestati alla Trap o di sedicenti cantanti prestati al crimine, caparbi estorsori di videogames ed orrende snickers indossate da stolidi atleti, che obbligano i padri a rinunciare agli abbonamenti calcistici e le madri a mollare profumi, cipria, colonia e Coty. Luridi, sozzi, cadono da bici e pattini, ruzzolano dalle scale, battono il capo, tenendo in ansia intere comunità umane. Svogliati, con difficoltà logopediche se non addirittura BES(tie) certificate, resistono persino alla benifica attività degli psicofarmaci suggeriti da evoluti pediatri, magari sobillati da solerti assistenti sociali, saltando su tavole imbandite pei loro genetliaci da vetuste famiglie oppure frantumando la professionalità di infiniti intrattenitori, assoldati da venali ludoteche che nessun Basaglia ha saputo cassare. Indotti amorevolmente a sviluppare competenze senza ricevere nozioni, mediante le quali superare esami che non esaminano, nell’attesa di future spintarelle che li introducano in crollanti carrozzoni ottocenteschi, la cicogna ce li porta già indebitati per decine di migliaia di euro, dei quali mostrano di non avere alcun rispetto, quando gravano sul bilancio familiare coi loro corsi di inglese, lezioni di piano e danza moderna, nella speranza di poter, un giorno fausto, pervenire alla corte della De Filippi, la nuova Montessori. Molti fra loro rifiuterebbero istintivamente percorsi stabiliti e rassicuranti, e solo una faticosissima battaglia riesce a ricondurli nel solco tracciato, quello di una ‘vita in lattina’, from the cradle to the grave. Pare che taluni osino addormentarsi durante i comizi autoencomiastici del carissimo leader Conte! Continua a leggere

Il maschio è una bestia che uccide. Achtung, Frauen!

tiger and the lamb

Homo sapiens sapiens, che bel pezzo di grande mammifero.

Ma chi sono i grandi mammiferi? Il maschio della specie.

L’uomo di Cheddar ci ricorda la lunghissima filogenesi umana. Ma anche la cronaca.

Attente donne, milioni di anni non si dimenticano leggendo libri. O andando dallo psicologo.

Blake e Quasimodo, the tiger and the lamb.

N.B. Lo scopo di questo post non è attribuire la precisa modalità di comportamento a tutte le specie citate e nemmeno essere esaustivo o scientificamente impeccabile. Ma sottolineare una specificità dei grandi mammiferi sociali, che riguarda anche l’uomo. E credo sarebbe bene non dimenticare, alla luce della cronaca più recente. Quel che per secoli s’è temuto non è privo di fondamento. Rivediamo, non rimuoviamo. Rimuovere è pericoloso. 

Noi umani siamo grandi mammiferi. La specie è denominata Homo sapiens sapiens. Non è solo l’antropocentrismo culturale – declinato in varie forme presso tutte le civiltà umane e progressivamente massimizzato, com’è logico, da quelle che maggiormente s’allontanarono dallo ‘stato di Natura’ – a dirci che siamo l’organismo più complesso ed ‘evoluto’ partorito dalla vita sul pianeta Terra, nonchè l’unico ad essere pienamente consapevole del suo destino mortale e a desiderare, in parte riuscendoci, di comprendere l’Universo. Dicono lo stesso le scienze naturali, la medicina e l’etologia, ovvero la disciplina che si occupa di studiare il comportamento degli animali. Incluso il nostro. Siamo animali che non si sentono animali, in perenne bilico fra materia e forma. Ciò non toglie che per la classificazione tassonomica la nostra famiglia sia quella dei primati, all’interno della classe dei (grandi) mammiferi. Euteri e carnivori oppure onnivori. Ma chi sono gli altri? Li conosciamo tutti abbastanza bene… felini, ursidi, pinnipedi, canidi…. Non a caso son quelli che ci colpiscono di più, sin da bambini. E con cui abbiamo da sempre le maggiori ‘relazioni sociali’.

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La zanzara, una compagna che sbaglia. Croce e martello, malaria nel cervello.

anofele claviger

Il ‘progressismo’ italiano, cattolico e comunista. Che ossimoro.

Parte una nuova crociata, questa volta contro epidemiologia ed entomologia.

La zanzara anofele, sedicente estinta (insetti estinti?).

La logica da centro di igiene mentale della ‘sinistra’ italiana.

Il mistero di Pulcinella, made in ISS. E siamo al ridicolo istituzionale.

La banale verità, storicamente accertata. Le migrazioni hanno SEMPRE portato con loro varie malattie.

Il progressismo italiano – quella specie di pastrocchio indistinto di globalizzazione, passione per le cause degli ultimi, visione statalista comunista dell’economia e della società, terzomondismo e new age, insomma pensiero debolissimo – è costituito essenzialmente dai sopravvissuti del Partito Comunista Italiano e della Democrazia Cristiana, il partito del Clero. Ovvero le forze politiche che più di tutte hanno condizionato l’Italia dal dopoguerra, rendendola quel paese arretrato, indebitato, senile, caotico e corrotto che conosciamo tutti. Non fosse che i media prendono lo stipendio proprio da loro, basterebbe questo a evidenziare l’assurdità dell’appellativo progressista, se riferito a Bersani, Vendola, Gentiloni, Delrio, Poletti, Alfano e via discorrendo. Questo non significa ritenere progressiste nè progredite, in alcun modo, le forze avverse. Che però, se non altro, hanno la dignità di dichiararsi conservatrici. I Cinque Stelle, invece, sono direttamente nulla, zero di zero, ma non possiamo occuparcene qui.  Continua a leggere