(II)Movimento Cinque Stelle: la più grande truffa elettorale dell’Italia repubblicana?

getting burned - Copia
Omaggio ai Pink Floyd: ‘getting burned’, essere truffato. Da chi ti stringe la mano.

La ‘natura politica’ del Movimento Cinque Stelle. I taboo (sbandierati) del grillismo.

Quei ministri di Di Maio che sanno tanto, ma proprio tanto, di déjà vu.

La montagna ha partorito il topolino, cattocomunista.

Tanto lontani, tanto vicini.

–  Continua –

 

Prosegue da 

(I) Movimento Cinque Stelle: la più grande truffa elettorale dell’Italia repubblicana?

La ‘natura politica’

Discutere di quale sia la natura politica del Movimento Cinque Stelle è più o meno come parlare del sesso degli angeli. E’ piuttosto, infatti, l’assenza di una cifra politica distinguibile ad aver contraddistinto questa formazione. Allo scopo, perfettamente riuscito, di incamerare i consensi di chiunque, fra i non pochi, provasse rabbia, frustrazione e disillusione verso il sistema politico, economico e sociale italiano. Quasiasi affermazione troppo netta, in qualsiasi campo, avrebbe potuto compromettere questa natura di contenitore ‘neutro’. E’ quindi nella rabbia, nella protesta e nell’antagonismo che possiamo trovare l’unica matrice evidente del ‘grillismo’. Con l’unica eccezione dei magistrati – santificati e resi metro d’ogni valutazione, sebbene siano italiani esattamente come i politici e all’atto pratico non abbiano mai garantito ai cittadini paganti miglior servizio dei loro rappresentanti  – nessuno sa quali siano davvero i modelli teorici o i riferimenti umani ‘a cinque stelle’. Sappiamo invece piuttosto bene chi sono i fantocci polemici, i demoni, i nemici, i mali assoluti intravisti da Casaleggio & Co. nella nostra malandata politica. Qui qualche punto stringatissimo, che sarà utilissimo nel prosieguo di questa disamina: Continua a leggere

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(I)Movimento Cinque Stelle: la più grande truffa elettorale dell’Italia repubblicana?

getting burned

Omaggio ai Pink Floyd: ‘getting burned’, essere truffato. Da chi ti stringe la mano.

Introduzione: il terzo post che non immaginavamo di scrivere. Arriva Bloomberg.

Una soluzione a cinque stelle dell’enigma ‘Partito Unico’? Giudicate voi.

I campanelli d’allarme, Raggi e Nevoli. Il caso Roma e il caso Taranto (paradosso di Sgarbi incluso).

Cui prodest?

– Continua –

Introduzione

A detta di tutti gli analisti, le elezioni del 4 marzo non consentiranno l’attribuzione di una maggioranza a nessuna delle forze in campo. E, a quanto pare, nemmeno la riedizione del cosiddetto ‘Patto del Nazareno’ che ha tenuto in vita una serie di governi partoriti dalla peggiore tradizione parlamentarista italiana. Privati del premio di maggioranza anticostituzionale, abbandonati da ampissime fette del loro elettorato – anche nel senso più definitivo, considerata l’età media dei votanti del PD e di Forza Italia – i principali partiti centristi che avevano governato il Paese ininterrottamente dalla nascita della Repubblica, con fasi alterne di consociativismo DC – PCI – PSI, proseguite sotto mentite spoglie nelle varie formazioni  di centrosinistra e centrodestra della ‘Seconda Repubblica’, non hanno infatti oggi i numeri per arrivare a riproporsi alla guida del Paese. Nemmeno se considerati ‘al completo’. Ovvero unendo tutte le loro forze, da ‘Più Europa’ a ‘Liberi e Uguali’, da ‘Noi con l’Italia’ a ‘Forza Italia’, da ‘Insieme’ al ‘Partito Democratico’. Al conto – una volta sottratti il Movimento Cinque Stelle, la Lega e Fratelli d’Italia, teoricamente inidonei agli inciuci, anzi nati o cresciuti proprio in virtù della loro strenua opposizione ad essi – manca sempre un numero cospicuo di seggi parlamentari, in specie alla Camera. Questo l’argomento del primo post dedicato all’analisi dell’intricata situazione elettorale, che individuava però nella Lega di Salvini il partito ‘meglio messo’ per approfittare del caos: determinante nel centrodestra, in cui può arrivare persino a superare Forza Italia nel computo dei voti – e certamente la sopravanza se consideriamo la sua relazione privilegiata con FdI della Meloni, che porta in dote almeno il 5% – per un insieme di ragioni ‘programmatiche’ potrebbe persino giocare la carta di un governo di scopo col Movimento Cinque Stelle. Quest’ultimo, se rimanesse ancora del tutto isolato nella torre d’avorio  esibirebbe ulteriore irrilevanza, da cui l’inevitabile abbandono di numerosi suoi simpatizzanti, forse proprio a favore della Lega. Tale centralità di Salvini risultava inoltre confermata dai tanti interventi ‘antagonisti’, in Italia come all’estero, che ci eravamo premurati di citare.  Continua a leggere

Il maschio è una bestia che uccide. Achtung, Frauen!

tiger and the lamb

Homo sapiens sapiens, che bel pezzo di grande mammifero.

Ma chi sono i grandi mammiferi? Il maschio della specie.

L’uomo di Cheddar ci ricorda la lunghissima filogenesi umana. Ma anche la cronaca.

Attente donne, milioni di anni non si dimenticano leggendo libri. O andando dallo psicologo.

Blake e Quasimodo, the tiger and the lamb.

N.B. Lo scopo di questo post non è attribuire la precisa modalità di comportamento a tutte le specie citate e nemmeno essere esaustivo o scientificamente impeccabile. Ma sottolineare una specificità dei grandi mammiferi sociali, che riguarda anche l’uomo. E credo sarebbe bene non dimenticare, alla luce della cronaca più recente. Quel che per secoli s’è temuto non è privo di fondamento. Rivediamo, non rimuoviamo. Rimuovere è pericoloso. 

Noi umani siamo grandi mammiferi. La specie è denominata Homo sapiens sapiens. Non è solo l’antropocentrismo culturale – declinato in varie forme presso tutte le civiltà umane e progressivamente massimizzato, com’è logico, da quelle che maggiormente s’allontanarono dallo ‘stato di Natura’ – a dirci che siamo l’organismo più complesso ed ‘evoluto’ partorito dalla vita sul pianeta Terra, nonchè l’unico ad essere pienamente consapevole del suo destino mortale e a desiderare, in parte riuscendoci, di comprendere l’Universo. Dicono lo stesso le scienze naturali, la medicina e l’etologia, ovvero la disciplina che si occupa di studiare il comportamento degli animali. Incluso il nostro. Siamo animali che non si sentono animali, in perenne bilico fra materia e forma. Ciò non toglie che per la classificazione tassonomica la nostra famiglia sia quella dei primati, all’interno della classe dei (grandi) mammiferi. Euteri e carnivori oppure onnivori. Ma chi sono gli altri? Li conosciamo tutti abbastanza bene… felini, ursidi, pinnipedi, canidi…. Non a caso son quelli che ci colpiscono di più, sin da bambini. E con cui abbiamo da sempre le maggiori ‘relazioni sociali’.

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