Renzi- De Mita: da ‘scontro’ tv a sinolo di materia e forma

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Dibattiti tv, ricomincia il gioco delle tre carte che avevamo previsto.

Renzi supera se stesso: la terza via, ‘compare’ ed anche decrepito.

De Mita sinolo di materia (Parisi) e forma (Zagrebelsky).

Theleme si tedia e non segue. Qualche foto.

Un nuovo, sugoso, dibattito su riforme costituzionali e referendum viene annunciato da giorni sui media. L’avversario di Renzi è nientepopodimeno che Ciricaco De Mita, l’intellettuale magnogreco del tempo che fu. E’ il caso di ripescare quanto da noi scritto con estrema chiarezza (e sommo spasso) poche settimane fa – in  Boschi Parisi Celebrity Deathmatch: Il vecchio, il compare e il ministro – riguardo a tale serie di incontri, il cui scopo altro non è se non convincere una platea molto poco interessata, quando non già ostile o favorevole, della bontà di queste mediocrissime riforme. Del merito ci siamo in parte già occupati – e ci torneremo appositamente al tempo debito – ma quello che qui interessa è la strategia mediatica, talmente scoperta che anche un bambino potrebbe arrivarci. Un bambino dico, non un giornalista italiano, la cui unica funzione è fare da megafono al potere per riceverne in cambio il mesto guiderdone. E dal quale, quindi, non possiamo attenderci nulla se non chiacchiere di fazione. Imperdibili alcuni articoli, dai titoli tanto emozionanti quanto marchettari: ‘Il ritorno del vecchio leone della DC‘; ‘Renzi deve temere De Mita‘; ‘il neo pistolero e il vecchio cow boy‘. Lasciamo ora il mondo della fantasia per quello dell’analisi, le cui previsioni si inverano ogni giorno di più:  Continua a leggere

Donald Trump versus Hillary Clinton: analisi accurata del voto possibile (I)

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Michael Moore e Donald Trump

La disinformazione in Italia colpisce sempre più duramente. Dalla propaganda alla menzogna bella e buona.

I sondaggi americani dicono tutto ed il contrario di tutto: alla ricerca di qualche criterio di orientamento.

In primis le primarie. Ecco come andarono: #NeverHillary

Gli elettori invisibili della Clinton. Pochi agli incontri, pochi sulla rete.

Nella seconda parte:

Che accade su internet. Twitter, un semplice confronto. 

Quelle inchieste che fanno milioni di spettatori su youtube.

La censura di wikileaks sui media ufficiali volge al termine. Potenza della rete o inseguimento della realtà? 

Il formidabile argomento ‘toccata di culo sessista’ varrà davvero l’elezione del Presidente? 

I media nostrani si sono fatti un punto d’onore nel rappresentare ed analizzare faziosamente le prossime elezioni americane, con contenuti che vanno dall’aperta propaganda alla banale menzogna. La lista sarebbe lunghissima, ma sceglierei come esempio per tutti l’alterazione della demografia statunitense scelta come ‘arma partigiana’ dal sedicente sito di informazione ‘Lettera 99’, che prova a piegare il mondo alle ossessioni del progressismo. Notoriamente, infatti, gli USA sono composti da un 77% di ‘bianchi'(scorporando la componente latina, proveniente dal Sudamerica, scendiamo al 63%). Al 99% detta popolazione è genericamente di matrice cristiana. Ovvero cattolica, protestante (luterani, calvinisti, evangelici, testimoni di Geova etc.), mormona. Ma anche escludendo i bizzarri mormoni – circa 6 milioni negli USA – le cifre rimangono quelle che leggete, gli islamici restando un’assai piccola minoranza. Potete agevolmente rintracciare sulla rete quello che avete appena letto. Gli atei rappresentano il 3% della popolazione, con un 5% di agnostici. Anche fossero gli atei/agnostici americani tutti ‘bianchi’, avendo già eliminato latinos e mormoni, la componente ‘bianca’ resta di gran lunga maggioranza. Il livello di credibilità dell’informazione nel nostro paese è ormai questo. Ovvero nullo. Continua a leggere

Una traduzione dal Daily Mail: Hillary, wikileaks e il mercimonio del potere

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Hillary Clinton, qui ancora Segretario di Stato, col Re del Marocco

Hillary ottiene 12 milioni di dollari dal Marocco per la sua fondazione, in cambio dell’influenza politica che aveva quale ex Segretario di Stato.

Wikileaks e le mails ‘perdute’ finiscono finalmente sui media ufficiali: fine del taboo.

Traduzione necessaria di notizie che in Italia nessuno vi vuol dare. Giornalismo in gramaglia.

‘…Hillary non sa su che pianeta viviamo tutti’.

Julian Assange senza internet. Basterà a fermare le ‘soffiate’? Stay tuned

Per settimane abbiamo assistito alla comparsa progressiva sulla rete di mails aventi ad oggetto sia le dinamiche interne della campagna elettorale democratica che i retroscena di molti avvenimenti recenti della politica estera americana. Protagonisti indiscussi Bill ed Hillary Clinton, alle cui dipendenze, sia pubbliche che ‘private’ – ovvero della fondazione Clinton – lavoravano e lavorano ancora oggi i mittenti ed i destinatari delle mails. Fra tali ‘dipendenti’ spicca il titolare della casella postale oggetto dell’hackeraggio, sfociato nella pubblicazione integrale su wikileaks: John Podesta, dalle chiare origini (e passioni, pare sia provetto cuoco) italiane.  Capo di gabinetto per Bill Clinton e attualmente responsabile della campagna elettorale di Hillary. Egli non ha mai negato la veridicità dell’archivio sottrattogli – che potete trovare qui – come nessuno del suo partito.  Continua a leggere

I toccamenti del polipo Donald: Trump mette Hilary nel (Meco di) sacco?

I toccamenti notturni di Donald il polipo, su cui si regge l’intera campagna elettorale di Hilary .

Theleme vi porta oltre la notizia, dove mai avreste pensato di arrivare: Meco da Sacco ed i suoi Sacconi.

Miss Clinton, una ex First lady ex Segretario di Stato molto ‘speciale’.

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Trump mima il triangolo massonico  (o la passera, fate voi)

Da qualche tempo a questa parte, superata la questione ‘tasse non pagate’ attraverso deduzioni fiscali molto generose – niente di illecito, naturalmente… del resto un businessman che non approfitti di ogni scappatoia legale è in genere considerato poco capace – tutta la campagna elettorale dei democratici e di Hilary Clinton, si è concentrata sulla grossolanità e sull’aggressività sessuale di Donald Trump.

Che in effetti sembra avere una cospicua carica libidica, unita ad una certa propensione per i pezzi di figa. Non altrettanto pare essere allettato dall’elevata formazione culturale, dal pedigree altolocato o dai gran modi. Egli è succube delle forme pure e semplici. Meglio se esibite grossolanamente da donne che nella vita puntano – con lungimiranza – solo su quello. Evidentemente poco sensibile al femminismo e ad ogni forma di parità di genere, tenutosi ben lontano dai chiostri benedettini e dalle austere accademie – come era pure suo diritto – riteniamo che parte non indifferente del denaro di Donald Trump sia stato impiegato nei piaceri della carne. E pure del pesceContinua a leggere

Malagò presenta al CIO la candidatura di Roma. Ecco come mai è ancora possibile!

Ultime puntate del melodramma olimpico. Che Malagò sarebbe senza il suo comitato e che partitocrazia senza il suo Malagò?

Eppure la Raggi ha detto no… ed anche il consiglio comunale. Come può proseguire la faccenda?

Può, può. Vi avevamo detto non sarebbe finita così.

La lettera misteriosa e le complicità interne. Decisione prefettizia in arrivo?

Abbiamo già più volte adombrato, motivandola ad abundantiam, sia l’oscura posizione della Raggi e del suo stretto entourage che le possibili conseguenze di ciò sull’amministrazione romana, in buona parte verificatesi. Una di queste conseguenze è la gestione della vicenda olimpica. Che dovrebbe esser ormai considerata morta e sepolta, stante il NO espresso dal sindaco e confermato in consiglio comunale. Ma, prima di cominciare questo resoconto, non possiamo evitare di ribadire nuovamente che il significato psicologico ed il valore venale del percorso olimpico sono molto significativi, per l’intero, malato, sistema Italia: Continua a leggere

Propaganda for dummies:#Boschiscappa (ma torna). E pure Renzi.

La strategia per il si al referendum, messa a punto da teste non pensanti, giunge a risultati non pensati.

Fugge la Boschi. Ma poi ritorna, bontà sua.

Renzi invece fugge e basta.

Dove troveranno la miniera di oppositori brocchi per evitare una Caporetto al giorno?

Morte di un’oligarchia esangue.

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Analizzando i due dibattiti televisivi dedicati al referendum, avevamo evidenziato come si palesasse una specifica strategia del governo – ideata a tavolino – finalizzata ad inviare ministri nei principali media nazionali per confrontarsi con opponenti scelti appositamente di modo da far risaltare le (poche) tesi a sostegno del SI. Zagrebelsky quale appartenente alla categoria ‘anziani professoroni disabituati alle arene pubbliche’ e Stefano Parisi a quella dei ‘politici compiacenti’. La prima analisi la trovate per esteso QUI – insieme ad una prima rapida disamina della questione riforme – la seconda invece QUI – con gli aggiornamenti del caso.

Questa strategia aveva ed ha però dei notevoli punti deboli. Al di là del fatto oggettivo che argomenti così tecnici, inadatti ad essere oggetto di un’indistinta volontà popolare, possono attrarre ben pochi spettatori ed ancor meno mantenerli desti per tutta la durata dei dibattiti, lo scegliere sistematicamente politici di medio livello che si prestino a perdere, alternandoli con anziani e svampiti docenti, di sicuro abbassa ulteriormente il livello di interesse. Quindi gli ascolti e infine l’efficacia della propaganda stessa. Possiamo dedurne che, tanto per cambiare, il PD non disponga più di teste pensanti – quelle crimaste, pur nel loro veteromarxismo, sono infatti ormai su sponda alla renziana – e quindi si arrivi ad esiti non pensati, non voluti.  Continua a leggere

Boschi – Parisi Celebrity Deathmatch: Il vecchio, il compare e il ministro.

Monte Pathos, il sancta sanctorum: Boschi e Parisi sfidano la pazienza dei santi monaci di Theleme.

Il paradosso di Maria Elena. Ripetita juvant: la riforma è un abuso malriuscito.

Parisi, il compare al tavolo da poker.

Il copione pro referendum in due semplici step. Ma tutto ciò vale a pochissimo: non c’è Peron senza manganelli.

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Già duramente provato dal precedente dibattito Renzi – Zagrebelsky, l’Abate si è circondato dei suoi più fidi accoliti per affrontare degnamente un nuovo confronto referendario che pochissimo faceva presagire di buono. I santi padri si sono pertanto rinchiusi nel sancta sanctorum dell’Abbazia, un’altura inaccessibile nota come Monte Pathos. Lì si conservano le potentissime reliquie che permettono a Theleme di resistere al Kali Yuga: Il manoscritto di ‘Gargantua e Pantagruel’; l’edizione principe di ‘Nuova Atlantide’ di Francis Bacon; ex voto di vario genere (coreografiche lingerie lasciateci da star dell’intrattenimento per adulti, portapeni di remote tribù amazzoniche, catetere d’argento del compianto Kalergi, etc…); un Palantir della terra di Mezzo; la brillantina Linetti usata da Groucho Marx negli ultimi anni; un plettro di John Lee HookerIl baffometto di cui parlarono i delatori al processo dei templari (peculiare la somiglianza con Massimo D’Alema); i dischi di platino dei Traffic con dedica; un pelo di cane tripede (arcano, appunto); il rossetto di una nipote di Mubarak; l’unico VHS esistente (a parte la copia personale dei Papi, conservata in Vaticano) in cui Benigni canta gratis l’inno del corpo sciolto seduto sul water di Berlinguer; le sei bottiglie di vero Cirò appartenute a Antonio Pelle (le altre sei le tiene in carcere, grazie ad una classica trattativa Stato – Mafia), una foto di modella cicciona scattata da Donald Trump (sul retro si legge distintamente, ‘fat ass, I’ll win big’. La CNN la cerca da mesi, invano); la miniatura drone con cui Hilary Clinton giocava ad assassinare Assange (dotata di missili a molla realmente esplosivi); tre obbligazioni del Monte dei Paschi su cui Daevid Allen ha praticato riti candomblè nel 2010; La storia Universale di Toynbee in folio; la collezione di mudra cristiani, nu cuorne’ i curall’, nu manic’ ‘mbrell ed il becco di un pappagallo che perdemmo nel ’23. E altri parafernalia troppo tremendi perché li si possa anche nominare.

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D’Alema – Baphomet

Inutile dire che qui si riunisce un consesso sciovinista, machista, sessista, non migrante. Per fare solo un esempio, i gay possono entrare solo se dichiarano di non sposarsi mai, se non in Chiesa. Conserviamo lettere di protesta vergate da Pio Filippani Ronconi, Salvini, Farage e Rocco Siffredi. L’Abate di Theleme racconta che Orban ha pianto, durante un meeting, stringendo al petto il suo scarafaggio pelouche, che gli ricorda Kafka e la grandezza della patria.

Perché io cronista abbaziale mi dilungo così tanto sugli arcani di Theleme? Perché del confronto televisivo fra Boschi e Parisi non c’è da dir nulla, se non quel poco – ma importante – che seguirà: il tedio ha presto attanagliato l’elevatissimo consesso. Lunghe volute di fumo hanno sostituito le discussioni, una volta compreso il gioco delle tre carte che Bruno Vespa ospitava compiacente a ‘Porta a porta’.  Continua a leggere