Falcone & Borsellino: Scalfaro tra Mafia e Stato. Ancora Martelli, ancora peggio

Ebbene si, lettori. Proprio così. Per esperienza diretta di un ex guardasigilli, Claudio Martelli (nel video a bassa qualità), non è nemmeno preciso parlare di contatti o trattative tra Stato e Mafia.

Nossignore, nessuna sveltina.

Don Liborio Romano non è solo vecchi libri…

Tra loro ci furono convivenza e coabitazione di lunga durata. Ci fu del tenero, insomma.
Quel che gli storici stranieri e nostrani sostengono su fatti e personaggi italiani – a cominciare da Liborio Romano del Regno delle Due Sicilie ai tempi di Garibaldi, passando per il Giolitti di Salvemini fino a Salvo Lima, vicende che la quotidianità di comuni come Nicotera o Gricignano d’Aversa può solo confermare – secondo Claudio Martelli è più che vero e l’ha toccato con mano: dall’Unità sino ad oggi, forse anche prima, il potere italiano è anche potere mafioso.

Borsellino e Sciascia

Non abbiamo purtroppo il tempo di addentrarci nelle pur affascinanti questioni storiche dei carbonari, dei governi preunitari e loro polizie occhiute e pronte alla gestione dei fenomeni criminali, de “i pugnalatori” dell’immenso Sciascia, delle scelte romane all’inizio del 1900, di portella delle ginestre, della CIA in Italia e dello sbarco in Sicilia, della mano nera e del piano gladio, delle ricostruzioni illuminanti di Calabria ora, perché infinite vicende di questi giorni, alcune strettamente correlate ai fatti narrati da Martelli (vedi Napolitano e l’inevitabile scontro tra poteri e funzioni dello Stato, di cui non potremo tacere), altre non meno gravi ed a sé stanti, assorbono le nostre energie non infinite. Però vogliamo avanzare una riflessione ed una proposta: chi siamo noi per impedire tanta corrispondenza d’amorosi sensi, tante affinità elettive così consolidate… è vero, una formalizzazione non c’è ancora stata. Bene, vi si giunga.
Che siano Pacs o matrimonio concordatario (noi siamo evidentemente per il secondo, come il sottofondo al video suggerisce e l’acclarata genesi cardinalizia delle “stidde” siciliane reclama), è tempo di legalizzare questa passione occulta e clandestina. Che se la vivano alla luce del sole, tra i nostri applausi commossi.

Del resto che potremmo fare? “Tra moglie e marito non mettere il rito (processuale)”, pardon il dito.
N.B. Ripensando ai fatti, aggiungerei che Claudio Martelli, pur nella Craxiana tendenza ad ammettere le cose, manifesta l’italico vizio di parlare da privato cittadino di questioni che invece lo videro ai vertici (almeno teorici, perchè ci sarebbe da farsi qualche domanda in proposito…) dell’autorità di governo. Ma ecco un nuovo video, ripescato nel gran mare internetico. Non credo abbisogni di molte parole.

Il risentimento personale nei confronti dell’ex presidente pare evidente. Ma l’abbondanza di viventi citati, unita al non grande profitto personale ipotizzabile nel dichiarare quel che sentirete, sommata all’ipotesi che difficilmente tale risentimento potrebbe portare, sic et simpliciter, ad accuse così infamanti dopo 20 anni, a mio parere indurrebbe a dare un certo peso ai fatti, alle congetture, alle conclusioni presentate da Claudio Martelli: dalla ritrovata “Pax mafiosa” in poi, effettivamente, nessun magistrato troverà più efficace dinamite sulla sua strada.

N.B. C’è da riflettere anche sul comportamento dei carabinieri quale raccontato dall’ex guardasigilli, cioè sulla naturalezza con cui si accostava un ministro per proporre trattative sottobanco con la criminalità organizzata… chissà quante volte potrebbe esser capitato nella storia repubblicana, a noi non note…

La posizione di Martelli trova comunque una notevole conferma nelle parole di Nicolò Amato, proprio il direttore del DAP che nel video viene indicato quale rimosso arbitrariamente dal presidente Scalfaro, allo scopo presunto di accontentare le richieste mafiose nella trattativa in corso.

Qui, se desiderate, potete invece reperire la posizione della parte avversa. Ovviamente rappresentata non dal diretto interessato, che non è più, ma dall’onorevole Gerardo Bianco. Con tanto di commento indignato in calce.

Per inciso, il regime di 41 bis era e resta in buona parte anticostituzionale. 
In quanto effettivamente contrario alla minima dignità umana.

La tentazione di utilizzare metodi inumani per ottenere i risultati desiderati, per quanto buoni possano essere, almeno in tempo di pace andrebbe decisamente repressa.

riedito (rivisto) da http://corporeuscorpora.blogspot.it/

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4 commenti su “Falcone & Borsellino: Scalfaro tra Mafia e Stato. Ancora Martelli, ancora peggio

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