La diceria dell’Abate

“Noi che abbiamo voluto apprestare il terreno alla gentilezza / noi non si poté essere gentili”
(Bertolt Brecht, “A coloro che verranno”, 1939).

La natura desiderata di questo contenitore è principalmente quella di fornire al lettore riflessioni e spunti che traggano origine dalle notizie presenti sui media tradizionali e soprattutto sulla rete, senza però contentarsi della lettura consolatoria ed indirizzata che essi ci propongono, sfidando sovente il plausibile e persino quella logica aristotelica che si pone più in alto della stessa “verità” conoscibile, in quanto fondamento della possibilità stessa di comprendere, riprodurre e riferire fatti o atti.

Scopo perenne del sito è pertanto, per quanto possibile, un tentativo di disvelamento di visioni ed interpretazioni alternative, debitamente argomentate, baconianamente ribelli agli “idola” che in ogni tempo tennero banco ed oggi, paradossalmente rivitalizzati dalla comunicazione globale, sfociano impetuosi nel conformismo del più bieco politically correct, della più cinica tendenziosità.

Qui non troverete, abitualmente, la “notizia” per eccellenza, quella di prima mano. Bensì quella che reperiamo dalle fonti seconde e riteniamo meritevole di un’evidenza magari altrove negata, oppure di  un’ermeneutica diversa e, si spera, stimolante.

La sintesi è, a nostro giudizio, utile come e più dell’analisi. Ma non solo: sebbene esponga al rischio ineludibile dell’apriorismo e della forzatura, senza di essa ben poco gioverebbero i saperi specialistici e di settore.

L’ironia e la satira, anche feroci e dissacranti, saranno qui praticate. E molto ben viste nei commenti che ci auguriamo vorrete lasciare. Così come ogni polemica e contestazione.

Collaborare, dopo opportuna conoscenza virtuale, all’organizzazione di questo spazio libero, al compito, inane ma ricco di soddisfazioni, dello stracciare, o almeno sfilacciare, un velo di Maya che ci avviluppa sempre in maggiori spire, sarà e dovrà essere possibile.

Così come ci auguriamo di poter sviluppare, col fondamentale concorso di altri blogger che condividano il desiderio di un’informazione intelligente, attenta e senza padroni, una rete di contatti e scambi che determini un collage interattivo disintermediato, azionabile dalla curiosità dei lettori. Capace, almeno in parte, di colmare quel vuoto di interpretazione della realtà che inizia con la selezione stereotipata della “notizia” e prosegue nei mancati approfondimenti, caratterizzante ormai i media tradizionali italiani.

Tutto ciò ai fini di un nuovo umanesimo che ricordi come la felicità del singolo (strettamente connessa a quella dei conspecifici, in una specie che della socialità ha fatto la sua principale arma nella competizione darwiniana) sia lo scopo asintotico del nostro divenire e come paure, timori, ipocrisie, comfort simulati, ma soprattutto moralismo e conformismo, ne siano i principali avversari.

 

da http://corporeuscorpora.blogspot.it/ , di cui il presente blog è parziale gemmazione.

4 commenti su “La diceria dell’Abate

  1. mastropizza ha detto:

    nel rallegrarmi per la riapertura del suo blog vorrei chiederle un pezzo che aspetto da tempo. Il familismo come causa principe della stagnazione economica italiana a partire dal 1980 (come conferma il wall street journal)
    cordiali salumi

    Mi piace

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