Il M5s, Has Fidanken meglio riuscito della politica italiana

has fidanken

Gli Has Fidanken della politica italiana, da Letta a Gentiloni. I media italiani hanno prima creato il ‘ribelle’, poi l’hanno ‘addomesticato’. Ma quando mai s’era mosso…

La faziosa protezione del brand di Casaleggio e Grillo, una ‘sceneggiata napoletana’ fra cinque stelle e media.

La giunta Zingaretti che si regge sul Movimento Cinque Stelle; l’oscuro caso dell’Università Link.

Qualcuno sa chi hanno mandato i grillini in Parlamento?

Auguri da Theleme

Una precisazione s’impone. Il senso compiuto di quanto qui esposto si comprenderebbe assai meglio dopo aver approfondito i personaggi, le ragioni e le dinamiche (molto più complesse di quanto la stragrande maggioranza immagini) che si celano dietro la nascita, la crescita ed il successo elettorale del Movimento Cinque Stelle. Ciò richiede una vasta trattazione, molto delicata, che al momento non c’è tempo – nè energie sufficienti – a mettere nero su bianco. Invito però i lettori ad iniziare a farsi un’idea, avvalendosi di questo bel mini saggio postato da Enrico Dezzani nel 2015 che, pur non centrando del tutto il punto, documenta la realtà taciuta della ‘favola’ narrata da Grillo, già a partire dal titolo: ‘M5s, la stampella del potere’. Eventualmente corredato da questo post, ‘fantasy’ ma non troppo

Negli anni ’80 Gianfranco D’Angelo era Armando, un improbabile domatore che tentava inutilmente di far compiere al suo cocker (in realtà una femmina) mirabolanti esercizi. Per l’ilarità generale, il cagnolino restava sempre perfettamente immobile, non importa quante volte Armando strillasse il suo nome (Has Has Has… Fidanken!!) e ne descrivesse in tempo reale le gesta, di assoluta fantasia. Forse non sarà male darci un’occhiata:

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Casellati e Fico, dal dito dei presidenti alla Luna dei voti mancanti

Abbiamo i due presidenti delle Camere. Casellati, più silvestre di Silvio. Fico, più fico di Fraccaro.

La saggezza cinese insegna a guardare oltre il dito. Quei voti che mancano, quei seggi che ci sono.

Altro che neomelodici, siamo tornati a Profazio.

Gioisci, o popolo d’eroi, o Patria immortale! In sole 48 ore la peggio assortita compagine politica mai inviata dagli italiani alle Camere ha saputo corredarti, non senza qualche veemente screzio (o almeno così è sembrato, in quel Castello d’Atlante che sempre fu e sarà il Parlamento italiano), di ben due presidenti al prezzo di uno solo. Eletti in sincronia perfetta, a testimonianza dell’enorme fiducia che regna fra la forze (cioè fra le debolezze, poichè nessuno è autonomo a fini di governo) in campo, Roberto Fico e Anna Maria Casellati rappresentano sicuramente il massimo che la congiunzione dei ‘vincitori’ di queste elezioni aveva da offrirci.  Continua a leggere

(III)Movimento Cinque Stelle: la più grande truffa elettorale dell’Italia repubblicana?

getting burned

Omaggio ai Pink Floyd: ‘getting burned’, essere truffato. Da chi ti stringe la mano.

Una lunga carrellata di candidati che potrebbe essere ben più lunga.

Biancone, Bonisoli, Landi, Azzerboni, Zanforlini, Vitiello, Mura, Penna, Di Piazza, Spadafora, Cillis, L’Abbate, Carelli, Paragone, Giarrusso, De Giorgi, D’Alessandro, Consolo, Cecchi, Tasso, Caiata.

Errare humanum est, perseverare autem diabolicum: il caso Siena chiarisce tutto. Di Caiata si sapeva. Altro che errori.

Il più grande scherzo da prete della Storia. Pio IX docet.

Giuliano, il ministro che doveva abolire la ‘Buona Scuola’ è invece uno di quelli che l’ha realizzata per Renzi.

Ogni dichiarazione assume senso. Prepariamoci al peggio del peggio.

Prosegue da

(I)Movimento Cinque Stelle: la più grande truffa elettorale dell’Italia repubblicana?

(II)Movimento Cinque Stelle: la più grande truffa elettorale dell’Italia repubblicana?

Nella prima parte abbiamo visto come alcune candidature alle amministrative si fossero già segnalate per notevoli anomalie, rispetto a quanto i leader pentastellati erano andati raccontando. Nella seconda abbiamo riscontrato le medesime anomalie, questa volta fra i nomi selezionati nell’ormai celebre squadra di ministri in pectore di Di Maio. In questa terza parte trattiamo invece della sequela incredibile di ‘errori’ nelle candidature grilline di tutta italia, davvero lontanissime da quello che la ‘base’ si sarebbe potuta aspettare e che, spesso, aveva scelto. Mediante lo strumento delle ‘parlamentarie’, tanto democratico quanto alla fine scavalcato dall’alto.

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