Il voto di scambio costa. E si paga cash!

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Il paradosso dei neo DC: il voto di scambio senza scambio non si può fare.

Gli italiani, grillini inclusi, hanno la marchetta nel sangue. Ma i cash ci sono?

Patti, tavoli, piani, firme. In realtà non arriva una mazza.

Le regalie dell’ultimo minuto, sul conto corrente.

Il fallimento clamoroso della propaganda ‘industriale’.

Conclusione: saremo tutti, presto, orfani.

Attenzione, il testo che segue contiene turpiloquio. A Theleme se ne fa uso davvero parco, purtuttavia chi dovesse ritenerlo inadatto alla sua casta vista si astenga dal proseguire. L’autore è stato invasato dal volksgeist dell’italiano contemporaneo, allo scopo di svelare il segreto di Pulcinella… e non ha potuto nè voluto espungere il registro triviale. 

A volte si rimane basiti. E’ possibile che nemmeno i reduci della tradizione consociativa italiana ricordino come DC e PCI (e satelliti) fondassero il loro consenso più sulla concreta erogazione di benefici che sull’adesione a fumose idee, teoricamente prossime agli USA o all’URSS (ma poi in realtà prossime a un cazzo)? Naturalmente la qualità e la qualità del beneficio dipendeva dalla posizione nella medievale piramide sociale, ma si può dire che ciascuno, in base ai proprio demeriti, ci inzuppava il biscotto con sufficiente goduria per potersi turare il naso (aprendo beninteso il culo) e votare i rugginosi, senescenti, retorici ingranaggi della democrazia bloccata. Posti di lavoro, permessi edilizi fittizi, denaro contante, scarpa sinistra e destra, patenti regalate, mezzi pubblici senza controllori… chi più ne ha più ne metta, io ti do tu mi dai. E poi vaffanculo, sino alla prossima elezione. Già, perchè gli italiani la marchetta ce l’hanno nel sangue. E poco campanilisti come sono, per una serie di ragioni storiche e geografiche, sempre s’offrono bellamente anche allo straniero… fosse pure Barbablù, all’italiano, familista amorale al modo dell’ultima tribù turcofona delle steppe, non frega un cazzo: l’importante è che scucia la moneta, il privilegio o la prebenda, per sè e i propri cari. E’ in tal modo che abbiamo riempito lo Stato e il Parastato di stronzi e parassiti matricolati. Di gente che ha pagato per avere titoli fittizi, appena sufficienti a incamerare un posto di lavoro clientelare, finalizzato al voto di scambio. E’ così che le scuole sono piene di docenti mediocri, gli uffici postali di impiegati inetti, le direzioni centrali di incomparabili minchioni, i ministeri di cugini di monsignori e sindacalisti. E via discorrendo. E’ questa massa di beceri una delle ragioni per cui si devono pagare tasse sempre più elevate… qualcuno dovrà anche compensare la loro improduttività, che non è nefasta solamente in quanto furtiva ma poichè consente la prosecuzione sine die della demeritocrazia: è evidente infatti che codesta feccia non solo vota, ma anche faccia votare. E chi volete che voti, se non un pezzo di merda anche peggiore del pezzo di merda che già egli è? 

Senza andar troppo per le lunghe, che il concetto s’è capito e del resto ci viviamo in mezzo da decenni, converrete con noi che tutto si fonda sul cash. Ok, tu sei un ladro, un minorato mentale, ti han piazzato lì per fare favori a X Y Z, mi dirigi la ASL come nel Burundi… ma il posto da barelliere al nipote mio me l’hai dato? Mio figlio galeotto me l’hai tirato fuori di galera, tramite la cooperativa che ha l’appalto dei ‘servizi’ nell’ospedale, così magari spaccia pure in corsia? Si? Perfetto, noi ti votiamo in trenta (vedi tariffario in fondo)… che poi egli non faccia alcun ‘servizio’ e le sale siano lerce e a rischio d’infezioni, che mi frega?? Al limite me ne ricorderò per gridare contro lo Stato e la sfortuna – magari facendo causa – se poi mia figlia s’è rotta una gamba e quelli in ortopedia l’hanno rimontata alla rovescia, perchè sono altri assunti a cazzo di cane… o magari s’è presa lo stafilococco nel cesso, anzi nella latrina – disegnata rigorosamente fuori misura da un geometra che mazzettava mezza giunta comunale negli anni ’70, con materiali degni di un canile (quest’ultimo naturalmente assegnato alla malavita) – dove mio figlio non spazza mai, perchè intento a smazzare la finta coca (almeno fosse vera) nel parcheggio, con tanto di divisa…

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Questa è l’Italia, in buona parte. E questi sono i partiti di maggioranza, che la esprimono. Il padre, il figlio, il nipote, il geometra, il dirigente Asl… Ora però questi politici, eredi morti di fame della partitocrazia storica, hanno passato ogni limite. Vogliono che gli si dia il culo a credito! Non s’è mai visto! A rate si, eccome. Ma a credito… e quale credito poi, che questi notori grandissimi strapezzenti fanno i grandi col popolino, ma se il Qatar non sborsa devono licenziare tutti i parenti loro, gli amici loro, i votanti loro??? E quindi giù i media con la propaganda… ‘arrivano 40 miliardi, assumono diecimila, tutto risolto ad Alitalia, il Presidente del Consiglio ha in pugno… (‘sta fava)’ e poi un fiume di patti, di convenzioni, di piani, di accordi, di tavoli… una tournèe incessante di ministri e viceministri, in tutti i posti più sfigati del paese, a farsi vedere con vescovi, sindaci, governatori, sindacalisti, giornalisti… tutti a firmare, a siglare… sono almeno dieci anni che va avanti così. Già tanta gente s’è rialzata i pantaloni. Non per dignità, che non ce n’è manco un briciolo. Ma perchè tenere le chiappe al gelo in cambio di nulla, quando si sta sempre peggio, è da coglioni a 24 carati. Senza un contesto simile è peraltro quasi certo non vi sarebbe mai stato un Movimento Cinque Stelle. Dietro rivendicazioni d’onestà, moralità, equità, s’intravede soprattutto la rabbia e la frustrazione dell’esclusione sociale, economica, culturale. Grillo stesso gliel’ha detto apertamente, con sopraffina crudeltà circense, in più di una occasione…

Certo, fra Febbraio e Marzo gli italiani, quelli con un lavoro, vero o sedicente, troveranno liete sorprese in busta paga… bonus bebè, aumenti salariali, una tantum… ma non ti cambiano un cazzo e poi l’hanno già visti! Il clientalismo, l’assistenzialismo, il voto di scambio hanno un costo diverso!!! Io ti voto e ti faccio votare anche se sei Dracula, che mi frega… ma voglio una roba sicura. Voglio quello che ha avuto mio padre. Si, lo so, non valgo un cazzo… ma come a me non deve fregare se tu capisci un cazzo, che giochi fai e chi rappresenti davvero, a te non te ne deve importare una sega se io so leggere o scrivere! E fai altro debito no?? Che cazzo è quest’austerità?? No, non ti fanno più fare debito come prima??? Non c’è più la guerra fredda??? E che mi frega a me??? Lo vuoi ‘sto cazzo di voto, che me l’ha dato la Costituzione per rendermi libero e invece m’ha reso ancora più schiavo, oppure no? Eh, mi sa che non lo vuoi… si, come no, l’ho letto il giornale, si… arrivano i miliardi… ma, sai, mio cugino che ha la ditta e che mi doveva assumere ha crediti col comune, stesso colore vostro, per 500.000 euro… e non glieli pagate… in più ha debiti con Equitalia per centomila, ma non ce le ha… quindi ormai fa tutto a nero… i suoi dipendenti li ha licenziati, son diventati esodati… eppure, poveracci, mancavano solo due anni di contributi… anzi, c’erano arrivati, ma son cambiate le leggi. E non ne trovano più, di ditte… e l’inglese non lo sanno, non possono scappare. Quindi sai che ti dico, con quelle 50 euro che distribuisci ai comitati dei quartieri periferici, con quelli comprati i voti dei miserabili al 100%, qui non becchi più un cazzo… democristiano comunista socialista trasformista, qui ancora un piatto di pasta c’è! Vediamo se ti bastano, coglione, i voti di chi non può mangiare.

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Ecco perchè nei sondaggi si vedono dati fuorvianti, lontanissimi dall’esperienza… affinchè i dipendenti dello Stato e Parastato, in specie, si avviino alla marchetta elettorale con qualche speranza venga loro ripagata. Dovessero già esser certi o quasi certi che è inutile vendere il proprio sfintere, perchè comunque chi lo usa non avrà più il potere di pagarselo – nonostate siano avvezzi da cinquanta anni alla deflorazione e quindi possa essersi innescata una sindrome di Norimberga – probabilmente molti di loro potrebbero non prestarsi più. Allo stesso bisogno rispondono, in specie sui giornali locali, le miriadi di notizie ‘positive’ aventi ad oggetto complessi industriali, anch’essi abbarbicati ad un giro clientelare confindustriale ministeriale sindacale che differisce solo per complessità da quello intavolato col privato cittadino. Ma in questo 2018 la messinscena non pare venire col buco (sempre del culo). Alitalia, Ilva, Almaviva, Alcoa, etc. nei piani dovevano fintamente arrivare ad una soluzione rivendibile elettoralmente entro la fine della legislatura. In cambio, invece, c’è solo l’ennesima montagna di patti, tavoli, convenzioni, impegni. Si, c’è anche chi si svende a credito. Ma non è la maggioranza. Quasi tutti si sono ‘venduti’ le generazioni future, obbligandole a salari da fame o all’emigrazione, è vero. Ma in cambio di cospicui benefici materiali immediati. Magari in cambio d’un patto tacito d’evasione fiscale, per chi poteva farne… che oggi non regge più. Oggi s’evade per rimanere aperti. Del ‘900 non resta nulla, se non queste teste di cazzo, senili e retoriche, che si sono dimenticate persino quanto le promesse si brucino subito, se non mantenute. E che senza soldi non si compra nulla, men che meno i voti. Da cui si deduce che il centrismo italiano (ormai inglobante quasi tutti i partiti storici, basti pensare alla Bonino con Tabacci) è un fenomeno sociologicopolitico che non ha più alcuna chance di sopravvivenza. Sono morti che camminano. E che siano per l’Europa frega ‘na sega, visto che non son stati capaci nemmeno d’essere per l’Italia.

Glielo ricorderà il popolo, alle elezioni. Non foss’altro, ingenuamente, per indurli a scucire quello che però non hanno più. L’Italia post 4 Marzo sarà un’amara scoperta per ambedue, governanti e governati: entrambi orfani del voto di scambio.

P.s. Sono passati anni da questa ‘sfuriata’. In effetti il voto di scambio è risultato enormemente incrinato. Essenzialmente i cittadini hanno smesso di andare a votare, chi non ha diretto interesse non vota più. La stragrande maggioranza, quindi. Ciò non impedisce al sistema di proseguire con ‘eletti’ che ricevono il 50% dei consensi del 30% dell’elettorato. Ma naturalmente mina alle fondamenta ogni possibilità di riformismo e miglioria, riducendo ulteriormente la quantità, già ridottissima, di sindaci, onorevoli, consiglieri onesti e capaci, adeguati al terzo millennio. Ci avviamo verso un caos sempre più tangibile, nell’esperienza quotidiana, prodromico al default economico. E ce lo meritiamo tutto.

4 commenti su “Il voto di scambio costa. E si paga cash!

  1. […] La terza ‘mollica’ rammentava che la carenza di risorse economiche con cui praticare il ‘voto di scambio’, rituale irrinunciabile dagli anni ’60 in poi, sarebbe stata la pietra tombale per i partiti della ‘stabilità’. Credere di poter proseguire con gli equilibri di sempre in assenza di regalie, sostituite da generiche promesse, è stata un’enorme ingenuità. Sembrava evidente che le forze ‘destabilizzanti’ – almeno all’apparenza – ne avrebbero tratto inevitabile giovamento. E in effetti il voto del 4 Marzo ha finito per confermare tutto, o quasi. La Lega sopravanzava Forza Italia di 3,5 punti, il M5s giungeva alla stratosferica cifra del 32,7%, il PD crollava ben sotto il 20% e sommando l’intera coalizione di Centrosinistra a FI – e persino a LeU – si rimaneva lontanissimi dalla maggioranza parlamentare. Un’epoca era insomma davvero tramontata. Ma se ne apriva un’altra? No. […]

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  2. […] reddito di cittadinanza del Sud che, ILVA, in testa, attende a naso in su l’offa del potere (‘io ti do, tu mi dai… non è che fate come Renzi???’), senza euro e senza dollari? Insomma questo governo s’è fatto perché infine Berlusconi […]

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  3. Thanks for finally writing about >Il voto di scambio costa.
    E si paga cash! < La diceria dell'Abate <Loved it!

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  4. […] Sull’esaurimento – con buona pace del recovery plan – delle risorse enormi necessarie ad attivare clientele molto vaste, spinte al voto dall’interesse diretto e privato, molla tradizionale dell’elettorato fami… […]

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