Italia, Legenda Aurea: Dal Governo del Conte al Governo Conte…

DfJ_MnmW4AARzaY_edit

I guai del Governo, IVA, finanze, Ilva, scenario. Ne riparleremo, ma non oltre Giugno: Troppi Deja vu.

Di Maio, Savona, Salvini, Conte… fraticelli elemosinieri. Però il paniere resta per ora vuoto.

Grillo, Savonarola 2.0, cerca Gesù da 40 anni.

Da Conte a Conte, il Governo della Vandea.

Vite Parallele? No, quattro righe. La Legenda Aurea del Pio Premier.

Nel 2018 il Papa Re fa volare lo spread. Nonostante le fakenews di Palazzo Chigi, alias Rocco Casalino.

Difficile che Savonarola e i suoi piagnoni 2.0 tengano in piedi la baracca.

Importanti Post Scriptum: la polpetta avvelenata, Sarmi. 

Il Governo venutosi a creare per la congiunzione – mai votata, se la valutiamo secondo un canone molto caro al populismo – di Lega e Movimento Cinque Stelle, che hanno proposto un Premier mai eletto, del tutto analogo in ciò ai precedenti governi Monti – Letta – Renzi – Gentiloni, è già alle prese con un complesso di problemi largamente esuberante la forza numerica della propria maggioranza. Tanto per cominciare. In Senato, la soglia di maggioranza è 162 seggi. La fiducia è stata votata da soli 171, quindi appena 9 voti in più. 167 appartengono effettivamente ai gruppi parlamentari di Lega e M5s; 2 provengono dai famosi ‘grillini espulsi’, perché impresentabili – parola di Di Maio di appena 3 mesi fa, essi dovrebbero oggi essere ‘dimessi’… e invece grazie a loro si fa il Governo – 2 dalle autonomie. Un margine già ridotto e poco affidabile, che diviene addirittura risibile se consideriamo che ben 6 senatori fanno anche i ministri e non potranno certo accamparsi in aula. Da qui la considerazione, evidente anche dalla composizione della squadra del Premier Conte – ricca di esponenti di matrice né leghista né grillina, lui in primis – per cui questo Governo vive della ‘tolleranza’ di forze come il PD e FI. A cui ha risparmiato nuove elezioni ed offerto la possibilità di un comodo gioco di rimessa. Senza esporli a grandi rischi, proprio perché quasi tutti i ministeri chiave sono in mano più che amica. E quelli che non lo sono hanno personale direttivo di analoga estrazione. Un simile coacervo arlecchinesco – come facemmo notare – ovvero un’accozzaglia che va da Fico a Fontana, non poteva non sbandare immediatamente su tematiche urgenti e pragmatiche, quali IVA, ILVA, sanzioni alla Russia. Le voci del coro sono pochissimo armonizzate. Per Tria, ministro del Tesoro, l’aumento dell’IVA non è poi un gran male. Con esso ci si potrebbe finanziare la Flat tax. Che per Fioramonti non è un problema, in quanto ormai ha più di una aliquota, forse addirittura tre. Quindi non è più flat. E comunque si farà chissà quando. Non ha tutti i torti… non fosse che sul punto s’aggiunge Di Maio, il quale ‘promette’ (conosciamo le sue promesse, ormai, dal referendum sull’euro all’impeachment per Mattarella alle ‘dimissioni’ degli impresentabili…) che l’IVA non aumenterà e le clausole di salvaguardia verranno disinnescate. Ancor più intricata la faccenda ILVA: per Grillo è archeologia industriale da trasformare in Luna Park coi soldi della CECA; per Fioramonti, se Sindacati e Arcelor non chiudono a Luglio, va ‘riconvertita’ (??!!) e bonificata; per Di Maio non si sa, dopo tante sue parole roboanti del recente passato sceglie di ‘forlanizzarsi’… ‘tutto passerà per canali ufficiali‘.

Potremmo parlare anche di migranti e campi di ‘detenzione’, ma è argomento molto complesso – nella realtà lontanissimo da come viene raccontato da politici e media, di ogni versante – e meriterà trattazione separata. Fermiamoci qui: è già chiaro che una compagine così poco coesa poca fiducia ispiri nel Mondo, al di là del popolo bue che vede in essa un castigo di Dio contro i potenti. Una visione medioevale che è, in realtà, il vero argomento di questo post. Ma tempo al tempo. Torniamo alla sfiducia globale. Scrivevamo una settimana fa:

S’intuisce quindi che questo Governo, a causa delle contraddizioni ‘politiche’ fra i ministri, fra ministri e forze politiche, fra forze politiche e loro basi elettorali e fra partiti al governo e loro ‘soci occulti’ all’opposizione, ha la missione di non far nulla, simile in ciò al precedente. Ma, ben più del precedente, ha la necessità, per sopravvivere, di raccontarsi come risolutivo….Come vedete, siamo sempre ad Has Fidanken: i migranti ci dovranno essere, con buona parte del business che ruota intorno, eppure mediaticamente saranno sottoposti a una dura stretta; il reddito di cittadinanza, come già quello di inclusione, dovrà esser ben presente, ma solo nei dibattiti; l’Ilva in tv diverrà un giardino, basterà solo non fotografarla mai. E via discorrendo. Se Germania e USA cadranno nella solita trovata, il governo galleggerà a vista, fra gli stenti e le gaffes. In caso contrario, si faranno esplodere tutte le contraddizioni esistenti, che finiranno addosso ai due partiti protagonisti, magari col supporto dei mercati e di un Draghi che si accinge a fermare il famoso Quantitative Easing. Il quale, a quel punto, potrebbe forse persino rientrare in Italia come salvatore della Patria, all’interno di un progetto condiviso di Forza Italia e Partito Democratico. Non è impossibile che ambedue le fasi siano previste. Un po’ di cash e poi buonanotte ai suonatori. Non dimentichiamo che altri stati europei non vorranno certo rinfocolare le loro – affatto irrilevanti – forze antagoniste populiste con un successo, anche solo di facciata, di questa singolare alleanza italiana.

Ora, a quanto pare, nonostante le serenate a Trump (Salvini, ‘Prima gli italiani‘), a Putin (Di Maio, ‘sanzioni, non saremo supini alla NATO‘) e alla Merkel (Savona: ‘siamo per una unione più forte, rafforzare mercato comune ed euro) e a Macron (Conte, ‘Unione bancaria‘), nessuno ha dato molto peso al Governo ‘del cambiamento’. Nemmeno gli altri populisti europei, che naturalmente notano le tante incongruenze ministeriali. Al di là di due parole antitedesche di Bannon e di un generico apprezzamento di Trump, Putin e di Macron, non s’è mosso nulla. Perché? Perché i nodi nel Mondo son arrivati al pettine e la quadra non si può trovare, senza prendere posizione: una simile accozzaglia non può prendere alcuna posizione e con la tecnica dei tanti forni non si buscano più palanche. Un’amara verità che sembra sfuggirci, persi come siamo nel ‘giorno della marmotta‘. Speravamo in Macron, per una UE in cui egli fosse alfiere di Trump nella strategia di ridurre il ruolo tedesco, che inizia a penalizzarci troppo… ma sono già ai ferri corti per i dazi, non può certo aiutare noi. La Merkel ha il fiato sul collo del partner di Governo e della destra interna al suo partito, più di tutta Visegrad e dei rigoristi scandinavi… niente trippa per gatti. Le sanzioni alla Russia devono rimanere, sia per un gioco della parti fra Trump e Putin, legato alle proprie vicende interne ed esterne (alleanza con UK per USA, buoni rapporti con Cina etc. per Russia, più Russiagate e Donbass etc…), quindi anche lì non possiamo ottenere nulla, per un bel po’… gli USA intanto non si fidano di noi, a cominciare dalle parole della Mogherini sull’Iran, di Draghi sugli USA e sulla Cina… insomma un disastro. Con che denari fare allora la semi Flat Tax? Come ribaltare la legge Fornero? Dove mettere i ‘migranti’? Come dissetare la libidine di reddito di cittadinanza del Sud che, ILVA, in testa, attende a naso in su l’offa del potere (‘io ti do, tu mi dai… non è che fate come Renzi???’), senza euro e senza dollari? Insomma questo governo s’è fatto in quanto Berlusconi ha infine negato il sostegno a Cottarelli, perché Mattarella ha avuto il suo governo tecnico senza nemmeno metterci la faccia e perché qualcuno potesse andare col potere di firma alle prossime riunioni del G7 – in corso proprio oggi – e della UE, per batter cassa in cambio di fantomatiche ‘concessioni sulla sovranità’ o posizioni geopolitiche strumentali. La dinamica delle borse e dello spread, che parla di 38 miliardi ‘persi’ in 3 mesi, credo evidenzi come nessuno sponsorizzi adeguatamente questa ‘proposta’ italiana. Ma nel frattempo che i tempi diano definitivo responso, torniamo al Medioevo. Anzi, diamoci un’occhiata, perché ci viviamo dentro.

Beppe Grillo somiglia non poco a Gerolamo Savonarola. Che fu religioso, politico e predicatore intemerato del XV secolo. Pauperista e moralizzatore dei costumi, feroce avversario della casta debosciata che reggeva all’epoca Firenze. Direte… Grillo predicatore.? Certo… non dal pulpito ma dal blog… ma è uguale. Politico… sicuramente, è la guida e il garante del maggior partito italiano, oggi al Governo. Avversario della casta debosciata… al 100%, è il suo cavallo di battaglia! Ma religioso? Si, eccome. Considerato che si tratta pur sempre di Savonarola 2.0, vi sottopongo un paio di video che dovrebbero chiarire il punto:

son passati tanti anni, è vero… ma il vizio dell’imitatio Christi non l’ha persa, no…

Voi magari ve ne sarete dimenticati, ma Theleme ha lunga vista e lunga memoria… i grillini, di conseguenza, sono ‘piagnoni’ perfetti. E chi sono i piagnoni? Ma i seguaci di Savonarola, no? La ‘decrescita felice’, gli #arrestanovoi nascono allora, pensate un po’…

Piagnoni: Denominazione attribuita a Firenze negli ultimi anni del 15° sec. ai seguaci di G. Savonarola, per il loro continuo sollecitare azioni e riforme politiche con l’argomento della collera divina e per il loro voler imporre un tono di penitenza e di contrizione alla vita quotidiana.

Sarebbe interessante leggere le vite parallele del Conte Gentiloni Silveri e di Conte Giuseppe. Ma un altro Plutarco è difficile a trovarsi. Accontentatevi ordunque di qualche riga. Paolo Gentiloni, d’antica nobiltà papalina – suo parente fu Ottorino Gentiloni, quello del famoso patto per il reintegro dei cattolici nella vita politica, suo trisavolo il celebre musicista Domenico, gentiluomo della guardia nobile di Pio IX, ma capace di notevoli trasformismi (buon sangue non mente) – rappresenta per la Curia romana quella ‘riserva’, proveniente dalle fedelissime elites dell’ex Stato Pontificio (quello che un mio avo chiamava la ‘Gran Pretagna’), ritenuta adeguata al tentativo gattopardesco degli ultimi due anni: far dimenticare il variopinto fallimento renziano dietro il grigio aplomb del Conte Paolo.

Purtroppo per loro, l’Italia non ne voleva più saper nulla della solita minestra, per quanto rassicurante. Chi sta male non può esser rassicurato, ha bisogno di sperare nel ‘cambiamento’. Perché non offrirgliene uno preconfezionato, prima che ne arrivino di incontrollabili? Il cliente ha sempre ragione, insomma. Era il tempo del combinato disposto di Savonarola Grillo e di fratel Giuseppe Conte. Un’urgenza popolare necessitava d’una scelta ‘popolare’, per quanto di sistema. Niente più Stato della Chiesa in Centro Italia, niente più guardie nobili… troppo algide, viste e riviste, stantie. Ecco che si pesca nel profondo Sud, quello dei santi e dei briganti, dei borghi dell’entroterra in cui parroci e santuari la fanno da padroni e fra le cui mura tante famiglie devono ancora tutto a Santa Apostolica Romana. E nulla al laico web. In compagnia di esorcisti, ciarlatani, pastori, apecar e santi, è stato un attimo passare dall’Appennino marchigiano del palazzo del Conte Paolo alla casetta dell’Appenino dauno di Conte Giuseppe, nel frattempo trasferitosi a Firenze, anche in virtù, dobbiamo supporre, di importanti amicizie in alto loco, talmente in alto da sfiorare il Paradiso.

E’ infatti direttamente ‘Avvenire’ – prima che qualche buon fact checker andasse a sondare quali rapporti vi fossero davvero fra il neo Premier ed i ‘migliori atenei del Mondo’, ovvero nessuno… e a quanto pare non molti anche con prestigiosi studi citati nell’ormai famigerato curriculum – a rivendicare con orgoglio la matrice cattolica, anzi devozionale e curiale, del professore:

Dalla Puglia, il giovanotto va a Roma, per frequentare la facoltà di Giurisprudenza della Sapienza. Ne esce nel 1988, con una laurea con 110 e lode e la voglia di spaccare il cavillo in quattro, approfondendo gli studi di diritto. Viene inserito nella commissione per la riforma del Codice civile e ottiene una borsa di studio del Cnr. Poi si perfeziona nei migliori atenei del mondo: dalla statunitense Yale, alla Sorbonne di Parigi fino alla britannica Cambridge. All’università, è fra gli assistenti di un maestro come Guido Alpa. A Villa Nazareth (collegio universitario romano per studenti meritevoli ma con pochi mezzi, presieduto dal cardinale Achille Silvestrini e da monsignor Claudio Maria Celli, dove Conte è membro del Consiglio scientifico), ne parlano con stima: «Ha aiutato i nostri alunni nelle università americane, con la sua perfetta conoscenza dell’inglese – ricorda il professor Carlo Casula…

Villa Nazareth, il cardinal Silvestrini, Mons. Celli… Giuseppe Conte si dice di sinistra, è divorziato (chi non lo è, oggidì)… ma certo non sinistra laica, piuttosto la solita cosa italiana alla Dossetti. Anzi, alla La Pira… anche lui meridionalissimo e impiantato a Firenze fra le braccia di Santa Madre Chiesa. Come vedete, tutto torna nel ‘giorno della marmotta’… e non finisce qui. Perché tutta la sua famiglia, da più generazioni, vive nel solco – morale e sostanziale – dei frati di San Giovanni Rotondo, quelli di Padre Pio.

Lo zio frate di Giuseppe Conte ora ogni giorno dice una preghiera supplementare per il nipote, che è stato incaricato premier mentre lui recitava i vespri della sera e lo pensava. Fra Fedele, 75 anni, si occupa di assistere i pellegrini nel convento dei Cappuccini di Padre Pio a San Giovanni Rotondo. «San Pio ha cresciuto me e i miei otto fratelli, incluso Nicola, il papà di Giuseppe», racconta al Corriere.

Sembra quasi di leggere un florilegio medioevale, nevvero? La ‘Legenda Aurea’, ad esempio… e i toni del nostro giornalismo, in fondo, son mica tanto lontani da quelli del Vescovo dugentesco, Jacopo da Varrazze… leggere per credere:

Il giornalista si è recato a Volturara Appula, paese natale di Giuseppe Conte. Lì, davanti alla casa della madre Lillina, una vicina di casa ha perfino raccontato di un piccolo miracolo.

Le spiego. Maria Gargani, la prima figlia spirituale di padre Pio, ha vissuto molti anni nel santuario del nostro paese, ha fondato un asilo, ha fatto tanto per noi volturanesi e, adesso, è stata beatificata a Napoli esattamente il giorno dopo il giuramento di Giuseppe, quando è diventato presidente del Consiglio. È come se la futura Santa Maria Gargani e padre Pio avessero voluto dare la loro benedizione a Giuseppe, che ha sempre avuto fede ed è sempre rimasto legato a questo posto, anche se i suoi genitori, quando lui aveva cinque anni, si sono trasferiti a Candela, che dista a una ottantina di chilometri da qui

E ricordo una scena curiosa nella villa di San Giovanni Rotondo dove tutti noi ci riunivamo. Alcune ragazze stavano discutendo sul modo migliore per fare colo su Giuseppe Conte, ma alla fine tutte concludevano che era impossibile conquistarlo “E’ irraggiungibile”, dicevano…

Guardie nobili papali, santi esorcisti, beate caritatevoli, zii fraticelli, potenti cardinali, causidici taroccatori… Rialza la testa l’appenninica Italia medioevale, che più antica non si potrebbe: ‘bigotta e codina’, dalle Marche alla Puglia, si vende come ‘cambiamento’ e vuole confrontarsi col 2018. Già fuori tempo nel 1700, secolo in cui non a caso inizia il declino della Penisola, oggi può relazionarsi giusto con l’Iran degli Ayatollah, il Sud America gesuita, la Cina dei mandarini travestiti da statisti e imprenditori. Stati con cui, infatti, abbiamo relazioni strettissime – e molto impegnative, economicamente – che trascinano a fondo il nostro rapporto con l’Occidente, specie gli USA. Ecco perché la premiata ditta Casalino & Conte pone in essere un taroccamento piuttosto grossolano, al fine di mostrarsi nel cuore di chi, palesemente, nemmeno sa chi abbia di fronte. La gestualità e la mimica del volto di Trump sono chiarissime, in aperto conflitto col testo sottostante. Unica fonte di queste grandi attestazioni di amicizia, è, naturalmente, lo stesso palazzo Chigi. Idem era accaduto, il giorno della fiducia al Senato, con alcune ipotetiche parole di Mike Pompeo. Nessuna conferma, nemmeno ufficiosa. Nessuna dichiarazione ufficiale, a maggior ragione. Niente di niente. Solo un post, appena appena surreale.

IMG_20180608_233412

L’abbiamo scritto, il governo ha la necessità, per sopravvivere, di mostrarsi prossimo a potenze ben più danarose. Che facciano sperare popolo e mercati…  certo, i nostri media servili fanno sempre il compitino, riprendono acriticamente la ‘notizia’ senza fonti, talvolta propalano vere e proprie fakenews di Stato… ma temiamo proprio non basti. Savonarola, Jacopo Da Varrazze, i piagnoni, Giorgio La Pira, Padre Pio, qualche cardinale ultranovantenne e compagnia bella forse oggi non bastano più a rassicurare capitali e alleati. Spread, borse e diplomazia internazionale sembrano lanciare in merito un allarme concorde, in tempi oscuri di protezionismo, guerra, crisi dell’Unione Europea, capolinea obbligato delle manovre espansive della BCE e blocchi contrapposti arrivati ai ferri corti.

 

P.S. Molte ore dopo, il giorno successivo, Trump pubblica un tweet che conferma essenzialmente alla lettera quanto dichiarato da Conte. Quasi in contemporanea con la decisione – per nulla anticipata dal Premier italiano che, anzi, aveva parlato di una ricomposizione finale fra i membri del G7 – di non firmare il comunicato congiunto e di attaccare frontalmente Justin Trudeau. La posizione italiana è adesso ben più difficile di prima, in quanto l’apertura di Trump, che sino a poche ore prima poteva valere come significativa apertura di credito, appare ora nitidamente come una polpetta avvelenata lanciata alla Unione Europea, attraverso l’adescamento della nazione più debole e con la classe politica più inesperta. Conte ha naturalmente firmato il comunicato, pur in assenza di Trump, e la prossima visita a Washington, sia quando sia, potrebbe mostrare al Segretario di Stato tutti i limiti del fiancheggiamento italiano, più che le sue potenzialità.  La politica del servitore dei due padroni, quando i padroni arrivano ai ferri corti, paga davvero poco. Anzi, costa. 

trump

P.P.S Alla Vandea del Governo non poteva mancare l’ipercommendatore Massimo Sarmi, che assomma un numero di onorificenze ecclesiastiche che nemmeno San Luigi di Francia. Il rampante settantenne, candidato alla poltrona più alta di Cassa Depositi e prestiti, dovrebbe completare, con Guzzetti, la clericalizzazione dei risparmi degli italiani. 

 

 

 

 

 

 

 

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

w

Connessione a %s...