Don Biancalani vs Forza Nuova, ovvero del Cristo alla smersa*

Don Biancalani 4

*Alla smersa, voce dialettale pugliese: ‘Soprasotto, a rovescio’.

La missione del Sacerdote: l’imitatio Christi. E che faceva, poi, ‘sto Cristo? Ce lo dicono i Vangeli.

La dottrina singolare – e già censurata dal Vescovo – del Don pistoiese

Cosa vuole Forza Nuova da Don Biancalani, il prete che brama le Moschee?

La Chiesa scappa dai peccatori che vogliono andare a messa. Imitatio Papae?

Il comunista mangiaprete diviene comunista baciaprete: Contrordine compagni, l’oppio dei popoli non fa male.

Ma perchè tanto caos, fuori e dentro Santa Romana? Dei motivi ci sarebbero. Li trovate in fondo.

POST SCRIPTUM

Il post è dedicato ad un amico sacerdote. Non faccio il nome per evitare inutile chiasso. 

Vi parrà incredibile, ma un sacerdote è tale perchè prende dei voti. Se ne potrebbe discutere a lungo (no, non è vincolato alla castità, come voi tutti credete… quello è il monaco, da monòs… fatevene una ragione), ma qui la vogliamo riassumere così: Chi ha l’incredibile potere di trasformare il pane in carne ed il vino in sangue non è che lo transubstanzia in quello di una persona a caso, magari famoso nel settore: Buddha, Zoroastro, Maometto, l’Imam Alì, Amon Ra o Melek Taus. No, quelli sarebbero proprio il Corpo ed il Sangue di Cristo, cioè il Nazareno (-ireo), Gesù, il figlio di Maria. Il Cattolicesimo è in realtà una delle possibili forme di Cristianesimo: coi suoi testi base – i Vangeli, più o meno simili in tutte le confessioni (per cortesia non siamo qui a fare cristologia e patristica) – ci racconta la vita di quest’uomo Dio (o Dio uomo, adottato o meno, generato con o senza peccato, capace di più o meno sofferenza, gnostico o niceano). Eh si, perchè non è Cristo che scrive il Vangelo (ovvero I Vangeli, chè l’Occidente migliore non è mai stato monolitico in nulla) come Maometto scrive, invece, IL Corano (uno). Ma sono i suoi discepoli ad averci lasciato testimonianza del ricordo che ne ebbero, affinchè il cristiano del domani potesse TENTARE di rifarsi al suo esempio, così come loro TENTARONO. Si, avete capito bene, il Cristo somiglia più a Socrate che a Maometto: i primi due lasciarono scrivere gli altri, il terzo no. Ma questa è altra storia. Essere cristiano è da sempre imitare il Cristo per come ce lo raccontano i Vangeli. Essere sacerdote, cioè successore di Pietro & C. va da sè che è anche di più. Si è simili al Cristo nella Carità, naturalmente. Quella che il Don Biancalani prodiga verso i nostri fratelli migranti. E che ci può essere di meglio del farla coi soldi altrui, cioè dello Stato? Don biancalani 3

Ma si deve essere simili a Cristo soprattutto nella parola di Resurrezione, ricalcata dai summenzionati Vangeli. Ok, è un prete cattolico: aggiungiamoci la Trinità, che nessuno mai ha capito bene cosa fosse e pure Dante c’è svenuto più volte, l’Immacolata Concezione ed altre curiosità… ma cosa c’entra la preghiera islamica ai piedi della Croce e del Pantocratore, nei luoghi in cui il cristiano si comunica accedendo al mistero supremo? Eppure Don Biancalani di Vicofaro non avverte nessuna incongruenza, nella sua rivisitazione del Cattolicesimo. Rileggiamo il Credo?

Credo in un solo Dio,
Padre onnipotente,
Creatore del cielo e della terra,
di tutte le cose visibili e invisibili.
Credo in un solo Signore, Gesù Cristo,
unigenito Figlio di Dio,
nato dal Padre prima di tutti i secoli:
Dio da Dio, Luce da Luce,
Dio vero da Dio vero,
generato, non creato,
della stessa sostanza del Padre;
per mezzo di lui tutte le cose sono state create.
Per noi uomini e per la nostra salvezza discese dal cielo,
e per opera dello Spirito Santo
si è incarnato nel seno della Vergine Maria
e si è fatto uomo.
Fu crocifisso per noi sotto Ponzio Pilato,
mori e fu sepolto.
Il terzo giorno è risuscitato,
secondo le Scritture, è salito al cielo,
siede alla destra del Padre.
E di nuovo verrà, nella gloria,
per giudicare i vivi e i morti,
e il suo regno non avrà fine.
Credo nello Spirito Santo,
che è Signore e dà la vita,
e procede dal Padre e dal Figlio.
Con il Padre e il Figlio è adorato e glorificato,
e ha parlato per mezzo dei profeti.
Credo la Chiesa,
una santa cattolica e apostolica.
Professo un solo Battesimo
per il perdono dei peccati.
Aspetto la risurrezione dei morti
e la vita del mondo che verrà.
Amen.

Non per fare un torto alle Urì – che fra l’altro forse è meglio incontrare in Terra – e soprattutto al Profeta – che Allah l’abbia in gloria – io direi un grande spazio per questa posizione pubblica del Don di Pistoia, non ci sia…

il protagonista [Don Biancalani] che, da una parte, «precisa» il senso delle sue dichiarazioni e che dall’altra ribadisce il principio: una chiesa cattolica deve dare la possibilità anche ai fedeli musulmani di pregare. Cronaca di una giornata di discussione intensa, quella di ieri, all’indomani delle dichiarazioni di don Massimo Biancalani, prete di Vicofaro che, in uno spazio della sua parrocchia, vorrebbe «stendere dei tappeti» per consentire ai profughi di fede islamica che potrebbero arrivare nell’ambito di un progetto di accoglienza, di rivolgersi in preghiera verso La Mecca. Nel bel mezzo del caso creato dalle sue parole, il prete tiene a chiarire che la sua è stata l’enunciazione di un principio ma che «la forma» in cui potrà trasformarsi in pratica «è aperta». D’altro canto, sia al nostro giornale che all’Ansa, Biancalani conferma quanto già detto.

Ed infatti il Vescovo pistoiese, Tardelli, di fronte alla compresenza di gente orientata verso la Mecca ed altra verso l’altare in una Chiesa Cattolica, si sente di dare ragione all’Abate di Theleme, quel gran libertino:

Vorrei precisare – ha scritto Tardelli – che non è possibile creare spazi per la preghiera di altri culti e religioni all’interno delle chiese destinate alla liturgia e all’incontro della comunità cristiana. […] I motivi sono tanti e talmente ovvi che non credo sia necessario nemmeno parlarne.

Ma torniamo alla carità di Padre Biancalani… rivolta spontaneamente verso il migrante – magari meno solerte nei confronti del suo prossimo più tradizionale, chissà – essa ha destato delle disdicevoli polemiche. Le immagini parleranno meglio di molte parole:

biancalani fascisti

Naturalmente parliamo di una carità gridata. In cui la mano destra sa benissimo quello che fa la sinistra ed insieme, queste mani, servono per scrivere sui social e farlo sapere a tutti. Non è proprio quel che ti attenderesti da un sacerdote. Di certo le osservazioni in calce a questa linguaccia d’ospite migrante – a 30 euro al giorno di costi pagati anche dai ‘fascisti’, in quanto italiani – sono spropositate:

biancalani 3

Ora, sono per caso di Forza Nuova quelli che commentano così su Facebook? Non risulta da nessuna parte. Naturalmente, però, è questo l’episodio che spinge i ‘fascisti’ di Forza Nuova, chiamati in causa dal Prete socialmigrancaritatevolpolitico, a rendere noto che sarebbero stati presenti – immagino non tutti, una rappresentanza – la Domenica seguente alla messa domenicale nella parrocchia del Biancalani. E perchè? Per controllarne la dottrina che, abbiamo visto, aveva già subito censure vescovili:

“Visto che don Biancalani afferma di interpretare alla lettera la dottrina cattolica – ha detto Claudio Cardillo, segretario provinciale di Forza Nuova a Pistoia – i militanti forzanovisti assisteranno alla sua messa”. Un messaggio che ha già messo in allarme la parrocchia e le forze dell’ordine e che il presidente della Regione Enrico Rossi ha definito “un’intimidazione mai accaduta prima”.

Ora, attenzione: assistere alla messa diventa ‘un’intimidazione mai accaduta prima’. Stop. Torniamo al povero Cristo, figlio di Dio. Lui non è che attendeva il fariseo, il pubblicano, il criminale gli venissero a bussare alla porta di casa, per sparargli il predicozzo e poi tornare in canonica a farsi du’ spaghi col migrante. E no eh. Il Cristo, con la Santa pazienza – è il caso di dirlo – si girava a dorso di mulo – quando l’aveva, se no pure a piedi sull’acqua – tutta la Palestina. Un posto aspro, caldo, guerrafondaio, misero. E teneva discorsi ai quali s’augurava venissero le folle dei peccatori rompicoglioni. Si, proprio loro. Come dimostrano numerose parabole. E quando c’era da fare un rinfresco non chiedeva ‘tu sei migrante? Un pane un pesce… tu sei di Forza Nuova? ‘rtacci tua…’. Ok, Lui era figlio di Dio, i pani e i pesci li aveva gratis – gli gnostici gliel’hanno sempre rinfacciato – ma il senso l’avrete capito. E che fa Don Biancalani, non approfitta d’avere aggratis, nella casa di Dio a lui affidata, il gregge di pecorelle più smarrite che c’è, i peccatori al cubo, quei fascistoni di Forza Nuova in persona, che aveva additato come ‘nemici’ ed esposto al pubblico ludibrio migrante? No, zero. Finisce che il Vescovo Tardelli lo tira fuori dalla grana – che poi sarebbe il suo mestiere – di salvare le anime da Satana, affiancandogli una sorta di tutore. Imitatio Christi? No, grazie. Imitatio Papae, piuttosto. Che poi a loro volta dovrebbero coincidere… non interpretiamo, però. Ascoltiamo:

Monsignor Tardelli sembra dimenticare – quando invece non lo dimentica affatto – che è proprio Don Biancalani ad esser da sempre fonte di trambusto (infine di linguacce), tanto da averlo costretto, come s’è visto, a censure. Più che un assai poco evangelico ‘timore dei peccatori’, che han detto di voler andare a messa – contrariati, ma senza aggiungere ‘armati di olio di ricino’ – sembrerebbe temere qualcuno possa ricordare, o peggio, videoregistrare parole e concetti assai lontani da ogni dottrina. 

Una cosa singolare è osservare come a difesa del prete di Pistoia si sian levati più i postcomunisti che i cattolici. Sembrerebbe che dalla caduta del muro di Berlino comunisti veri non ne sian rimasti. Son tutti mutanti cattocomunisti, aggrappati a quelle gonnelle dei preti su cui per quasi un secolo avevano sputato. Giungendo sino a spararle. In Russia certamente, ma anche in Italia. In fondo, quest’oppio dei popoli forse era proprio necessario. Abbiamo già letto le durissime parole del compagno Governatore Rossi… eccovi in sovrammercato la CGIL:

cgil don biancalani

Da questa disamina usciamo con due considerazioni. La prima è che i media hanno raccontato la vicenda facendo propaganda. Come sempre. Tacendo il post facebook da cui è partito il disdicevole attacco al Don, cercando di nascondere le motivazioni per cui Forza Nuova poteva alludere ad una non conformità dottrinale – l’ossessione pro islamica – fingendo che tutto si riducesse alla ‘piscina’ quando ciò, evidentemente non è. E non cogliendo affatto la catastrofe pastorale che si è compiuta in questo frangente. Tale da indurre la Chiesa a fare un ragionevole passo indietro. La seconda ha a che fare con le finalità. Se proprio vi chiedete come mai viviamo in quest’inguacchio infinito di sindacalisti, postcomunisti, ministri, preti, media che s’attorcigliano continuamente in fallimentari operazioni culturali intorno a ‘fascismo’ e ‘migranti’, leggete un pò il comunicato di Theleme sullo Ius Soli. E forse tante cose sembreranno più chiare:

migranti, ius soli

Post scriptum

Questo tweet di RAI TRE – alla pari del giro dei migranti grassatrice di tasse ingiuste, chiamate canone – è la quintessenza della disinformazione di regime che può avvenire in una nazione illiberale e clericale. Italiani presi per i fondelli, ogni giorno, coi soldi loro. Nel frattempo Don Biancalani, nuovo strumento propagandistico, campeggia in diretta su Sky. Più che fascismo. 

post scriptum

Un commento su “Don Biancalani vs Forza Nuova, ovvero del Cristo alla smersa*

  1. […] Don Biancalani vs Forza Nuova, ovvero del Cristo alla smersa* […]

    "Mi piace"

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...