Il vero Renzi: da Kevin Spacey a Totò, da Ryiad a Taranto

L’americano de noantri e la Rai di Campo Dall’orto. Nuovo canone, vecchio imbonimento.

Altro che House of Cards. Per capire Renzi serve Totò, suo palese ispiratore.

ILVA come la fontana di Trevi. Totò, Nino Taranto e Deciocavallo ci spiegano tutto il “piano Scaroni” (o chi per lui).

Iraq o Iran, pari sono. L’Italia finalmente degradata a macchietta comica, dice il Gufo.

Ricordare il Renzi esordiente leader del suo Partito Democratico è cosa assai simpatica. Quel giro italiano con le slide e gli slogan, più l’ostentata matrice yankee, da Kennedy ad Obama (per inciso, passò anche  da Taranto, senza ammettere domanda alcuna). Quanto di americano potesse esserci a Rignano, dispersa nell’agro toscano, ce lo rivelò poco dopo la spettacolare padronanza dell’inglese del nostro Matteo, squadernata di fronte ad una basita platea anglosassone. I video di quell’evento fanno da anni milioni di visualizzazioni, nonché la surreale gioia di Fabrizio Rondolino meglio noto come “il senza vergogna”. Strapperà un sorriso, forse, rammentarlo:

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Totò d’Arabia: con Renzi si finisce in farsa

Bifolco, l’etimologia. Il sommo Dante ha sempre l’ultima parola, che è poi anche la prima della nostra lingua.

Orologi di pregio a delegazione spregevole: un mix esplosivo.

Perché Totò è fotografia del paese intero: “orologi?? Noi sempre orologi…”

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“Gelati??!! Noi sempre gelati…”

Questo momento storico sembra dare la stura al peggio, in qualsiasi accezione: politica, sindacale, associazionistica, amministrativa, accademica, imprenditoriale, finanziaria. Ciò rende urgente la ricerca di un termine che possa stigmatizzare la cifra comune di tali meschinità, così diverse eppur così uguali. Ed i suoi detentori. Dopo interminabili discussioni, l’accademia della crôsca di Theleme ha deciso di propendere per “bifolco“, parola antichissima derivante dal greco Bou-kolos (o kolon), da cui il latino bubulcum, uomo che conduce i buoi, arando con essi la terra. Ormai utilizzato ad indicare persona rozza, villana, maleducata, grossolana, più che la storica mansione, in occidente scomparsa. Con in più quel sentor terragno, di zolla e di tolla, di sospetto e di micragna. Tipico del contado toscano… da Firenze ad Arezzo, per citar due nomi a caso. Anzi, per citar il sommo Dante il quale, di queste cose come di altre, se ne intendeva assai. Ecco infatti cosa ci dice al riguardo, o meglio cosa fa dire al suo avo Cacciaguida: Continua a leggere