Tabacci & Bonino (ma pure Grasso, Emiliano, Renzi, Baccini..) visti da Peppe

peppe burocrazia

Peppe è un uomo straordinario. Semplice per definizione, è in realtà il prodotto più sofisticato d’una riforma della Pubblica Amministrazione di cui è, essenzialmente, l’unico beneficiario noto. Al quale istituzioni e media danno lo spazio che merita: come l’echidna, o forse l’unicorno, è il primo e l’ultimo della sua famiglia, a cavallo fra etologia e mitografia. Peppe ha tali capacità adattive da ottenere un miglioramento della qualità della vita attraverso il rapporto continuativo con la Pubblica Amministrazione. Al modo di quei microorganismi anaerobi che vivono nelle più profonde grotte sotterranee, nutrendosi di ciò che uccide ogni altra forma di vita.  Continua a leggere

Buon 2017! Theleme reca a ciascuno i migliori auguri dell’Angelo Pavone

yezidi-taus-melik-emblemaAuguri di un lieto 2017 ai nostri lettori. Anche migliore a chi invece non ci legge.

Pur nella profonda inquietudine geopolitica, è ancora viva la speranza che l’intelligenza possa prevalere.

Il Buon Anno più antico del mondo, quello dell’Angelo Pavone Tawuse Melek. Sacro agli Yazidi, in attesa del 6767 *.

Il 2016 volge al termine, nella più grande confusione politica nazionale ed internazionale. Nuove alleanze fanno nevroticamente capolino fra quelle più consolidate, sia dentro che fuori l’Italia, mentre l’occidente e l’oriente – non sapendo incontrarsi – si scontrano in un caos che, lo diciamo con Nietzsche, speriamo saprà regalarci una stella danzante, prima o poi. Continua a leggere

Il Letta che alletta (III): Del “Nostos” di Enrico si accorgono finalmente media e politici

Arrivano i primi riscontri alla “magna teoria” di Theleme: Se non è zuppa è pan bagnato. Dopo Letta solo Renzi, dopo Renzi solo Letta?

Repetita juvant, diamo conto del passato in cui primi e soli profetammo sulla neoDC, eterno aborto clericale. I riscontri, da Libero a Taradash.

Il collasso elettorale non è bastato, tutti incollati alle seggiole. Ma si sa, quello economico è ben altra cosa. Abba Eban ci dice già molto.

Ebbene si, siamo giunti alla terza edizione incentrata su Enrico Letta, tassello fondamentale dell’appassionante (per modo di dire) vicenda definibile quale la ricostituzione obbligata della Democrazia Cristiana. Sono in realtà decenni, da Mani Pulite in poi, che l’Italia clericale (in combutta con ciò che resta della massonica) non riesce a far votare il paese in modo massivo verso la sua trita e ritrita proposta politica. La soluzione alla reiterata frustrazione alla fine è stata assai semplice: coperti dai media prezzolati,

L'Agosto di Libero è l'Aprile di Theleme

L’Agosto di Libero è l’Aprile di Theleme

imboscare in ogni corrente politica degli esponenti che, occultamente e soprattutto nel palazzo, utilizzassero contro la volontà popolare i seggi parlamentari al fine suddetto. Purtroppo per la tragica commistione sindacale, ideologica, religiosa, burocratica che regge il paese, la successione di fallimenti, persino nel palazzo, è stata epocale. Una delle sue conseguenze più evidenti è che il segreto è diventato di Pulcinella, per chi ha qualche neurone funzionante… e non basta nemmeno la cappa di propaganda sempre più pesante imposta dalla politica ai suoi servitori primi, organi di informazione, pennivendoli o anchor man d’accatto. Casini, Buttiglione, Follini, Tabacci, Monti… niente, nulla da fare. Presi a pesci in faccia, ad ogni elezione. Persino la Paita, simbolo di osceno consociativismo ed appoggiata senza remore dal Businessman (pardon cardinale) Bagnasco, è finita trombataDa qui un trasformismo galoppante obbligato a metter pezze gloriose a stracci inguardabili. E da qui l’esigenza di presidenti della Repubblica del tutto proni al progetto, seppur in modo diverso. Come Napolitano e Mattarella, capaci di firmare norme anticostituzionali a gogò se si tratta di ILVA, ma pronti a chiudere gli occhi di fronte a patenti trasformismi e stupri della volontà popolare, in teoria sovrana di tutto, in realtà sovrana di nulla. Chi si nasconde dietro al dito del parlamentarismo, ha già dimenticato i doppi pesi e misure di Re Giorgio.

Già il 29 Aprile, mentre delineavo con dovizia di spiegazioni e anticipazioni la vicenda parlamentare in corso, m’appariva Letta, quasi in sogno, come a Scipione. In

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Il Palantir di Theleme e i misteri d’Italia. Da Gargantua a Casaleggio, passando per Kissinger

A Theleme si possiede un Palantir, conservato nella più alta torre. La sua storia recente.

Tonino non c’azzecca e lo passa a Gianroberto.

Sonderemo il grande occhio senza palpebra del partito unico della nazione, Alias DC.

“Che lo sforzo sia con noi”.

Ebbene si, a Theleme abbiamo un Palantir. Proprio uno di quelli di cui parla Tolkien… resta un mistero come sia giunto dalla terra di mezzo sino in Europa, nell’evo moderno. Comunque, in un frammento manoscritto e segreto conservato a Saragozza, risulta che Gargantua lo avesse dato all’abbazia di Theleme, in cambio di 10.000 prosciutti de bellota perfettamente curati.

Il Palantir, purtroppo, non può esser fotografato...

Il Palantir, purtroppo, non può esser fotografato…

Per secoli dimenticato dietro un ciclopico barile di cognac, fu ritrovato da Aleister Crowley agli inizi del ‘900. Tutto impolverato, finì per esser scambiato per una palla decorativa di onice e utilizzato quale fermaporta del salone di rappresentanza a Cefalù, dove nessuno ci badava mai, perché tutti erano intenti ad attività esoteriche piuttosto accattivanti. Pratiche rimaste riservate a causa dell’inesistenza della pratica del selfie (nonché della scuola di pensiero di Andrea Diprè).

E’ proprio in Sicilia che il pro-prozio dell’attuale Abate di Theleme, protonotaro apostolico, ebbe modo di avvistare il Palantir. E di appropriarsene, dopo la “cacciata” del mago inglese. La storia si fa confusa, difficilmente traducibile. Pare di capire sia finito nella disponibilità di Padre Pio da Pietralcina, che  lo usava però di rado. In quanto poi, immancabilmente, gli toccava di lottare coi Nazgul.

Un giorno ebbe la cattiva idea di prestarlo ad Andreotti, il quale ovviamente non glielo rese mai, perché finalmente ci poteva parlare con Kissinger senza che i Papi mettessero becco. E senza teleselezione. Per inciso, ciò era possibile in quanto Kissinger risulta ne possedesse un altro. Ragione fissa di litigio con Brzezinski, il quale ancora oggi lo minaccia di sguinzagliargli contro Prince Bandar se non lo invita a giocarci insieme. Continua a leggere

Proverbi Cinesi – La (triste) storia italiana di una passione e di chi ci puccia il biscotto (pardon, l’orologio)

A Theleme c’è confusione e ci si rifugia presso papà Rabelais.

L’orologio, mirabile congegno.

L’abilità tutta italiana di pervertire le migliori consuetudini.  La rete, tanto una grande risorsa quanto una grande illusione.

In questi giorni a Theleme c’è dibattito.
C’è chi vuole disinteressarsi del paese, lasciandolo in pasto alle sempre più pesanti camarille politicomediatiche; c’è chi vuole andare in vacanza; chi si preoccupa dei prossimi riti e baccanali e via dicendo.
Beninteso, c’è ad esempio anche chi vuole sputtanare “tecnicamente” la deriva indecente della Corte Costituzionale, antro di tetri soloni rivestiti d’ermellini, dediti a misteriose prassi esoterico-giudiziarie… visto che la comunità dei “giuristi” italiani ha il coraggio di un topolino (e l’appetito di un Facocero).
Insomma, un bel can can… in questi momenti a guidare la rotta incerta di un’istituzione regolata dal “Fa ciò che vuoi” non ci possono essere se non le parole immortali di Rabelais, nostro fondatore.
“Le ore sono state fatte per l’uomo, non l’uomo per le ore…”.

Da qui capirete bene come il passo verso lo strumento pensato per misurarle, queste benedette ore “fatte per noi”, sia facile ed obbligato.
L’orologio, quel mirifico strumento che dalle torri è via via giunto sino al polso, passando per pareti e calzoni, è da sempre assai ben visto, qui.

Ecco che i padri orologiai si son messi all’opera, approfittando di queste more per ricercare nuovi compagni da polso, degni di accompagnare il percorso edonisticamente sublunare di Theleme. Un giorno, forse, tali conoscenze utilissime verranno confidate al mondo…
Per intanto mi viene segnalata, ed a mia volta pubblico, una vicenda tutta italiana. I cui protagonisti sono:

1) Un forum di settore piuttosto noto
2) La consuetudine, mutuata dall’estero, di prodotti brandizzati destinati a comunità di acquisto, fatte di appassionati collezionisti (un modo tenero di rinsaldare rapporti interpersonali ed hobbies);
3) L’invereconda abilità italiana di pervertire ogni fatto collettivo, fosse pure lo “Zecchino d’oro”, a scopi truffaldini e/o comunque, di palese approfittamento;
4) Un antico (e obliato) nome dell’orologeria italiana, che diviene cavallo di troia per astuti imbonitori, ai danni di platee credulone;
5) Il senso dell’ironia e la pervicace fiducia (lungimirante) nella potenza della corretta informazione e del web, che fa dell’autore di queste pagine un Thelemita onorario;
6) La potenzialità internetica di generare, con un po’ di abilità e tempo, un mondo alternativo apparentemente coerente, assolutamente autoreferenziale eppure di grande suggestione. Nel bene e nel male.

Inutile dire che nemmeno rifugiandosi nella più serena delle ridotte umane, quella dei propri onanistici interessi, ci si può più salvare più da amare riflessioni sul paese, col ghigno a fior di labbra.

Buona lettura, appassionati d’orologi e non (e attenti alla rete… il nome stesso dice quanto si possa facilmente restarne imprigionati):

Orologiando cos'è

Visto che purtroppo è un blog che parla principalmente di orologi cinesi, è giusto utilizzare un pò di proverbi.

A volte l’ora tarda gioca brutti scherzi e dopo una giornata di lavoro(lavoro? vabbè chiamiamolo così), noi tutti crediamo di essere lucidi ma invece non lo siamo.
Ed è proprio quello che è capitato la scorsa notte al nostro “eroe”.
Convinto di aver trovato il rimedio all’ultimo ns post (apprezzato da molti) ha postato questa foto su scorregiando,  che aggiungo sotto.

Il famosissimo movimento “cagarelli”, l’abbiamo proposto ad orologio aperto..e non mentiamo, un’operazione che può fare qualsiasi possessore del “gioiello” in 3 min.

Ma attenzione, lui vuole porre all’attenzione il fatto che è un ETA modificato, prende una foto della parte del movimento dove non ci sono punzonature (embè fare punzonature finte con un programma di grafica richiede tempo ed una certa conoscenza..consigliamo un bel corso di aggiornamento su esempio..Photoshop)

Quindi…

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