In Siria Bannon l’influencer e Trump il wrestlemaniac ce la fanno sotto il naso?

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La propaganda di guerra, un’antica e valida arma di offesa. Quasimodo e l’uomo del suo tempo.

Dalla poesia alla pratica: gli attacchi chimici di Assad e la risposta telefonata degli USA.

Una rondine non fa primavera, in specie se di plastica: Bannon maestro d’illusioni alla corte di Trump.

La rete internazionale antiamericana, media in prima fila, ingabbiata nella sua stessa gabbia. Nell’attesa di vere azioni contro Nord Corea (e quindi Iran).

I cazzottoni simulati del Wrestling, che fanno impazzire la gente e forse le nazioni.

Dulcis in fundo, quel video che vale da solo la fatica di leggere l’Abate…

Uno dei più gravi errori della seconda metà ‘900 è stato immaginare un mondo completamente nuovo, irrevocabilmente rivolto al superamento di ogni limite, non solo tecnologico, ma addirittura antropologico. Come se di colpo la voce di migliaia di grandi pensatori – che da secoli presentavano assai ardua l’elevazione del singolo individuo, figuriamoci quella di comunità, stati e loro apparati – fosse divenuta solo l’eco di un passato lontanissimo. Eppure Salvatore Quasimodo ci ammoniva, ancora nel 1947…

Sei ancora quello della pietra e della fionda,
uomo del mio tempo. Eri nella carlinga,
con le ali maligne, le meridiane di morte,
t’ho visto – dentro il carro di fuoco, alle forche,
alle ruote di tortura. T’ho visto: eri tu,
con la tua scienza esatta persuasa allo sterminio,
senza amore, senza Cristo. Hai ucciso ancora,
come sempre, come uccisero i padri, come uccisero
gli animali che ti videro per la prima volta.

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In Siria i terroristi anti-Assad mandano a Tel Aviv una nota di auguri per la nascita di Israele

Notizia non irrilevante, nello scenario mediorientale che sempre affascina ed atterrisce.
Come si vede all’interno dell’ISLAM spesso si preferisce addirittura l’ebreo al correligionario eretico.
Fermo restando che nel Corano è scritto a chiare lettere che i “popoli del libro” (cioè del Vecchio e Nuovo Testamento, correttamente intesi da Maometto come, direi, fonte di ispirazione) possono conservare il loro credo, a patto che, se residenti nel Dar-el-Islam, paghino i “dhimmi” al Califfo (una tassa che ne attesti la sottomissione), mi auguro il testo seguente, puro e semplice, faccia riflettere i lettori con ancor maggiore attenzione sulla natura dei gruppi combattenti islamici e delle loro, più o meno dichiarate, finalità. In questo caso aventi certamente a che vedere con le mire turche (e non solo), rivolte a ristabilire la tradizionale egemonia sul medio oriente. In fondo, nemmeno 100 anni son trascorsi…

Buona lettura.

News-Info. Alternativa

“Nella speranza che si celebrerà questa importante occasione l’anno prossimo nel parco dell’ambasciata israeliana a Damasco”

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da hispantv
Il gruppo terroristico Ahrar Siria, ieri (23 aprile, ndr), si è congratulato con il regime israeliano per il 67° anniversario dell’occupazione sionista delle terre palestinesi.
Secondo il quotidiano israeliano Maariv, Musa Ahmad al-Nabhan, un alto funzionario dell’ufficio politico del gruppo terrorista ha inviato un messaggio a nome dell’organizzazione, nel quale si congratula con le autorità israeliane per i 67 anni di mantenimento dell’occupazione dei territori palestinesi. Il 23 aprile è considerato il giorno dell’indipendenza del regime Israele.
Nella sua lettera ha anche espresso la speranza che il prossimo anno questa giornata si celebri presso l’ambasciata israeliana a Damasco.
Si noti che, secondo il calendario ebraico, gli israeliani considerano il 23 aprile come il giorno della creazione del regime israeliano, mentre, per il calendario gregoriano, è il 15 maggio, giorno…

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