Il vero Renzi: da Kevin Spacey a Totò, da Ryiad a Taranto

L’americano de noantri e la Rai di Campo Dall’orto. Nuovo canone, vecchio imbonimento.

Altro che House of Cards. Per capire Renzi serve Totò, suo palese ispiratore.

ILVA come la fontana di Trevi. Totò, Nino Taranto e Deciocavallo ci spiegano tutto il “piano Scaroni” (o chi per lui).

Iraq o Iran, pari sono. L’Italia finalmente degradata a macchietta comica, dice il Gufo.

Ricordare il Renzi esordiente leader del suo Partito Democratico è cosa assai simpatica. Quel giro italiano con le slide e gli slogan, più l’ostentata matrice yankee, da Kennedy ad Obama (per inciso, passò anche  da Taranto, senza ammettere domanda alcuna). Quanto di americano potesse esserci a Rignano, dispersa nell’agro toscano, ce lo rivelò poco dopo la spettacolare padronanza dell’inglese del nostro Matteo, squadernata di fronte ad una basita platea anglosassone. I video di quell’evento fanno da anni milioni di visualizzazioni, nonché la surreale gioia di Fabrizio Rondolino meglio noto come “il senza vergogna”. Strapperà un sorriso, forse, rammentarlo:

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