(I)Movimento Cinque Stelle: la più grande truffa elettorale dell’Italia repubblicana?

getting burned

Omaggio ai Pink Floyd: ‘getting burned’, essere truffato. Da chi ti stringe la mano.

Introduzione: il terzo post che non immaginavamo di scrivere. Arriva Bloomberg.

Una soluzione a cinque stelle dell’enigma ‘Partito Unico’? Giudicate voi.

I campanelli d’allarme, Raggi e Nevoli. Il caso Roma e il caso Taranto (paradosso di Sgarbi incluso).

Cui prodest?

– Continua –

Introduzione

A detta di tutti gli analisti, le elezioni del 4 marzo non consentiranno l’attribuzione di una maggioranza a nessuna delle forze in campo. E, a quanto pare, nemmeno la riedizione del cosiddetto ‘Patto del Nazareno’ che ha tenuto in vita una serie di governi partoriti dalla peggiore tradizione parlamentarista italiana. Privati del premio di maggioranza anticostituzionale, abbandonati da ampissime fette del loro elettorato – anche nel senso più definitivo, considerata l’età media dei votanti del PD e di Forza Italia – i principali partiti centristi che avevano governato il Paese ininterrottamente dalla nascita della Repubblica, con fasi alterne di consociativismo DC – PCI – PSI, proseguite sotto mentite spoglie nelle varie formazioni  di centrosinistra e centrodestra della ‘Seconda Repubblica’, non hanno infatti oggi i numeri per arrivare a riproporsi alla guida del Paese. Nemmeno se considerati ‘al completo’. Ovvero unendo tutte le loro forze, da ‘Più Europa’ a ‘Liberi e Uguali’, da ‘Noi con l’Italia’ a ‘Forza Italia’, da ‘Insieme’ al ‘Partito Democratico’. Al conto – una volta sottratti il Movimento Cinque Stelle, la Lega e Fratelli d’Italia, teoricamente inidonei agli inciuci, anzi nati o cresciuti proprio in virtù della loro strenua opposizione ad essi – manca sempre un numero cospicuo di seggi parlamentari, in specie alla Camera. Questo l’argomento del primo post dedicato all’analisi dell’intricata situazione elettorale, che individuava però nella Lega di Salvini il partito ‘meglio messo’ per approfittare del caos: determinante nel centrodestra, in cui può arrivare a superare Forza Italia nel computo dei voti – e certamente la sopravanza se consideriamo la sua relazione privilegiata con FdI della Meloni, che porta in dote almeno il 5% – per un insieme di ragioni ‘programmatiche’ potrebbe persino giocare la carta di un governo di scopo col Movimento Cinque Stelle. Quest’ultimo, se rimanesse ancora del tutto isolato nella torre d’avorio  esibirebbe ulteriore irrilevanza, da cui l’inevitabile abbandono di numerosi suoi simpatizzanti, forse proprio a favore della Lega. Tale centralità di Salvini risultava inoltre confermata dai tanti interventi ‘antagonisti’, in Italia come all’estero, che ci eravamo premurati di citare.  Continua a leggere

Silvio maior de senectute: habemus Letta (Gianni)!

Berlusconilettabn

Emmott e Rotondi, coordinato disposto a naso turato.

Giulio, Giulia e Matteo. Il Palantir dice… quel che leggerete.

Mea culpa di Theleme: dal nipote dello zio allo zio del nipote.

C’è vecchiaia e vecchiaia. Quella di Silvio e coetanei non piacerebbe a Cicerone.

In Germania i trentenni contano, vedi Kevin Kunhert. Da noi nemmeno i quarantenni. Vedi Fratoianni, Speranza et similia.

A proposito.. Calenda, il ‘leader che non si candida’, dove lo mettiamo?

Vivere nell’attesa dell’avvento di Mario Draghi? No, meglio lasciare l’Italia.

Nell’analizzare le ridotte chance di accordi post elettorali, giorni fa ci siamo soffermati su due dichiarazioni molto interessanti. Ecco la prima, di Bill Emmott:

Il primo alleato di Berlusconi è Salvini. Per gli europeisti non è un pericolo anche maggiore dei 5 Stelle?
«Di certo. Infatti l’Europa deve sperare che Forza Italia emerga più forte della Lega: il peggiore risultato sarebbe una vittoria del centrodestra con Salvini davanti».

Più chiaro di così si muore. Poichè il PD è affondato, non rimane che l’argine dello pseudo moderato Berlusconi, storico oggetto di scherno e disprezzo dello stesso The Economist dalle cui colonne Bill scrive. Il passo indietro è così notevole che Emmott è obbligato a ricordare come Silvio rimanga pur sempre ‘unfit’… eppure c’è da turarsi il naso. ‘Turarsi il naso’ significa da sempre votare DC. In effetti possiamo incastrarci perfettamente la seconda dichiarazione, di Gianfranco Rotondi, al quale dobbiamo riconoscere il solito pretesco acume. Leggiamo che dice: Continua a leggere