Terza e (speriamo) ultima puntata del “giallo” Giardiello. “Lo stratagemma funziona”, eccome

Torniamo in tribunale, i media (e non solo) insistono coi “gialli”.

Giardiello, l’agente immobiliare che ne sapeva più di James Bond.

Italia Italia delle mie brame, chi è il più fariseo del reame?

giornale giardielloAlla drammatica storia di Giardiello, l’immobiliarista di Arcore protagonista della sparatoria nel tribunale di Milano, abbiamo dedicato ben 2 post. Non incentrati sulla vicenda umana e giudiziaria, in cui si era trovato come parte avversa persino il suo avvocato e un magistrato, ambedue periti sotto i colpi di pistola. Ma soprattutto sul modo in cui i media italiani presentavano il fatto – oggettivo – del Giardiello che aveva introdotto un’arma carica dentro le aule, all’apparenza senza alcun problema.

Una serie di bizzarie, iniziata col collegare quegli omicidi a ben altro caso giudiziario, relativo ad Eutelia-Agile. E proseguita diffondendo – di certo imbeccati – una serie di illazioni in base a cui l’immobiliarista avrebbe approfittato di “tesserini falsi da avvocato” o di accessi secondari o di chissà quale misteriosa diavoleria. Continua a leggere

Sparatoria in tribunale: o la realtà s’accorda alla notizia o non è realtà.

La boiata - capolavoro del Sole24ore
La boiata – capolavoro del Sole24ore

Del come e perché hanno fallito del tutto sia i media che i controlli.

Avremo gli stessi ad Expo?? (Si)

Al di là di ogni riflessione sui tragici fatti occorsi questa mattina nel tribunale di Milano, le cui ultime risultanze potete esaminare su Repubblica, determinati a quanto pare da una folle reazione a seri problemi economici e relazionali (con qualche zona d’ombra restante, ad esempio il movente per l’omicidio del giudice Ciampi, forse “testimone chiave” nel processo – civile o penale? – del killer Giardiello) che trovate con molti dettagli nella versione della controparte processuale, quel che qui preme ha a che fare con due questioni di grande importanza, non a caso assai trascurate sugli organi d’informazione ufficiali.

La prima riguarda appunto l’informazione. In un periodo storico che vede la divaricazione assoluta tra ‘notizia” e fatto narrato, del tutto funzionale alla propaganda di Stato nel senso che la realtà delle cose, ben poco rassicurante in ogni campo, viene considerata eversiva perché potenzialmente foriera di agitazione del popolo (bue ma votante) e pertanto inenarrabile, l’abitudine al fact checking, al controllo della veridicità, da sempre severo tallone d’Achille di un quarto potere italiano del tutto schiavo delle sovvenzioni pubbliche, o di imprenditori a lor volta di esse schiavi, è stata completamente abbandonata.

La notizia fornita dalla agenzie, dagli organi istituzionali e simili, come pure talvolta dalle “soffiate” del primo che passa, non viene più sottoposta a debito controllo. E nemmeno a forme linguistiche dubitative. Nossignore. Viene sparata a tutta fretta nell’etere, incalzata dall’ansia di arrivar secondi nel mare magnum della rete, come fosse certezza. Altrettanto dal pio desiderio di evitare che un controllo oggettivo dei contenuti possa andare a rovinare, che so, la frase roboante di un ministro, di un ermellino, di un Presidente di Partito… Continua a leggere