In Siria Bannon l’influencer e Trump il wrestlemaniac ce la fanno sotto il naso?

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La propaganda di guerra, un’antica e valida arma di offesa. Quasimodo e l’uomo del suo tempo.

Dalla poesia alla pratica: gli attacchi chimici di Assad e la risposta telefonata degli USA.

Una rondine non fa primavera, in specie se di plastica: Bannon maestro d’illusioni alla corte di Trump.

La rete internazionale antiamericana, media in prima fila, ingabbiata nella sua stessa gabbia. Nell’attesa di vere azioni contro Nord Corea (e quindi Iran).

I cazzottoni simulati del Wrestling, che fanno impazzire la gente e forse le nazioni.

Dulcis in fundo, quel video che vale da solo la fatica di leggere l’Abate…

Uno dei più gravi errori della seconda metà ‘900 è stato immaginare un mondo completamente nuovo, irrevocabilmente rivolto al superamento di ogni limite, non solo tecnologico, ma addirittura antropologico. Come se di colpo la voce di migliaia di grandi pensatori – che da secoli presentavano assai ardua l’elevazione del singolo individuo, figuriamoci quella di comunità, stati e loro apparati – fosse divenuta solo l’eco di un passato lontanissimo. Eppure Salvatore Quasimodo ci ammoniva, ancora nel 1947…

Sei ancora quello della pietra e della fionda,
uomo del mio tempo. Eri nella carlinga,
con le ali maligne, le meridiane di morte,
t’ho visto – dentro il carro di fuoco, alle forche,
alle ruote di tortura. T’ho visto: eri tu,
con la tua scienza esatta persuasa allo sterminio,
senza amore, senza Cristo. Hai ucciso ancora,
come sempre, come uccisero i padri, come uccisero
gli animali che ti videro per la prima volta.

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Lìnguine alla Trump: Theleme celebra in cucina l’inauguration day

img_20170122_150511_editDonald Trump si insedia infine alla Casa Bianca.

Dallo Scappi all’Abate, un grande piatto per un grande evento: L’anagogia culinaria.

Ecco a voi la ricetta geopolitica che fa già impazzire la destra globale: grab them by lìnguine!

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Al di là di ogni analisi contraria altrui, avevamo previsto la netta vittoria di Donald Trump alle elezioni presidenziali dell’otto Novembre 2016 – che possiamo apprezzare nella sua pienezza visualizzando la mappa degli States suddivisa per contee e prevalenza politica (la trovate dopo la ricetta). Ed il 20 Gennaio 2017 il miliardario americano più discusso di tutti i tempi s’è finalmente accomodato alla Casa Bianca, sloggiando Barack Obama. Sarebbe interessante riflettere sul discorso inaugurale, alquanto simile a quelli elettorali, da lui tenuti in ogni angolo del paese prima delle elezioni. E forse ancor più analizzare le  reazioni scomposte, in specie italiane, a tale esempio di coerenza, del tutto inusitata in una nazione come la nostra. Che non solo mette in conto ma esige da un politico la smaccata presa per i fondelli del suo elettore. Intitolato, quest’ultimo, a chieder al suo rappresentante denaro, lavoro, finanziamenti, favori, baci e abbracci… ma mai conto di ciò che dice o fa.  Continua a leggere

Donald Trump versus Hillary Clinton: analisi accurata del voto possibile (II)

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Prosegue da Donald Trump versus Hillary Clinton: analisi accurata del voto possibile (I) 

Che accade su internet. Twitter, un semplice confronto.

Obamacare? No grazie.

Quelle inchieste che fanno milioni di spettatori su youtube. Wikileaks ed una censura che volge al termine. Potenza della rete o inseguimento della realtà?

L’improvviso cambio di tendenza nei sondaggi nasconde altro. Indirizzare il voto va bene, la figura da cialtroni meno.

Il formidabile argomento ‘toccata di culo’ varrà davvero l’elezione del Presidente? Forse no.

Un video per rifletterci su.

Ci siamo lasciati qualche giorno fa, quando ancora tutti i mass media concedevano mirabolanti vantaggi elettorali ad Hillary Clinton. Parliamo addirittura di 12 punti percentuali. Oggi le cose sono cambiate, e di molto: improvvisamente leggiamo di parità e persino di sorpasso di Trump. Questa seconda parte dell’analisi è destinata a completare la prima – dedicata ad evidenziare il magnate americano quale candidato più adatto a conservare il voto della sua parte politica, drenandone altro dalla sponda opposta – nel dimostrare che Donald molto probabilmente non fu mai davvero distanziato nella corsa alla presidenza. Se non sui sondaggi. Apparente paradosso che qui proveremo a spiegare.  Continua a leggere

Donald Trump versus Hillary Clinton: analisi accurata del voto possibile (I)

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Michael Moore e Donald Trump

La disinformazione in Italia colpisce sempre più duramente. Dalla propaganda alla menzogna bella e buona.

I sondaggi americani dicono tutto ed il contrario di tutto: alla ricerca di qualche criterio di orientamento.

In primis le primarie. Ecco come andarono: #NeverHillary

Gli elettori invisibili della Clinton. Pochi agli incontri, pochi sulla rete.

Nella seconda parte:

Che accade su internet. Twitter, un semplice confronto. 

Quelle inchieste che fanno milioni di spettatori su youtube.

La censura di wikileaks sui media ufficiali volge al termine. Potenza della rete o inseguimento della realtà? 

Il formidabile argomento ‘toccata di culo sessista’ varrà davvero l’elezione del Presidente? 

I media nostrani si sono fatti un punto d’onore nel rappresentare ed analizzare faziosamente le prossime elezioni americane, con contenuti che vanno dall’aperta propaganda alla banale menzogna. La lista sarebbe lunghissima, ma sceglierei come esempio per tutti l’alterazione della demografia statunitense scelta come ‘arma partigiana’ dal sedicente sito di informazione ‘Lettera 99’, che prova a piegare il mondo alle ossessioni del progressismo. Notoriamente, infatti, gli USA sono composti da un 77% di ‘bianchi'(scorporando la componente latina, proveniente dal Sudamerica, scendiamo al 63%). Al 99% detta popolazione è genericamente di matrice cristiana. Ovvero cattolica, protestante (luterani, calvinisti, evangelici, testimoni di Geova etc.), mormona. Ma anche escludendo i bizzarri mormoni – circa 6 milioni negli USA – le cifre rimangono quelle che leggete, gli islamici restando un’assai piccola minoranza. Potete agevolmente rintracciare sulla rete quello che avete appena letto. Gli atei rappresentano il 3% della popolazione, con un 5% di agnostici. Anche fossero gli atei/agnostici americani tutti ‘bianchi’, avendo già eliminato latinos e mormoni, la componente ‘bianca’ resta di gran lunga maggioranza. Il livello di credibilità dell’informazione nel nostro paese è ormai questo. Ovvero nullo. Continua a leggere