Brinzio, Shangri-la dell’Italia di Draghi e Molinari che sogna la quarta dose

brizio copertina

Fra il Castello di Cabiaglio a Nord, la Badia di San Gemolo ad Est ed il Sacro Monte a Sud, sorge un’incantevole valle, quasi fosse un fazzoletto di verdi declivi e pianori, racchiuso fra i massicci montuosi di Campo dei Fiori e della Martica ed irrorato da laghi e cascate…

No, non è un passo tratto da ‘Il Signore degli Anelli’ e nemmeno da ‘Orizzonte Perduto’, è la descrizione veritiera del circondario di Brinzio, paese d’alta collina (510 metri) della provincia di Varese, a due passi dalla Svizzera e da Gallarate, ma fuori da ogni ‘rotta’ principale. I protagonisti di questa storia, anzi di questa ‘favola’, per stare al link, non sono quindi immaginifici Gandalf e Frodo, Robert Conway e il Gran Lama, ma concretissimi valligiani italiani, assurti agli onori delle cronache nazionali grazie ad un impressionante, coraggioso sforzo documentaristico del quotidiano ‘La Repubblica’, affidato alle sapienti mani di Maurizio Molinari, il quale non sa non vedere in Mario Draghi ed in qualsiasi espressione del potere costituito l’inverarsi sulla Terra dell’Anima del Mondo. Il perché di tanta meritata gloria lo spiega Edoardo Bianchi, autore del breve ma saliente documentario, come pure del testo di accompagnamento:

Il comune di Brinzio ha il 97% della popolazione vaccinata grazie all’osservanza delle regole da parte dei cittadini. Attualmente non abbiamo persone contagiate e il 3% non vaccinato escludo abbiano a che fare con i no vax”. Con queste parole il sindaco di Brinzio, Roberto Piccinelli, racconta il piccolo comune lombardo in provincia di Varese che, con i suoi 789 residenti, ha registrato la più alta percentuale di vaccinati contro il Covid-19 in Italia. Un risultato che può esser stato generato da più fattori, secondo i cittadini: “una età media molto alta, la paura infusa del virus e un forte senso di responsabilità e ascolto dei medici di base”. “Da quando è scoppiata la pandemia ho passato un anno e mezzo senza uscire di casa – ha aggiunto un altro abitante di Brinzio, intento a passeggiare per le vie deserte del centro -. Ho passato tutto il tempo a coltivare l’orto perché avevo paura di uscire, ma il vaccino mi ha dato il conforto per andare avanti.

Il Sindaco Piccinelli, ghiotto di dosi al punto di soffrire le tempistiche prescritte per la terza – ma non è che, finita l’emergenza, a Brinzio dovranno aprire un SERT? – è ansioso di giustificare la presenza di quel 3%, i 23,67 abitanti che sporcano la fedina del paesello: a suo dire non si tratterebbe di pericolosi anarchici NO-VAX, bensì di persone, assai probabilmente molto avanti negli anni, con patologie tali da sconsigliare l’inoculazione. Al momento non si conta alcun caso di contagio, su cotanto campione, e ciò è certamente dovuto al senso di responsabilità ed alla vaccinazione totalitaria e non, come potrebbe malignamente pensare qualche NO-VAX, dedito alle fake-news, all’isolamento geografico moltiplicato dalle restrizioni al movimento che hanno caratterizzato questi anni.

Ritroviamo in Cesarino Mazzola, citato ampiamente nel testo, quell’ideale di resilienza che il direttore Molinari, conscio della sensibilità dell’ultrasettantenne Draghi, propone a modello per ogni italiano. Non uscire di casa per un anno e mezzo, coltivare solo il proprio orto e aver conforto unicamente dal vaccino: nemmeno il dottor Brusaferro avrebbe mai potuto suggerire di più e di meglio. E’, in fondo, la vita che mena il Presidente Mattarella, al netto di orti molto più vasti e di tediose visite di Stato, che non vede l’ora di abbandonare ad altri: facile finisca per mancargli la sola tenuta di Castelporziano. Il servizio di Repubblica mostra con malcelata soddisfazione l’entusiasmo di Ermanno, sventolante green pass a più non posso, e non lesina le opinioni del giovanotto del paese, Geremia, il quale vanta già la terza dose ed è titolare dello storico circolo, oggi finalmente rifrequentato da Cesarino.

Eppure, persino nel paese modello della resilienza, della responsabilità, della concordia e dell’immunità, c’è qualcuno che causa dolore a tutti gli abitanti, al cronista e, certamente, a Maurizio Molinari e Mario Draghi. Egli non ha nome e nemmeno il diritto di esser menzionato ‘abitante di Brinzio’: non compare alcuna sovrimpressione, nessuna pubblicità per la pecora nera. Che si ammazza di tamponi nella farmacia più vicina, a 7 chilometri. ‘Non vaccinato ma tamponato’, avrà fra i 40 ed i 50 anni, questo bambino birichino di Brinzio.

brizio 9

La scelta degli abitanti è naturalmente corretta: il rischio di avere conseguenze gravi dal virus è limitato alle fasce di età superiori ai 50 anni – come ampiamente documentato QUI – e cresce assai significativamente a partire dai 65, per arrivare al culmine intorno agli 80 anni, ovvero l’età di buona parte degli intervistati. Se l’Italia avesse la fortuna di una simile età media nazionale si potrebbe facilmente arrivare alla quarta, quinta, sesta dose, senza problemi di sorta. Anzi, l’ordine pubblico potrebbe andare in sofferenza al momento della cessazione delle somministrazioni, per estinzione del virus: non è escluso un futuro pattugliamento di Brinzio con agenti antisommossa. Per fortuna il rischio è lontano, basti pensare ad Israele.

israele

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