Da Frankenstein ad Arlecchino (servitore di 2 padroni, USA e Germania)

arlecchino.jpg

La sorpresa dell’alchimista Mattarella: Frankenstein? Fatemelo voi.

Arriva il governo Arlecchino, frutto della carità (pelosa).

I ministri che non t’aspetti. Anzi, che t’aspetti.

Arlecchino servitore di 2 padroni, Germania e USA (ma un po’ di Russia non guasta mai).

Siamo Sordi? Nella commedia dell’arte la bastonatura è il finale più amato dai bambini.

Ci eravamo lasciati nel timore della nascita del ‘governo Frankenstein’. Per ben due volte siamo stati la là per assistere a un governo del Presidente. E in ambedue le occasioni ciò è servito per riportare al Colle Di Maio e Salvini, che pure durante questa campagna elettorale bis – camuffata da consultazioni – hanno dato il peggio di loro stessi. Il ‘no’ di Berlusconi all’ipotesi di Governo Cottarelli (i nomi ipotizzati dei ministri, fra cui la Severino, sembravano fatti apposta per respingerlo) ha messo la parola fine al temuto esperimento alchimistico. La speranza che esprimevamo, già da prima delle elezioni, s’è realizzata.

Teniamoci pronti al peggio, quindi. Augurandoci ciò non avvenga, perché i risultati delle elezioni non lo consentano o perché si desista, l’ipotesi è sul campo. E si fa via via più minacciosa. Le conseguenze sulla tenuta dell’ordine pubblico, oltreché sulla credibilità dell’intero panorama politico e infine istituzionale, potrebbero essere molto gravi: truffare praticamente tutto l’elettorato è un azzardo senza precedenti.

Ma se Frankenstein è stato congedato, non così le finalità che lo rendevano desiderabile per l’oligarchia clericale italiana. Anzi, esse sono state raggiunte senza esporre il Presidente della Repubblica sia all’accusa di essersi arrogato un potere che non gli spettava, almeno in via di principio, sia ai rischi di ordine pubblico che paventavamo. Le due forze della ‘protesta’, insomma, hanno messo i loro voti parlamentari al servizio della conservazione, appena appena mascherata con qualche nomina ‘di bandiera’, talvolta surreale, quale Vito Crimi con delega ai servizi segreti. Quel che è emerso è un ‘Governo Arlecchino’. Rammentate la storia del povero bimbo che non aveva denari per il suo vestito di carnevale e la cui mamma andò raccogliendo pezze di tutti i colori, avanzate alle altre, per confezionargli il costume più spiritoso? Bene, la Lega ed il Movimento cinque stelle non hanno MAI avuto una reale maggioranza autonoma. I sei senatori di vantaggio sono infatti ampiamente inadeguati al compito di governare in presenza di reale opposizione delle altre forze. Sia per ragioni squisitamente tecniche, come Openpolis spiega in dettaglio, sia perché al loro interno sono presenti candidati che rispondono sia all’area PD (nel M5s) che all’area FI (i cosiddetti maroniani della Lega). Sarebbe molto, troppo, facile operare per privare dei pochi voti che garantiscono la maggioranza un esecutivo che fosse DAVVERO loro espressione. Quindi la mamma di Arlecchino ha confezionato per lui un abito di governo con tante ‘pezze ministeriali’, provenienti dagli altri partiti. Il premier è un clericale di sinistra, vicinissimo all’entourage di Renzi, uomo di quella Villa Nazareth in cui il suo ‘padrino’ cardinal Silvestrini s’incontrava con l’altrettanto influente prelato mons. Becciu, frequentazione più che costante dell’ex premier Gentiloni ; il ministro del Tesoro è un collaboratore storico di Renato Brunetta, ex bottega De Michelis; il ministro degli Esteri quasi un alter ego di Monti; il ministro ai rapporti con la UE, l’ormai mitico Paolo Savona, un grand commis di Stato che non ha mai rivoluzionato nulla nella sua vita, ex repubblicano vicinissimo a Cossiga e notorio massone ‘atlantico’; al ministero della Pubblica Amministrazione, un’andreottiana di ferro, Giulia Bongiorno; alla Cultura un sorosiano vicinissimo ai DEM americani, con la sua NABA, Alberto Bonisoli. Poi, certo, c’è Salvini agli interni, Di Maio al mix Sviluppo Economico e Lavoro, Toninelli, Fontana, Grillo, il sublime Vito Crimi con delega ai servizi segreti…

Alla fine, Mattarella doroteo ha lasciato al potere gran parte degli sconfitti di area centrista, col beneplacito delle due forze ‘estremiste’. Un ottimo risultato e senza nemmeno esporsi, considerata la debacle elettorale. Berlusconi ottiene di non tornare alle urne, sbilanciando ancor di più i rapporti di forza con Salvini, e di non doversi sporcare le mani con governi ‘d’unità nazionale’ che, alla prova dei fatti, sarebbero stati molto simili a quello di Giuseppe Conte. Renzi idem. La Lega si augura di accrescere il consenso con qualche atto di risonanza pubblica e di sottrarre altri voti al M5s, quest’ultimo ha compiuto la missione di ‘stampella del potere’, impedendo per ora che il centrodestra arrivasse al comando attraverso un percorso logico e naturale, come sarebbe avvenuto altrimenti.

Naturalmente esistono immensi problemi, dovuti proprio alla distanza siderale che separa, almeno teoricamente, la parte ministeriale espressione del voto grillino e leghista, e quella centrista democristiana, che ha in mano quasi tutti i ministeri chiave e, soprattutto, il premierato. Come potrà Salvini operare in modo deciso per affrontare – secondo le sue infinite promesse – l’annosa questione dei migranti, se abbiamo il Cardinal Silvestrini in cabina di regia e la democristianissima Trenta alla difesa, clone della Pinotti? Cosa c’entra Fontana alla famiglia con Bonisoli alla Cultura? Come farà Di Maio a chiudere progressivamente ILVA, ma contemporaneamente tenendola aperta – la confusione e l’ipocrisia grillina sono proverbiali – quando le risorse per pagare i dipendenti finiscono a Giugno-Luglio, l’ipotetico compratore è agli sgoccioli delle tempistiche di acquisizione (noleggio) e soprattutto il dottor Tria è al Tesoro? A proposito, leggiamo insieme da Huffington Post le idee del ministro sulle proposte principali contenute nel fatidico ‘contratto’:

tria.JPG

Ma Arlecchino non è famoso solo per la storia caritatevole del suo vestito… è celebre per essere protagonista della versione di Strehler del ‘servitore di due padroni’ di Goldoni. Come vedremo, tutto si tiene. L’Italia, da tempo immemore, tende a vendere la sua posizione strategica al miglior offerente. In cambio del mantenimento degli equilibri di potere al suo interno – che culminano nelle segrete stanze d’Oltretevere – derivante anche e soprattutto dalla possibilità di gettare sesterzi al popolo scalmanato, assistito e votoscambista tipico della Penisola d’ogni secolo. Un tempo c’erano pubbliche impiccagioni, ad aiutare… o magari roghi, alla Giordano Bruno per intenderci, ma oggi, ahiloro, non s’usa più. Senza ripercorrere tutta la storia patria, da Dante sino a noi (eppure, se lo facessimo scopriremmo che le dinamiche son sempre le stesse… quale regista negherebbe a Grillo il ruolo di Savonarola e ai grillini quello dei ‘piagnoni’??),

piagnoni

ci basti ricordare che siamo riusciti a vivere immensamente sopra i nostri mezzi, a partire dagli anni ’70, grazie alle simultanee profferte nei confronti di USA e URSS. La DC si fingeva fedelissima yankee… e pompava soldi per non far diventare russa l’Italia… il PCI si dichiarava rivoluzionario comunista e pompava risorse per non far divenire l’Italia americana… e poi andavano tutti a mangiare e trombare in via Veneto. E’ infatti con la fine della Guerra Fredda che salta il tappo e ci ritroviamo ad annaspare disperati, decidendo che, ormai, solo la UE (possibilmente insieme alla Cina, i gesuiti da secoli l”addomesticato’ al rapporto con l’Italia) poteva alimentare il gioco di sempre. E fummo, con Prodi, la quintessenza dell’europeismo. Oggi, la UE è in crisi ma, soprattutto, il presidente degli Stati Uniti è Trump… e a Russia e USA un ridimensionamento della potenza tedesca – non troppo ardua da gestire perché demilitarizzata, dopo la sconfitta del fuhrer – fa comodo. Specie agli Stati Uniti, che non gradiscono per nulla le sponde date dalla Germania – e dall’Italia – all’Iran, al Venezuela, alla Cina e quindi alla Corea del Nord. A tutti i loro dossier che scottano, insomma. Sappiamo quanto il M5s debba all’America (democratica, non repubblicana, attenzione, ma pur sempre America) e quanto la Lega debba alla Russia di Putin… ed ecco che ci troviamo di fronte anche alla quadratura internazionale. Nel governo abbiamo mixato un po’ di atlantismo (in versione filorussa) nelle posizioni meno esposte internazionalmente, con qualche abbozzo di blanda critica all’egemonia tedesca nei ministeri economici e una Farnesina ultraortodossa… per bussare a denari all’uno e all’altro, come sempre. UE sostienimi se no mi concedo a Trump, Trump amami se no sarà della Merkel…

S’intuisce quindi che questo Governo, a causa delle contraddizioni ‘politiche’ fra i ministri, fra ministri e forze politiche, fra forze politiche e loro basi elettorali e fra partiti al governo e loro ‘soci occulti’ all’opposizione, ha la missione di non far nulla, simile in ciò al precedente. Ma, ben più del precedente, ha la necessità, per sopravvivere, di raccontarsi come risolutivo. Qui, nei piani diabolici dei nostri decrepiti burattinai, dovranno soccorrere TUTTI i media, vendendo al popolo bue – che se non era bue già avrebbe capito la manfrina, basta leggere i nomi… – un insieme di azioni che nella realtà non avranno ripercussioni. Come vedete, siamo sempre ad Has Fidanken: i migranti ci dovranno essere, con buona parte del business che ruota intorno, eppure mediaticamente saranno sottoposti a una dura stretta; il reddito di cittadinanza, come già quello di inclusione, dovrà esser ben presente, ma solo nei dibattiti; l’Ilva in tv diverrà un giardino, basterà solo non fotografarla mai. E via discorrendo. Se Germania e USA cadranno nella solita trovata, il governo galleggerà a vista, fra gli stenti e le gaffes. In caso contrario, si faranno esplodere tutte le contraddizioni esistenti, che finiranno addosso ai due partiti protagonisti, magari col supporto dei mercati e di un Draghi che si accinge a fermare il famoso Quantitative Easing. Il quale, a quel punto, potrebbe forse persino rientrare in Italia come salvatore della Patria, all’interno di un progetto condiviso di Forza Italia e Partito Democratico. Non è impossibile che ambedue le fasi siano previste. Un po’ di cash e poi buonanotte ai suonatori. Non dimentichiamo che altri stati europei non vorranno certo rinfocolare le loro – affatto irrilevanti – forze antagoniste populiste con un successo, anche solo di facciata, di questa singolare alleanza italiana. AFD, Le Pen, PVV sono una reale minaccia per i governi centristi ed europeisti che ancora oggi reggono le sorti di Francia, Germania, Olanda etc. E soprattutto a casa loro non si scherzerebbe, come da noi, per camparsi la giornata. Difficile possano immaginare un sostegno, anche di breve periodo, se non prevedesse qualche ‘trappolona’ finale.

C’è però un problema non da poco. La politica dell’ambiguità funziona quando esistono due blocchi contrapposti, ovvero due padroni antagonisti da servire, i quali però non sono ancora arrivati allo scontro frontale. Non hanno messo mano alle pistole, insomma, d’acciaio o di moneta. Lo scoprì amaramente Mussolini, che passò dal ruolo di eroe dello ‘spirito di Locarno’ a quello di vaso di coccio fra vasi di ferro. Bene, proprio ieri sono arrivati i primi dazi americani. E da mesi la pressione congiunta degli USA, dell’Arabia e di Israele si fa sempre più forte contro l’Iran, in cui l’Italia ha investito, con molto azzardo, decine di milardi, pubblici e parapubblici. Le due questioni sono più che congiunte e la UE non vuole mollare. Alle pistole ci siamo già, difficile ‘servire’ in questa fase. Più che amici di tutti si può passare per nemici di tutti. ‘I tedeschi si sono alleati con gli americani… ci sparano addosso’:

Il servitore di due padroni, nell’originale goldoniano, si chiamava ‘Truffaldino’. In quella commedia, riesce a scampare, per fortuna e per destrezza, la doppia bastonatura. Ma nella commedia dell’arte, traghettata nel teatro dei burattini, quello rimane uno dei finali più frequenti e più amati dal pubblico, per il servo infedele e pasticcione. Celebri anche le bastonature di Pulcinella, l’Arlecchino del Sud. Non c’è nemmeno bisogno di tornare bambini, gli italiani ormai lo restano a vita: E’ quindi il finale più adatto. Anzi, forse, quello che tutti, inconsciamente, si attendono. Difficile restino delusi.

Annunci

2 commenti su “Da Frankenstein ad Arlecchino (servitore di 2 padroni, USA e Germania)

  1. […] che amica. E quelli che non lo sono hanno personale direttivo di analoga estrazione. Ma un simile coacervo arlecchinesco – come facemmo notare – ovvero una simile accozzaglia, che va da Fico a Fontana, non […]

    Mi piace

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

w

Connessione a %s...