Stop alla discalculia parlamentare dei ‘due forni’: i governi algebricamente possibili

discalculia-elettorale.jpg

Governo di qui, governo di là, governo su, governo giù: La discalculia parlamentare, una nuova piaga italiana.

Le fantasie matematiche cancellano la realtà politica: l’inciucione alla Regione Lazio di cui nessuno parla.

Nessuno sa fare le addizioni o ci prendono per minchioni? (La seconda)

Il misterioso ‘Governo Frankenstein’ e i colpi sotto la cintola.

La Costituzione dice che un Governo deve ricevere la fiducia da ambedue le Camere. Ovvero ci deve essere una maggioranza numerica di parlamentari che possa sostenerlo, sia al Senato che alla Camera. Per un insieme di ragioni, da qualche legislatura è il Senato, eletto su base regionale, a regalarci più problemi in questo senso. Quindi, chi voglia chiarire e chiarirsi le idee sul futuro politico deve ragionare soprattutto sulla ‘Camera alta’: una volta che la maggioranza si raggiunge fra senatori, automaticamente ci sarà fra deputati. Ma non viceversa.

Se ne deduce che i primi numeri a cui bisogna guardare per valutare le concrete possibilità di formare un governo di coalizione – visto che le forze in campo non hanno ricevuto voti a sufficienza per far da soli – sono quelli degli onorevoli al Senato. Quali sono questi numeri? Basta recarsi sul sito ufficiale:

senatori gruppi

In totale, i senatori sono 321 – inclusi coloro i quali non sono in alcun gruppo – quindi la maggioranza si raggiunge a 162. 70 anni di democrazia parlamentare insegnano però che un Governo che voglia aver speranza di legiferare e sopravvivere per un po’ deve essere sostenuto almeno da una decina di senatori oltre la soglia minima. Sempre pochi, a dire il vero, ma consentono il tentativo. Arriviamo pertanto a circa 175. Tutto questo è arcinoto, ma nessun giornalista sembra tenerne conto. Almeno quando affronta pubblicamente la questione dei possibili governi. Avete presente la teoria dei ‘due forni’ di cui potrebbe avvalersi il M5s? Bene, non ne esiste nemmeno uno. Basta far due calcoli. Facciamoli. 

i due forni fantasma

Il primo forno sarebbe quello col PD. Sommiamo ai seggi del PD (52) quelli del Movimento Cinque Stelle (109). Fa 161. Un seggio in meno della maggioranza. Ma non fermiamoci qui. Sommiamo i 2 grillini ‘espulsi’ che sono nel misto, i 4 senatori di LeU e una spruzzata di senatori a vita e le ‘autonomie’. Fa circa 175. Soglia comunque pericolosa, considerata la eterogeneità della pattuglia penstastellata, la ‘venalità’ dei suoi espulsi (attestata dalla ragione della loro espulsione), la presenza decisiva di una terza forza, Liberi e Uguali, e l’età molto avanzata dei senatori a vita. Last but not least, dobbiamo anche rammentare che la componente renziana al Senato ammonta a più di dieci senatori, quindici, fedelissimi. E non solo Renzi ha fermamente avversato, dall’inizio, un accordo con Di Maio: egli, per i grillini, è altrettanto ‘impresentabile’ di Silvio Berlusconi (anche perchè suo ‘amico mascherato’, son quelli del Nazareno!): 2/3 della precedente legislatura sono stati trascorsi nel ricordarlo agli elettori. Togliamo quindi 10 – 15 seggi alla conta precedente, e saremo intorno a 160. Il primo forno, quindi, non esiste.

Passiamo al secondo. Effettivamente, la somma dei senatori grillini con quelli leghisti fa 167. Cioè 107 + 58. Siamo in presenza, nuovamente, di numeri estremamente risicati. Ma almeno qui si tratterebbe di due sole forze politiche, non di un’accozzaglia. Non fosse che i conti già non tornano. Come facemmo notare immediatamente, (unici nello scenario informativo, evidentemente discalculo), quando si trattò di votare per i presidenti delle Camere ci furono numerosi ‘ammanchi’. Chiarisco meglio, citando quel recente post:

In base agli accordi, i voti espressi dovevano coincidere con la somma dei seggi di tutto il centrodestra e del Movimento Cinque Stelle. Il conto è presto fatto.

Alla Camera, 492 (265 CDX + 227 M5s). Al Senato, 249 (137+112). Bene, Roberto Fico ne ha presi 422, quindi ben 70 di meno. La Casellati 2409 di meno. Qualcuno non ha seguito i dettami di partito o, almeno, gli accordi palesati.

Passiamo al voto del Senato, forse più agevole da leggere. Difficile infatti che Forza Italia non abbia votato compatto la Casellati, sodale di sempre e vicinissima al Cavaliere. Anche perchè si tratta di una delle poche cariche di grande rilievo alla quale potrà ambire, in questa legislatura. Considerato che al gruppo della Meloni interessa in massimo grado l’unità del Centrodestra, al netto di imprevedibili sorprese potremmo ragionevolmente attenderci sia stato ‘fedele’. Restano quindi Lega e Cinque Stelle. Facciamo un altro piccolo conto… l’ipotetico governo Salvini Di Maio esiste nei numeri, si. Ma al Senato sono molto risicati. Pur lasciando da parte la storia degli ‘espulsi’, che pure esiste, la conta dice 170. Provate a toglierne 9…e il Governo non c’è più. E se anche solo la metà dei 70 suffragi mancanti alla Camera fossero leghisti o grillini, non ci sarebbe nemmeno là.

Vi paiono queste le basi di una convivenza fra due forze politiche che, si, avrebbero qualche punto di contatto, ma all’atto pratico dovrebbero vivere aggrappate a un margine che ha già mostrato tutti i suoi limiti di tenuta? E ciò senza andare a fondo su chi siano, poi, i senatori del M5s… pattuglia che definire eterogenea è dir poco. In cui, sicuramente, sono presenti decine di onorevoli nettamente antitetici alla Lega e ai suoi progetti di governo. Nella Lega stessa, del resto, non sono pochissimi i molto vicini a Berlusconi. Per non parlare delle tante giunte regionali, mantenute in coalizione con Forza Italia.

Quindi, quando si racconta dei due forni, ovvero della possibilità per Di Maio di andare al governo con la sola Lega o il solo PD, praticamente si parla di nulla. Ne deduciamo che tutti parlano di nulla da almeno un mese. Qualche esempio, fra i tantissimi:

repubblica due fornidue forni ivreala stampa forni

L’inciucio Cinque Stelle – PD alla regione Lazio

E invece potremmo – anzi dovremmo – parlare di realtà molto interessanti, quali la giunta PD di Zingaretti. Che sopravvive in Lazio solo perchè appoggiata apertamente dalla Lombardi del M5s, in quanto sprovvista di maggioranza autonoma e osteggiata dal centrodestra, che voleva rivotare.. non pare irrilevante ricordare come la Lombardi  accusasse il Governatore – che ora sostiene – di aver addirittura sottratto soldi alle ragazze madri (ricevendone in cambio minaccia ufficiale di querela). Per suggellare l’accordo è avvenuto anche il più classico scambio di poltrone, naturalmente. Ma forse le immagini diranno più delle parole.

zingaretti barillari lazio

Barillari lombardi lazio

Insomma, laddove ci sono stati i numeri il Movimento Cinque Stelle, nella regione di ‘Mafia Capitale’, s’è unito entusiasticamente a quei ‘mostri’ del PD, dei quali diceva peste e corna sino al giorno prima. E poche chiacchiere. Laddove non ci sono i numeri, si parla, si parla, si parla… e basta. Ma torniamo al Senato.

Le tre possibilità algebricamente sostenibili

E’ evidente che esistano solamente tre possibilità sostenibili, nello scacchiere parlamentare. Acclarato come, volenti o nolenti, i numeri per fare un governo di grillini e piddini non ci siano assolutamente, rimane solo che 1) il M5s si unisca all’intero Centrodestra, Berlusconi incluso; 2) che il Centrodestra si unisca a tutto il PD (o quasi, servono più di 30 senatori e il PD ne ha in tutto 52); 3) oppure che il M5s si unisca alla Lega più Fratelli d’Italia, la prima ipotesi che avanzammo, mesi fa. Analizziamole:

  1. Berlusconi è il massimo taboo del M5s. Cosa ribadita anche a Ivrea, dal PM Di Matteo, il quale ha parlato, fra gli applausi, di un patto con la mafia durato 18 anni. E’ forse l’unica certezza che hanno, non la possono bruciare. Pertanto il M5s non si aggiungerà mai al centrodestra unito;
  2. Salvini ha già, ripetutamente, posto il veto sul PD. Anzi, irride al M5s che fa aperture – come abbiamo visto, senza averne i numeri – in quella direzione. Peraltro è davvero molto difficile immaginare un PD che partecipa, in massa, al Governo Salvini. Il ‘fascioleghista’, l’uomo dello stop ai migranti, dei rimpatri, della flat tax, del no alla legge Fornero. Ipotesi da scartare al 100%;
  3. Giorgia Meloni è stata, dall’inizio, la più drastica nel voler conservare l‘unità del Centrodestra. E la più coerente. Il rapporto storico di Fratelli d’Italia con Berlusconi è molto difficile da infrangere, per molte ragioni, incluso il percorso politico di tanti suoi senatori (La Russa, Santanchè, Urso, Bertacco…). Se non si può escluderlo al 100%, un bel 95% c’è tutto.

di maio salvini

Qui si esauriscono le possibilità residue di liberi accordi fra ‘forze politiche’, in grado di dar vita a governi. Ovvero le uniche di cui sarebbe lecito parlare, per quanto improbabili possano essere. Magari sulla base di qualche convergenza programmatica (argomento completamente inesistente, sia fra le segreterie che sui media). Ora, possibile che la discalculia, quella disabilità cognitiva consistente nell’impossibilità di eseguire operazioni algebriche, si sia impadronita di ogni  politico e giornalista? Come mai non cessano di raccontarci scenari che non hanno alcuna chance di realizzarsi? Perchè oggi nessuno parla di numeri, quando invece in passato accadeva? Gli italiani di oggi sono più minchioni di quelli di ieri? Chissà…

Si chiude la finestra, ma chissà che porta si apre…

Sicuramente tutti cercano di nascondere al pubblico – davvero poco avvertito – l’assenza, evidente sin d’ora, di chance realistiche di formare un governo che esprima, anche in minima parte, le volontà manifestate alle elezioni. Tale assenza, fosse conclamata, ci porterebbe infatti al voto immediato, secondo i dettami della Costituzione. Già a Giugno, perchè quella ‘finestra elettorale’ è per il momento ancora aperta. La verità è che si vuol chiuderla, quella finestra, per avere il tempo necessario a fiaccare l’attenzione e la ‘resistenza’ del Popolo. Si presume al fine di compiere un estremo tentativo capitanato dal Presidente della Repubblica, democratico nelle forme ma quasi nulla nei contenuti. Il ‘Governo Frankestein’ sarà però argomento di un post successivo: La farsa è destinata a proseguire almeno sino alle prossime regionali, in Molise e Friuli. Tutto quel che leggeremo sino ad allora – cioè la fine di Aprile – avrà ben pochi appigli con la realtà numerica del Parlamento, molti invece col guadagnar tempo e scambiarsi colpi reciproci, sopra e sotto la cintola. Avremo tutto il tempo per occuparcene.

 

Per chi volesse approfondire la scottante prospettiva qui ipotizzata: Mattarella l’alchimista: l’ora è fatale, arriva il Governo Frankenstein!

 

 

Annunci

5 commenti su “Stop alla discalculia parlamentare dei ‘due forni’: i governi algebricamente possibili

  1. […] Una volta acclarato che Fratelli d’Italia non si sarebbe separato mai da Forza Italia, all’inesistenza nei fatti del ‘primo forno’ è seguita l’inesistenza del sec…… Lega e M5s, anche volessero sul serio fare un governo da soli, godrebbero di una […]

    Mi piace

  2. agen bandarq ha detto:

    Y᧐ᥙr means of descгibing everything iin this poѕt is truly pleasant,
    all be capable of simplу be aᴡare of it, Thanks a lot. https://Www.jempolbandarq.com/

    Mi piace

  3. […] numeri molto risicati al Senato, da noi sempre rammentati: pare che vi siano seri mal di pancia fra gli onorevoli del M5s… e che faranno i maroniani? […]

    Mi piace

  4. […] tutto procede come previsto – ovvero due forze senza numeri adeguati e con traiettorie politiche divergenti non possono dar vita ad alcuna maggioranza stabile, lo […]

    Mi piace

  5. […] altre, per confezionargli il costume più spiritoso? Bene, la Lega ed il Movimento cinque stelle non hanno MAI avuto una reale maggioranza autonoma. I sei senatori di vantaggio sono infatti ampiamente inadeguati al compito di governare in presenza […]

    Mi piace

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

w

Connessione a %s...