(II)Movimento Cinque Stelle: la più grande truffa elettorale dell’Italia repubblicana?

getting burned - Copia
Omaggio ai Pink Floyd: ‘getting burned’, essere truffato. Da chi ti stringe la mano.

La ‘natura politica’ del Movimento Cinque Stelle. I taboo (sbandierati) del grillismo.

Quei ministri di Di Maio che sanno tanto, ma proprio tanto, di déjà vu.

La montagna ha partorito il topolino, cattocomunista.

Tanto lontani, tanto vicini.

–  Continua –

 

Prosegue da 

(I) Movimento Cinque Stelle: la più grande truffa elettorale dell’Italia repubblicana?

La ‘natura politica’

Discutere di quale sia la natura politica del Movimento Cinque Stelle è più o meno come parlare del sesso degli angeli. E’ piuttosto, infatti, l’assenza di una cifra politica distinguibile ad aver contraddistinto questa formazione. Allo scopo, perfettamente riuscito, di incamerare i consensi di chiunque, fra i non pochi, provasse rabbia, frustrazione e disillusione verso il sistema politico, economico e sociale italiano. Quasiasi affermazione troppo netta, in qualsiasi campo, avrebbe potuto compromettere questa natura di contenitore ‘neutro’. E’ quindi nella rabbia, nella protesta e nell’antagonismo che possiamo trovare l’unica matrice evidente del ‘grillismo’. Con l’unica eccezione dei magistrati – santificati e resi metro d’ogni valutazione, sebbene siano italiani esattamente come i politici e all’atto pratico non abbiano mai garantito ai cittadini paganti miglior servizio dei loro rappresentanti  – nessuno sa quali siano davvero i modelli teorici o i riferimenti umani ‘a cinque stelle’. Sappiamo invece piuttosto bene chi sono i fantocci polemici, i demoni, i nemici, i mali assoluti intravisti da Casaleggio & Co. nella nostra malandata politica. Qui qualche punto stringatissimo, che sarà utilissimo nel prosieguo di questa disamina:

In ‘positivo’ non pare si possa andare molto oltre queste generiche indicazioni di massima:

  • vagheggiamento di ideali progressisti di sapore egualitario comunista (‘uno vale uno’ etc.) e l’avversione per la Democrazia Cristiana in quanto vecchiume e regime, (vedi qui su Monti);
  • passione per scenari futuribili e informatici, quasi fantascientifici, proposti costantemente come possibili e prossimi, anzi unico autentico futuro verso cui dirigersi in fretta.
  • ossessione per i vitalizi, i privilegi, le guarentigie, i benefit degli eletti del Popolo, portata sino al centesimo (Ogni altro ‘spreco’ o ‘eccesso’, per quanto vistoso – buonuscite grandi manager statali, stipendi alti burocrati etc. – non è mai stato oggetto di attenzione).
  • giustizialismo spinto sino all’assurdo, cioè esteso addirittura agli atti di garanzia, cui abbiamo già accennato.
  • reddito di cittadinanza, ma c’è da notare che più le elezioni s’avvicinavano più questo importante tema s’allontanava, nella comunicazione pentastellata.
  • democrazia diretta, mediante le nuove tecnologie. Per prolungare l’esperienza della ‘democrazia dal basso’, iniziata coi meet up. Anche questo tema, in realtà, sembra andar via via scemando, ma rimane pur sempre centrale nell’elaborazione teorica del movimento.

Il ‘Governo’ Di Maio

Al di là di ogni previsione costituzionale, con una mossa propagandistica rivolta ad esibire una trasparenza che, temo, non riscontrerete affatto in tanto di ciò che v’accingete a leggere, Luigi Di Maio ha voluto a tutti i costi presentare al Colle – ma soprattutto al suo elettorato – un’ipotetica squadra di Governo, nell’ipotesi il M5s possa davvero formarne uno. E’ interessante notare che detto Governo non si compone affatto di militanti ‘cresciuti’ attraverso i primi cinque anni di presenza attiva in Parlamento. Non rappresenta quindi un momento di maturazione del primo gruppo ‘politico’, figlio dell’attivismo del 2012, come pure sarebbe stato non solo logico ma anche desiderabile. E’ forse un governo tecnico? No, dice Di Maio, è un governo ‘competente’, perchè unisce la tecnica alla comprensione della dimensione politica, cioè alla ‘sensibilità’. In realtà questa affermazione resta senza alcuna spiegazione. Trattasi infatti di accademici di seconda fascia, dalla poca se non nessuna notorietà, oppure dirigenti ministeriali. Ammessa e non concessa la ‘tecnica’, resta un mistero la ‘politica’ e la ‘sensibilità’, rimanendo ignoto il profilo pregresso e qualsiasi influenza o attività nel campo, al di là della frequentazione pretesca, comune a tutti. A dire il vero, il Professor Giuseppe Conte, di gran lunga il più qualificato e conosciuto fra loro – ordinario di Diritto Privato all’Università di Firenze e condirettore della nuova collana dell’editore Laterza dedicata ai “Maestri del diritto” – è stato l’unico ad aver ‘ammesso’ a ‘Di Martedì’ la sua appartenenza, quantomeno ideale, alla ‘sinistra’. Del resto, ben difficilmente avrebbe lavorato nell’Accademia toscana in caso contrario. Pare si occupi anche dell’ipotesi di rinnovare la legge sull’amministrazione delle grandi imprese in crisi, cardine dell’assistenzialismo cattocomunista italiano (è impossibile trattarne qui, ma basta informarsi), tant’è vero che la precedente la scrisse Romano Prodi.

Di Romano Prodi è nota la forte fede cattolica, almeno al livello di quella di Orlando – ministro del governo dell’ancor più papalino Gentiloni – Presidente nazionale delle Associazioni Cristiane dei Lavoratori Italiani (ACLI) dal 2006 al 2012, che qui ci interessa in quanto mentore della dottoressa Pesce, dirigente di ricerca da lui voluta nella sua segreteria. Oggi proposta come futuro ministro dell’Agricoltura dal Movimento Cinque Stelle, in perfetta continuità col predecessore, quindi. Da Roma 3 arriva invece Pasquale Tridico, professore universitario associato. Che nelle sua (non vasta) produzione scientifica non manca di ispirarsi ampiamente alle parole del Papa Bergoglio e di criticare aspramente il capitalismo. Insomma, cattocomunista. E’ molto dura intravedere discontinuità con gli ultimi governi… anzi, non manca nemmeno un autentico ‘lettiano’, di ‘seconda fascia’ si intende, il dottor Fioramonti, proposto come ministro per lo sviluppo. Lettiano in quanto sponsorizzato dal più celebre Giovannini, vicino al Partito Democratico al punto da esser stato ministro del Lavoro per Enrico Letta. Da bravo appartenente alla ‘sinistra mondiale’, Fioramonti prova un sincero ribrezzo verso la sionista Israele (ma non necessariamente verso gli ebrei cosmopoliti). Che non ha mancato di mostrare pubblicamente, in almeno un caso celebre – e preoccupante – avvenuto nella sua Università di Pretoria (non proprio un Ateneo nevralgico, nel Mondo, anzi alquanto periferico). Tanto da meritarsi la censura pubblica della Comunità ebraica italiana. Come fa notare il sardonico Dagospia, quindi, sembra di trovarsi di fronte a un nuovo Governo Mario Monti (allievo di Cirino Pomicino, ne scrivemmo un dì), ma senza Monti. E se questi sono i ministri, la Montagna ha partorito il topolino. Anzi, il topolino Dc, fratellino di quel che già abbiamo. Cosa c’entri tutto ciò con le linee guida del ‘pensiero’ grillino, per come delineate all’inizio, o con la rivoluzione ‘dal basso’, resta un mistero.

dagospia di maio

Nei prossimi giorni altri ministri verranno presentati, in uno stillicidio ‘sensazionalista’ che poco ha a che vedere con la realtà costituzionale e con i ‘contenuti’ di ciascuno dei ‘competenti’, mai davvero raccontati al loro elettorato. Immaginiamo saranno coerenti coi già menzionati, sia come impostazione che come area politica… anche perchè sembra esistere una notevole coerenza con una parte non irrilevante dei candidati del 4 Marzo, tanto lontani dalla teoria ‘grillina’ quanto sembrano essere ‘vicini’ fra loro. Una storia che è arrivato il tempo di raccontare.

Continua. Terza Parte

 

 

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7 commenti su “(II)Movimento Cinque Stelle: la più grande truffa elettorale dell’Italia repubblicana?

    • Quando giudichi gli altri, non definisci loro, definisci te stesso.
      (Wayne Dyer)
      Le persone giudicano sempre gli altri avendo come modello i propri limiti — e a volte l’opinione della società è piena di preconcetti e timori.
      (Paulo Coelho)

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      • Abate di Theleme ha detto:

        Non ho nemmeno espresso giudizi, ho riportato dei fatti. Dai quali, chi vorrà, ricaverà il suo giudizio. Quel che hai scritto è pertanto fuori traccia. Ma a prescindere da tutto, giudicare è discernere. Senza discernirmento non v’è politica nè voto consapevole.
        Che poi il discernimento provenga dalle proprie esperienze personali, è pacifico. Ma non aggiunge nè toglie nulla al discorso.

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  1. […] (II)Movimento Cinque Stelle: la più grande truffa elettorale dell’Italia repubblicana? […]

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  2. […] (II)Movimento Cinque Stelle: la più grande truffa elettorale dell’Italia repubblicana? […]

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  3. […] presi dal mondo dell’accademia e del giornalismo vicinissimi all’area cattocomunista, vedi Fioramonti, Pesce o Della Cananea, amico e collega dei figli di Mattarella e […]

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  4. It doesn really matter how many people on this sub think a race was great because there
    was two 100+ long green flag runs without anything happening
    and “thats what makes a good race what are you talking about NASCAR is fine.” No, its not fine.

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