Una politica vecchia fa sempre nuovi errori: #italiafuoridaimondiali e oltre

Fanfani-Renzi

Amintore Fanfani, toscano Presidente DC nel 1958, anno dell’unica esclusione dell’Italia ai Mondiali. Sino a Matteo Renzi, toscano Presidente PD, nel 2018.

Horribile dictu, siamo fuori dai mondiali. Squadra mal messa e soprattutto mediocri giocatori. Ma qui non è la Gazzetta.

Tavecchio e Ventura sono ancora là. L’Italia di Renzi è questa.

Una politica vecchia fa sempre nuovi errori. Quei comizi scolpiti nella pietra fanno strage di voti.

Archiviazione online più social media, ovvero la Caporetto della propaganda di regime.

Le suggestioni che vi puoi trovare. O comunicare.

Ebbene si, l’Italia del calcio è fuori dai mondiali. Perchè ha perso, male, con la Svezia, in 180 minuti? Lasciamo l’ultima parola ai veri esperti… ma una squadra al tempo stesso così giovane e così fiacca non s’era mai vista. Al di là degli oggettivi limiti tecnici (ma è davvero questo il meglio del Paese, 4 volte campione del mondo?) e della strategia sul campo, apparsa incomprensibile ai più. Di certo, questa umiliazione sportiva porta con sè conseguenze non da poco. Economiche – si parlava già nei giorni scorsi di mancati incassi, a vario titolo, per 100 milioni di euro – ma soprattutto morali. E di conseguenza politiche: ‘panem et circenses’, se il panem è già un problema per tanti e poi ti vien meno anche il circenses… direi che il potere ‘costituito’ ne trarrà molto più nocumento che da Casa Pound (vedi anche citazione di Churchill, in fondo al post).

Soprattutto se Tavecchio – Presidente della Federcalcio forse più importante del Mondo – e Ventura – sciagurato allenatore della nazionale che, dopo 60 anni, torna a non partecipare ad una fase finale dei mondiali – pensano bene di non dimettersi seduta stante. Siamo ancora al Malagò, altro campione italico, che glielo suggerisce. Auguriamoci lo facciano in seguito. Per intanto il pesce sembra puzzare dalla testa, come dice un vecchio adagio… siamo nell’Italia del PD di Renzi… quella in cui Casini diviene Presidente di una commissione parlamentare di inchiesta che aveva fatto di tutto per boicottare; in cui un Parlamento eletto con un premio di maggioranza anticostituzionale ha cercato di riformare la Costituzione stessa; in cui il leader del Partito Democratico, per tornare al nocciolo, ribadisce più e più volte che si sarebbe dimesso e avrebbe abbandonato la scena laddove avesse perso, attribuendosi in varie interviste un britannico fairplay che, messo alla prova della realtà, non durerà un solo secondo. Il video è clamoroso: l’abbiamo già ripreso in un vecchio Post, alquanto ‘profetico’, ma ve lo riproponiamo con piacere. Soprattutto perchè aiuta a dimostrare l’assunto che seguirà.

Ordunque, perchè dovrebbero Tavecchio e Ventura comportarsi secondo decenza quando ‘vuolsi così colà dove si puote ciò che si vuole’? ‘E più non domandare’, mi farà eco il lettore. Così sia. Torniamo al calcio… perchè non goderci allora Matteo Renzi, fiero e baldanzoso di fronte ad un perplesso Putin, dichiarare l’Italia pronta a conquistare, in Russia, il suo quinto titolo mondiale? Succedeva ad EXPO, tre anni fa. Ma grazie a youtube e ai socialmedia viaggia in queste ore su ogni smartphone…

Del resto, celebri sono anche le dichiarazioni apodittiche su MPS, un vero affare… chi gli avesse mai dato retta (per fortuna nessuno) si sarebbe direttamente rovinato:

Niente male l’intuizione sul futuro brillante di Alitalia, a tutt’oggi strafallita e sopravvivente solo grazie a denaro squisitamente pubblico…

Singolarissima, celeberrima via social, la performance in ‘inglese’ fra gli inglesi… la propongo in due versioni, che in totale contano 11 milioni di visualizzazioni. Undici milioni di visualizzazioni li fa una partita importante dell’Italia, ai mondiali appunto. Ecco la prima:

La seconda, remixata:

Potremmo continuare molto a lungo, ci sarebbero montagne di sciocchezze su ILVA, Europa, elezioni amministrative, immortalate qui e là… ma sarebbe impietoso ed inutile. Il succo è questo: Matteo Renzi, il giovane che piace(va) ai vecchi – dei quali si compone ormai il 70% dell’elettorato del PD e di FIfa una politica vecchia (bonus, spesa pubblica, inciuci, proclami) tramite una comunicazione vecchissima.

Non basta infatti usare nuovi veicoli, come Twitter – su cui è stato quasi emarginato – o Facebook o rassegne stampa in diretta web, se poi si vivono i ‘comizi’ come si faceva 60 anni fa (privi però della proprietà di linguaggio dell’epoca), concionando le folle tramite mille parole belle da udire al momento, magari senza alcuna attinenza con la realtà o progetto. Confidare nel sic et nunc in un mondo che ha realizzato, quasi inconsapevolmente, una memoria collettiva perenne e perennemente accessibile, è un’idea balorda e fuori dal tempo. Fino a 10 anni fa, quel che si diceva a Genova, magari di fronte all’associazione X, rimaneva lì… alle brutte un paio di paroline finivano sui giornali locali… che se non eri di Genova e non li compravi il giorno dopo, non le leggevi sicuro. A volerle rintracciare, ti toccava l’emeroteca cittadina… oggi fai un click e puoi addirittura assistere all’intero discorso, registrato e pubblicato online 2 anni fa dal primo che passava, mentre sei in fila alla Posta. Insomma, le belle parole dei Prodi, degli Andreotti, dei Forlani, dei Berlinguer, dei Fanfani, rivolte alla mera captatio benevolentiae della platea, quella che fosse, oggi non sono ripetibili senza severe conseguenze. I nuovi ‘comizi’ sono scolpiti nel marmo di Carrara.

Il mix combinato di archiviazione online, gratuita nel servizio e nell’accesso (vedi youtube), e di social media, altrettanto gratuiti – che fanno di ciascun essere umano un broadcaster, un editore/diffusore di contenuti propri ed altrui – risulta letale per la ‘vecchia scuola’ della politica e per la propaganda che da essa storicamente promana. Diventa molto difficile, quasi impossibile, per i media ufficiali operare quel lavoro di cesello, di selezione, spessissimo faziosa, che conservava alla memoria collettiva l'<<utile>> e condannava all’oblio l'<<inutile>> o il <<dannoso>>. 

Iniziano a pervadere la rete una gran mole di informazioni e di commenti, non necessariamente tutti validi o tutti intellettualmente onesti (come del resto sui media tradizionali), anzi. Capaci però di saltare a piè pari ogni mediazione, giungendo a un pubblico che la viralità può rendere davvero molto molto vasto (abbiamo appena visto i numeri del video ‘Shish’..). La guerra alle bufale del Partito Democratico, insomma, è una lotta per il monopolio delle bufale, non per la loro riduzione o eliminazione. In caso contrario esso non avrebbe il ‘Principe delle bufale’ – certificato ormai da decine di video inequivoci – come leader e, probabilmente, come prossimo candidato Premier.

Chiudiamo con una carrellata di esempi di quanto ciò sia sempre più evidente, scegliendo l’argomento del giorno. Che non è, come qualcuno vorrebbe, la nuova emozionante previsione di crescita certificata dall’Istat di Giorgio Alleva, il ‘Presidente senza qualità’, nell’opinione concorde e pubblica di molti suoi celebri ‘colleghi’. Ma quello che ruotano intorno alla storica eliminazione dalla Coppa del Mondo. Winston Churchill, statista brillante che detestava le ipocrisie delle socialdemocrazie, soleva dire

Gli italiani perdono le partite di calcio come se fossero guerre e perdono le guerre come se fossero partite di calcio.

Tale è la realtà italiana, da sempre… perchè negarla e rifiutarne le conseguenze? Non è chiudendo gli occhi che il lupo scomparirà.

Dulcis in fundo, propongo una conta intuitiva dei RTW e like dei tweet che seguiranno. Il primo si avvale della notorietà e del crisma dell’ufficialità. Il secondo della consolidata attività di un sito noto per l’arguzia surreale e dissacrante. Il terzo, essenzialmente di nulla, appena un po’ di cervello e di nozioni, finalizzate a una suggestione vichiana. A mio giudizio, potreste ricavarne qualche importante indicazione sul presente e sul futuro.

repubblica de rossi 2

 

lercio mondiali

 

tweet Theleme calcio

 

*In un articolo di qualche tempo fa ci siamo ripromessi di non menzionare più Matteo Renzi, se non tramite l’appellativo letterario di ‘quaquaraquà’. Dopo un anno di fedeltà al proposito, per ragioni di chiarezza espositiva, siamo venuti meno. Mi auguro sappiate perdonarci. 

P.S. Ho omesso – sono davvero troppi – la sapida storia di ‘Renzi e la Sonda Marziana’. Mi hanno avvisato in tanti, chiedo venia. E riparo prontamente. Subito dopo questo tweet, la Sonda Schiaparelli si chiantò sul suolo marziano. Un’altra pelle dell’orso venduta troppo presto, un altro moumento perenne all’inettitudine:

renzi sonda

 

 

 

4 commenti su “Una politica vecchia fa sempre nuovi errori: #italiafuoridaimondiali e oltre

  1. shout73 ha detto:

    Non mi addentro nemmeno nell’analisi politica e, che pur sarebbe gravida di argomnenti dato che lo sport è da sempre lo specchio della società, ma vorrei sottolineare quella che è ormai la cd regola dell”irresponsabilità”. nessuno è mai responsabile per nulla in Italia! E’ semplicemente vergognoso che nè allenatore nè dirigenti si siano dimessi immediatamente dopo quella che è la prestazione più patetica del calcio moderno italiano! Che tutti fossero attaccati alla poltrona non è una novità, ma qui si è persa qualunque dignità……

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  2. shout73 ha detto:

    repubblica non gliele manda a dire..bravi

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  3. […] Tutto giocato a cavallo di Facebook, Twitter e Google. Quella che abbiamo definito come ‘memoria infinitamente accessibile della rete‘ aveva colpito […]

    "Mi piace"

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