I toccamenti del polipo Donald: Trump mette Hilary nel (Meco di) sacco?

I toccamenti notturni di Donald il polipo, su cui si regge l’intera campagna elettorale di Hilary .

Theleme vi porta oltre la notizia, dove mai avreste pensato di arrivare: Meco da Sacco ed i suoi Sacconi.

Miss Clinton, una ex First lady ex Segretario di Stato molto ‘speciale’.

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Trump mima il triangolo massonico  (o la passera, fate voi)

Da qualche tempo a questa parte, superata la questione ‘tasse non pagate’ attraverso deduzioni fiscali molto generose – niente di illecito, naturalmente… del resto un businessman che non approfitti di ogni scappatoia legale è in genere considerato poco capace – tutta la campagna elettorale dei democratici e di Hilary Clinton, si è concentrata sulla grossolanità e sull’aggressività sessuale di Donald Trump.

Che in effetti sembra avere una cospicua carica libidica, unita ad una certa propensione per i pezzi di figa. Non altrettanto pare essere allettato dall’elevata formazione culturale, dal pedigree altolocato o dai gran modi. Egli è succube delle forme pure e semplici. Meglio se esibite grossolanamente da donne che nella vita puntano – con lungimiranza – solo su quello. Evidentemente poco sensibile al femminismo e ad ogni forma di parità di genere, tenutosi ben lontano dai chiostri benedettini e dalle austere accademie – come era pure suo diritto – riteniamo che parte non indifferente del denaro di Donald Trump sia stato impiegato nei piaceri della carne. E pure del pesce

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il ‘figlio di colore’ di Bill…

Quanto ciò sia razionalmente ostativo all’assunzione della carica di Presidente degli Stati Uniti, è da vedersi. Pare che Napoleone non fosse un’educanda. E nemmeno Churchill. Non che Donald Trump abbia NULLA a che fare con i grandissimi, ma giusto per porre la questione sotto una luce più storicamente fondata. Certo, nel 2016 frasi come quelle scambiate con Billy Bush (‘grabbing pussy’ etc.etc.) possono destare un po’ di scalpore. Idem per ‘Miss Piggy’ rivolto alla Miss Universo bulimica. Quasi quanto il famoso blue dress che Monica Levinsky mostrò al gran giurì nel 1988, dimostrando inequivocabilmente che Bill Clinton – gravato da una quantità notevole di scandali sessuali e parasessuali, incluso un ipotetico figlio di colore – aveva mentito. Una bella dose di trivialità in famiglia che Hilary aiutò a coprire e che oggi la rende debole negli attacchi ipermoralistici contro ‘L’Apocalisse’ Trump.

Questa faccenda del Clinton ‘polipone’, comunque nettamente lontano dall’archetipo dell’elegante gentleman anglosassone, e dei suoi frenetici toccamenti (persino sui mezzi pubblici) è debordata nel tragicomico mediatico. Solo oggi ben 4 donne, alcune avanti negli anni – gli ipotetici fatti riferiti hanno luogo decenni anni prima – dichiarano di aver patito le sue ingombranti voglie. E noi – non certo per pruderie ma per esoterici motivi che stiamo per svelarvi – entriamo nel dettaglio, grazie ad ANSA:

La prima donna, Jessica Leed di New York, ora 74enne, ha sostenuto al Nyt che oltre 30 anni fa, mentre viaggiava per affari su un aereo in prima classe, si ritrovò accanto Trump che, senza conoscerla, dopo 45 minuti dal decollo alzò il bracciolo e cominciò a toccarle il seno e tentò di mettere la sua mano sopra la sua gonna. ”Era come un polipo, le sue mani erano dappertutto”, ha raccontato, aggiungendo di essersene andata in coda all’aereo per evitare l”’aggressione”….

La seconda donna, Rachel Crooks, dell’Ohio, era una receptionist di 22 anni di Bayrock Group, una società immobiliare nella Trump Tower a Manhattan… Sapendo che la sua società lavorava con Trump, si presentò. Si strinsero le mani ma il magnate, secondo la sua versione, non la lasciò andare, cominciando a baciarla prima sulle guance e poi ”direttamente sulla bocca…

Stavolta è in Florida dove oggi il tycoon fa un comizio al South Florida Fair Expo Center. Mindy McGillivray, che all’epoca aveva 23 anni, ha detto che finora aveva confessato a parenti stretti e amici di essere stata toccata impropriamente a Mar-a-Lago, il resort di Trump vicino a Palm Beach… “Donald mi ha palpato il c…o”.

Infine una quarta donna accusa Donald Trump di avance non richieste: si chiama Natasha Stoynoff ed e’ una giornalista di People che proprio sul settimanale ha raccontato la sua esperienza risalente al 2005… Per questo nel dicembre 2005 si trovava a Mar-a-lago, il lussuoso resort di Trump in Florida, dove era stata fissata un’intervista con Donald e la moglie Melania per un servizio in occasione del primo anniversario delle loro nozze. Ma in un momento in cui si trovavano soli, stando al racconto della giornalista, Trump la spinse contro il muro e la bacio’ senza il suo consenso. Stynoff ha affermato che tento’ di liberarsi ma non ci riusci’, fino a quando non entro’ nella stanza il maggiordomo

C’è da notare come queste signore non abbiano mai protestato sinora, né mollandogli un sonoro ceffone sul momento nè svergognandolo pubblicamente in seguito. E men che meno denunciandolo ad una corte. No. Hanno atteso da 10 a 30 anni, più l’audio con Billy Bush, per tirar fuori gli ‘abusi’ del fornicatore Donald. Bene, noi siamo italiani. Nell’immaginario collettivo campeggiano caratteri maschili profondamente radicati, interpretati magistralmente dagli attori del passato, che ci consentono di visualizzare agevolmente – e senza eccessiva indignazione, in quanto sciovinisti machisti (ma pure mammoni e segaioli) – simili scenette d’avanspettacolo. O, se siete più sofisticati, simili allucinazioni compulsive e disordini mentali. Qui un esempio cospicuo, di grande suggestione freudiana:

Purtroppo, temiamo, né Obama né Michelle – indignatissimi, anche più volte al giorno – possono vantare un simile background culturale e cinematografico, strumenti ermeneutici indispensabili per confrontarsi col ‘caso’ Trump. Ma noi vogliamo andare oltre la superficie, giungere agli arcani che vi abbiamo anticipato! L’elevata frequenza di toccamenti riportata, verificatisi non appena l’atmosfera lo permetteva, ci inducono ad riconoscere in Trump un odierno seguace – per via massonica, oltre che per via orale – della famosa setta dei ‘sacconi’, fondata da Meco da Sacco in un lontano medioevo ben noto a Theleme. Setta segreta dedita ad un’ascesi scandita dalla pratica dei ‘toccamenti notturni’. Meco di Sacco – amico dell’alchimista Cemeco-da-saccocco D’Ascoli, protomassone bruciato sul rogo per via della sua ‘L’Acerba‘ – è il protagonista di una singolare vicenda eretica – come pure erotica – che si conclude nella costiera amalfitana, al fiordo di Furore. E’ qui, nei ruggenti anni ’70 in cui il jet set americano stazionava in Italia, che Donald Trump – fra un Babà, un polpo alla luciana ed una palpatina mediterranea – fu quasi certamente iniziato alla pratica ascetica del nostro Meco, consistente anche in quelle esoteriche palpatine che i ‘profani’ gli rinfacciano, ingiustamente.  Ecco svelato un pauroso segreto: Trump deve brancicare le donne attraenti che vede per restare Gran Maestro di toccamenti. Idem per i commenti pesanti su tutte le passabili, intuite nel loro potenziale anche laddove inespresso, per ragioni anagrafiche.

Come pare sia accaduto con una decenne della quale, galantemente, sapeva dire agli astanti ‘tra dieci anni cercherò di uscire con lei‘. Naturalmente questo ulteriore guardonismo nella vita di Trump – che ormai va all’infinito – è stato sottolineato incessantemente da tutti i media americani, col trucco di lasciare intendere, in specie nei titoli, che il commento fosse stato fatto direttamente alla ragazzina per così come era. E non, secondo l’antica (s)costumanza popolare, alla sua proiezione in dieci anni. Adombrando quindi la pedofilia, che sola – insieme alla scoperta di Donald quale assassino di Kennedy o spacciatore di Prince – potrebbe mettere davvero alle corde il magnate ‘saccone’. Ciò dimostra che la strategia dello stimatizzarne l’aggressività sessuale, seppur ingigantita e continuamente mandata in onda, è fallita: i Democratici hanno appena scalfito il consenso del loro arcinemico. Quel Trump ‘porco, cane e idiota’ che De Niro – in preda a vero delirio – ha dichiarato di voler prendere a pugni, è nuovamente in testa ai sondaggi più noti.

Dopo aver dedicato tutta l’attenzione possibile a storiche palpate di culo ed a frasi lesive della parità di genere, tali da accertare la natura poco sensibile e casta di Trump – se avremo fortuna, fino al giorno delle elezioni ce lo mostreranno nella sauna mentre parla di figa * insieme all’amichetto delle primary school, col quale si pomiciarono due ragazzine nel 1958 – ma poco altro, vorrei concentrarmi un attimo anche sulla sua competitor, la paladina del bene contro l’Apocalissi (sue parole). Hilary Clinton, che non sarà un’adepta della setta di Meco ma nel sacco sembra esserci finita comunque. E già. Perché mentre Trump stoccazzava – in quanto Vip, come ci dice – Hilary faceva anche lei qualche bella marachella. Ed altre ne copriva. Una First lady ed un Segretario di Stato molto, molto speciale. A cominciare dalla straripante risata, al solo pensiero dell’aver fatto massacrare Gheddafi. Una scena rassicurante di quell’America che piace a tutta la politica italiana, al Vaticano, alla stampa… mentre, anime candide, rabbrividiscono alle porcate del sessista libidinoso e polipone.

Ma di questo parleremo nella seconda parte, cari sacconi e non.

* la figa essendo argomento non esattamente rarissimo fra maschi e sempre ingrassato con facezie da caserma, allusive alla potenza sessuale, infarcite di squallidi doppi sensi e straripante delle più oscene ipotesi di mercificazione della donna che si possano concepire… Michelle, perdonaci… è colpa della natura matrigna che già avviliva il Leopardi…

La storia prosegue con

Una traduzione dal Daily Mail: Hilary, wikileaks e il mercimonio del potere

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Un commento su “I toccamenti del polipo Donald: Trump mette Hilary nel (Meco di) sacco?

  1. […] dei proprietari di testate e tv, a loro volta schiavi della politica e delle sovvenzioni statali. Come in precedenza evidenziato, l’unico argomento affrontato nella penisola è stato quello principe della propaganda […]

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