Col domino di Virginia Raggi i cinque stelle van giù e giù: Roma padrona!

Quello che (come d’abitudine… da Brexit alle elezioni a ILVA…) anticipammo mesi fa sul comune di Roma.

Virginia Raggi, la grillina col pedigree più forzista che c’è, chiede a Cantone (via Marra)  un colpettino al primo mattoncino. E lui l’accontenta.

Il domino stellato va tutto giù. Seguiamo i tasselli cadere…

Il documento integrale della richiesta di parere all’ANAC.

Una base elettorale di tonti cade presto in trappola. Ma possiamo dire lo stesso di Grillo e Casaleggio (figlio)?

A Roma, da quasi 3000 anni, di potere ne sanno più di tutti.

– aggiornamenti in fondo – 

Proseguiamo qui il discorso già iniziato con 

Berlusconi e lo sgambetto romano (alla Meloni). Santa Virginia, pensaci tu

domino cinque stelle 2

A Roma il domino stellato viene giù… 

che ci ha consentito di anticipare ciò che in questi giorni ha stupito i romani, seccato i grillini e depresso il paese. Usando un semplice filo logico, che sarebbe meglio leggere direttamente dalla fonte appena citata, ricca di link e immagini. Non posso non ribadire come, considerata la natura del testo, se ne consigli la lettura in specie ai sostenitori del movimento a cinque stelle. Ma al tempo stesso, per la sofferenza psichica che esso potrebbe procurar loro – pari a quella che in altre occasioni abbiamo riservato agli elettori del PD – li avvertiamo di avere presso di sé delle sigarette, se fumatori/fumatrici. O quantomeno una bella tazza di camomilla. Non lo si prenda per un tentativo di indebolire il consenso pentastellato, in quanto esso ha la caratteristica di essere intangibile da dati di realtà e di logica, tipica del fideismo di ogni matrice. Ma solo, eventualmente, da eventi di grande portata emotiva. Che temo arriveranno, puntuali, nel corso dei mesi. Anche qui ogni commento è libero, non moderato. Buona lettura. 

L’idea da cui mesi fa siamo partiti è piuttosto semplice: le elezioni romane hanno visto Silvio Berlusconi, ma anche il PD, favorire la vittoria del Movimento Cinque Stelle. Il cavaliere ha fatto la parte del leone, simulando di credere prima in Bertolaso, poi in Marchini (dati da sempre per perdenti), al solo scopo di spezzare il fronte dei voti della Meloni, l’unica che avrebbe potuto impensierire Virginia Raggi al ballottaggio. In tandem, un debole Giachetti, ampiamente implicato nelle giunte precedenti, veniva candidato dal PD come sparring partner per la Raggi. Con la garanzia, fornita dalla destra, di arrivare almeno al ballottaggio, evitando la cocente estromissione al primo turno, che gli sarebbe sicuramente capitata se non vi fosse stato lo ‘sgambetto’ (così lo chiamammo) di Forza Italia a Meloni e Salvini. Tutta questa tattica, perché? Per una strategia più generale, nazionale. Essendo Virginia Raggi proveniente dal milieau di Alemanno, Previti, Sammarco, Panzironi, essa prometteva una gestione assai poco ‘grillina’, accentuando le possibilità di un fallimento amministrativo che, come lo stesso Di Maio ha oggi ammesso, avrebbe certamente un grande riflesso nazionale. Essendo cioè la prova provata che votare i cinque stelle può dare soddisfazione momentanea e sfogo alla rabbia, ma in alcun modo è soluzione ai grandi mali della nazione. Ciò in prospettiva delle future elezioni politiche e, parzialmente, del prossimo referendum (in cui Renzi è a mal partito, considerata la stabile, notevole distanza che separa i NO dai SI. Ragion per cui, riteniamo, i tempi della dissoluzione della giunta Raggi, appena nominata, sono stati accelerati. E quelli della data del referendum posposti). Insomma, una combine destra sinistra, ideata da ambienti berlusconiani. Che, per il tramite della semi consapevole testimonial, Virginia Raggi, cerca di far precipitare il prima possibile il movimento cinque stelle negli abissi della sua effettiva inesperienza, ignoranza, populismo. E nel mentre malgoverna Roma, come sempre. 

di maio

La regola di Theleme prevede che le analisi partano dall’oggi per concentrarsi sul domani. Esso solo potrà essere riprova della bontà dell’analisi passata, oppure della sua fallacia. Nel secondo caso la pista percorsa andrà abbandonata, nel primo invece la si continuerà a seguire, sviluppandola logicamente sino alle estreme conseguenze.

marra puledro

quel purosangue destrorso di Marra

Tornando a Roma, è inevitabile non ritrovare negli eventi della giornata di ieri la perfetta realizzazione di quanto immaginato mesi fa, ovvero una prima importante serie di guai, abbandoni e rimozioni nell’amministrazione romana. Quindi ipotizzare la correttezza di tutta la dietrologia sopra sciorinata. Vediamo perché. In primo luogo, le motivazioni dell’accaduto non sono state per nulla trasparenti. Negando alle fondamenta uno dei capisaldi del ‘pensiero’ (se così possiamo chiamarlo) grillino. Per chi riteneva che il caos fosse in programma sin dall’inizio, ciò rappresenta una notevole conferma. Ma ben di più troviamo, non appena scaviamo. Infatti, il suggerimento alla Raggi di chiedere un parere scritto su Raineri all’ANAC di Cantone – se ricordate, alquanto prossimo al PD ed a Giachetti durante le elezioni – viene proprio da Marra, che ne è anche autore materiale. Ma chi è Marra? Naturalmente una vecchia conoscenza della destra romana, proprio come Virginia. Impiegato inizialmente alla celebre ‘Unione nazionale per l’incremento delle razze equine’, grazie a Panzironi il buon Raffaele si naviga nella destra tutto il sottobosco parastatale romano, RAI inclusa, sino a giungere quale ‘purosangue destrorso’, -concedetecelo – alla corte della Raggi. Altro uomo forte del ‘Raggio magico’ sarebbe tal Romeo, divenuto funzionario nel comune sempre con Alemanno sindaco. Gratificato da una retribuzione assai elevata, dopo essere assurto al ruolo di caposegreteria, è anche lui a far dire a Marcello Minenna: siamo finiti in ‘un trappolone’ (proprio lo stesso termine che usammo noi a maggio, in tempi per altri non sospetti). Insomma, Virginia Raggi dietro suggerimento di Marra – e sua stesura – ottiene un parere da Cantone su di una nomina da lei stessa voluta poco tempo prima. Almeno in teoria. Ed eccovi per esteso la risposta di ANAC che, poco sorprendentemente, suggerisce la rimozione dell’ex giudice Raineri dalla mansione di capo di gabinetto:

 

lettera anac 1

lettera anac 2x.JPG

 

lettera anac 3x

Da una rapida lettura del testo si deduce che sino a quel momento la Raggi aveva ricevuto pareri difformi in merito, tali da consentirle certamente il margine discrezionale – e politico – per mantenere dove l’aveva messa la dirigente che lei – in apparenza – aveva voluto. Perché dico ‘in apparenza’? Perché all’atto pratico la risposta di Cantone era scontata, per un insieme di ragioni (emerse nel precedente dibattito al CSM). E l’interrogazione tutt’altro che dovuta.

Ma che succede dopo?? Che Cantone ha dato un colpetto alla prima tessera e il resto del domino ha seguito: la Raineri taglia subito la corda da sé, senza nemmeno attendere la revoca. Altro atto tutt’altro che dovuto. Ma non finisce qui. Lascia pure Minenna, quasi sincronicamente, sino a pochi giorni fa fotografato in perfetta sintonia col sindaco. Lasciano insomma, senza dar troppe spiegazioni, due delle nomine più grilline: un magistrato ed un ‘supercontabile’ molto vicino a magistratura e media (Report). Li segue a ruota Alessandro Solidoro, Amministratore delegato di AMA (smaltimento rifiuti) il quale, eletto nemmeno un mese fa dall’assemblea capitolina, condivide volontariamente il destino di Minenna. Quindi, come rilevato oggi da tanti quotidiani, resta la destra.

Ma altre tessere cadono…come un sol’uomo, danno le dimissioni i boss di ATAC (trasporti):

In brevissimo, la giunta Raggi si trova senza i suoi uomini più importanti. Alcuni andati via perché la destra comunale – Raggi, Marra, Romeo – li ha messi in difficoltà. Altri, preesistenti alla nuova amministrazione e di matrice PD, perché a detta loro il Movimento cinque stelle li avrebbe impediti nel loro compito onorevole, manifestando atteggiamenti clientelari da prima Repubblica… Non vi pare che si sia realizzata, in dettaglio, quella manovra a tenaglia che immaginavamo già al tempo delle elezioni? Non vi pare che Virginia Raggi da destra stia ostacolando frontalmente le nomine più in sintonia col movimento, offrendo contemporaneamente alla sinistra dirigenziale la possibilità di dire che di mezzo c’è vecchio clientelismo?

raggi minenna

Da una Raggi felice col suo Minenna ad una felice senza, senza passare dal via…

Ma se la base elettorale a cinque stelle – composta palesemente di illusi, tonti e arrabbiati, più qualcuno rassegnato a votarli come ariete, pur di spezzare le attuali catene – è facile da menare per il naso, siamo sicuri che Grillo e Casaleggio Junior, con una storia alle spalle molto lontana da quella che è sempre stata raccontata, siano altrettanto ingenui? Qualora la risposta fosse si, per i cinque stelle non ci sarebbe scampo, specie a livello nazionale. La politica non essendo, infatti, una partita per boccaloni. Qualora fosse no, dovremmo immaginare ben altro… ma per le speranze dei grillini (e degli italiani, in genere) il risultato non cambierebbe. Anzi, sarebbe assai peggio.

A questo proposito resta decisivo dipanare il caso del siluramento di De Vito, un tempo non lontano alternativo alla Raggi, quale candidato sindaco. L’oscura vicenda è stata affrontata da Marco Lillo, de il Fatto. E ripresa altrove, pur senza giungere a conclusioni definitive. Ma i fatti narrati (e mai smentiti) alimentano ulteriori dubbi sul non essere il Movimento cinque stelle romano quello che vorrebbe sembrare.

In conclusione, la teoria per cui il giro della Raggi, introdottosi nel movimento cinque stelle, potrebbe essere il cavallo di troia per metterlo in enorme difficoltà, direttamente dall’interno, si riconferma più che plausibile. Altrettanto che esso, proveniente da destra, possa avere una forte sponda nella sinistra.

Il nemico del mio nemico è mio amico, recita un’eterna regola del potere. E a Roma, da quasi 3000 anni, di potere ne sanno più di tutti.

Aggiornamento I 3.9.2016:

Si parla ormai apertamente di un Beppe Grillo disposto a togliere il simbolo penstastellato a Virginia Raggi. Perché considerata ormai estranea al percorso del movimento. Cioè esattamente come noi pensiamo che sia, da sempre. Questo farebbe propendere per un direttorio grillino ‘gabbato’ dalla strategia PD/FI, più che connivente. Naturalmente un tal gesto avrebbe delle gravi ripercussioni, ma forse un unico strappo potrebbe essere meno pericoloso di uno stillicidio pluriennale. 

Aggiornamento II 3.9.2016:

L’oggettiva oscurità della vicenda sta portando qualche noto commentatore, in questo caso l’anziano giudice Imposimato, a sostenere apertamente che alcune cose non si spiegano affatto, se non con colpa gravissima. Ma fra le righe intravediamo il forte sospetto del dolo. Per Raggi, Marra e anche Cantone, identificato quale spalla PD del progetto. Esattamente come da noi, 24 ore prima. 

Aggiornamento III 5.9.2016

Al posto di Marcello Minenna arriva un anziano magistrato, noto per certe sue plateali uscite del passato e l’infima conoscenza dell’inglese, tal Raffaele De Dominicis. Il quale esordisce al Corriere della Sera dicendo che il suo nome è stato scelto dalla Raggi perché caldeggiatole dal famoso Studio Sammarco (vorremmo sapere quale dei due fratelli, ma alfine pari sono). Per saperne di più, vi rimandiamo nuovamente all’inizio del testo. Trattasi comunque di ennesima conferma. 

Aggiornamento IV 8.9.2016

Non si conclude il rapporto fra Grillo e la Raggi. Anzi, prosegue quasi come nulla fosse, al netto di qualche frase di circostanza. E dell’ostracizzazione di De Dominicis, amico di Sammarco. Sebbene in moltri altri casi (Pizzarotti, Nogarin, etc.) fosse bastato assai meno per arrivare all’espulsione. Questo riapre inquietanti interrogativi, che saranno oggetto di futura trattazione separata. 

Annunci

3 commenti su “Col domino di Virginia Raggi i cinque stelle van giù e giù: Roma padrona!

  1. […] Col domino di Virginia Raggi i cinque stelle van giù e giù: Roma padrona! […]

    Mi piace

  2. […] di Berlusconi e del PD – grazie al suo curriculum tutto legato alla destra romana – poneva in atto appena insediata, numerose scelte autolesive del buon nome del Movimento Cinque Stell…. Il tutto consigliato ed assistito dai vari Marra e Frongia, ‘cervelli’ locali […]

    Mi piace

  3. […] abundantiam, sia l’oscura posizione della Raggi e del suo stretto entourage che le possibili conseguenze di ciò sull’amministrazione romana, in buona parte verificatesi. Una di queste conseguenze è la gestione della vicenda olimpica. Che […]

    Mi piace

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...