Ballottaggi alle comunali 2016: previsioni, non sondaggi

Cosa è successo un anno fa. Cosa è cambiato.

Perché è possibile immaginare che il PD vada incontro ad una sorte nefasta.

Renzi l’asiatico, ogni volta che si vota.

‘Previsioni’sul filo di lana del silenzio elettorale.

ballottaggioParrebbe che anche i sondaggi, più o meno pirata, abbiano mostrato grandi esitazioni nel fornire ipotesi sull’esito del secondo turno elettorale delle comunali. Qui proviamo ad avanzare delle previsioni, secondo un metodo ben diverso, certamente non scientifico, che però non ha mancato di rivelarsi sensato. Ad esempio nel consentirci di prevedere, a differenza di tanti altri, la dignitosa affluenza del 5 giugno. Non dimentichiamo, infatti, che l’evidente politicizzazione del dato comunale – resa manifesta dal desiderio dei candidati del PD di non essere affiancati dal Premier dopo i deludenti risultati della prima turnata, e secondo noi già emersa nel 2015 – deriva dalla successione di governi (Monti, Letta, Renzi) alla guida del paese senza che mai si chiedesse un’opinione in merito al popolo sovrano. Rifugiarsi nella liceità formale di tali accadimenti, permessi da un sistema parlamentare ‘puro’ come il nostro, non fa che esasperare la dimensione nazionale di fatti e scelte locali. Da qui la presunzione di poter prescindere dall’esame dettagliato del dato cittadino in favore di un criterio generale. 

Esattamente un anno fa analizzavamo gli esiti delle elezioni comunali del 2015, tenutesi in concomitanza con alcune competizioni elettorali regionali. Emergeva un quadro che qui ripresentiamo, allo scopo di raffrontarlo con la situazione attuale. Iniziamo dai comuni che avevano risolto il problema, per così dire, al primo colpo:

– CENTROSINISTRA+CENTRODESTRA –

Agrigento (spoglio al 96 per cento)
Calogero Firetto (59,01): ha 50 anni, è laureato in Economia e commercio, è deputato regionale dell’Udc e è stato sindaco a Porto Empedocle. Era sostenuto da un’alleanza formata da Pd, Ncd e Udc.

Gli altri: Silvio Alessi (14,76) – Andrea Cirino, FdI (2,94) – Emanuele Dalli Cardillo, M5S (8,75) – Marco Marcolin, Noi con Salvini, (9,23)

– CENTROSINISTRA –

Sanluri
Alberto Urpi (47,20): ha 38 anni, è laureato in scienze politiche, è stato presidente del consiglio comunale di Sanluri e dal giugno 2010 Vicesindaco di una giunta di centrosinistra. Non è iscritto al PD, ma ha avuto il sostegno del PD: formalmente era sostenuto dalla lista civica Progetto Sanluri.

Gli altri: Giuseppe Tatti, lista civica di centrodestra Insieme per Sanluri (40,12) – Luigi Pilloni, M5S, (12,66).

– CENTRODESTRA –

Andria
Nicola Giorgino (52,24): ha 46 anni, è un avvocato ed è il sindaco uscente di Andria. Era sostenuto dall’intera coalizione di centrodestra (Forza Italia e Oltre con Fitto compresi).

Gli altri: Sabino Fortunato, centrosinistra, (24,12) – Michele Coratella, M5S, (20,86).

Tempio Pausania
Andrea Mario Biancareddu (52,07): ha 49 anni, è avvocato e consigliere della regione Sardegna eletto con l’Udc. Era sostenuto dalla lista civica “Tempio rinasce”.

Gli altri: Antonio Balata, lista civica di centrosinistra (38,54) – Nino Vargiu, M5S, (5,69)

Vibo Valentia
Elio Costa (50,80): ha 75 anni, è un ex magistrato ed è già stato sindaco della città. Era sostenuto da sette liste civiche di centrodestra.

Gli altri: Antonio Maria Lo Schiavo, centrosinistra, (37,26) – Cesare Pasqua, lista civica “Territori e libertà” (4,58).

 

Da questi numeri se ne deduceva che al primo turno c’erano state solo 4 affermazioni dirette, su 17. Suddivise in tal modo:

un successo unitario (centro destra più centrosinistra) ad Agrigento (in cui dobbiamo rimarcare il quasi 10% della Lega!). Calogero Firetto ce la fa al primo colpo.

Come lui al primo colpo ce la fanno:

del centrodestra Andria, Tempio Pausania, Vibo Valentia (tutti superano il 50% dei voti, evitando il ballottaggio)
del centrosinistra la sola Sanluri, che essendo assai piccola riconferma a turno unico (infatti con meno del 50%) il sindaco Urpi.

Riassumendo, una vittoria condivisa in un centro importante, tre comuni di media dimensione per il centrodestra, un paese per il centrosinistra. Diciamo 3 a 1 in favore del centrodestra, per esemplificare.  Cosa è successo invece al primo turno nel 2016?

Premesso che si è votato in un numero assai maggiore di comuni – capoluogo, maggiori e minori, ma ai fini del nostro raffronto esamineremo solamente i capoluogo – l’esito del 5 giugno è stato che solo Massimo Zedda (Sel-PD) a Cagliari, Mario Occhiuto (centrodestra) a Cosenza, Andrea Gnassi (centrosinistra) a Rimini, Vincenzo Napoli (centrosinistra) a Salerno, Marta Cabriolu (lista civica) a Villacidro – piccolissimo capoluogo senza doppio turno – sono gli unici cinque sindaci, tra i 25 dei Comuni capoluogo di provincia e Regione ad aver vinto immediatamente. Quindi 3 sindaci di ‘centrosinistra’, 1 di centrodestra, un comune a lista civica. 

Ne consegue in primo luogo che è diminuita sensibilmente la percentuale dei comuni capaci di dare ampissimo consenso ad una sola parte in lizza, consentendone la vittoria al primo turno.

Passiamo ora ai comuni che nel 2015 erano arrivati al ballottaggio (chi ha passato il turno è sottolineato):

– BALLOTTAGGI –

Arezzo
Matteo Bracciali (centrosinistra) – 44,21
Alessandro Ghinelli (centrodestra) – 35,98
Massimo Ricci (M5S) – 9,06

Chieti
Umberto di Primio (centrodestra) – 37,00
Luigi Febo (centrosinistra) – 30,27
Ottavio Argenio (M5S) – 11,08

Enna
Mirello Crisafulli (centrosinistra) – 40,95
Maurizio Dipietro (Patto per Enna, centrodestra) – 24,36
Davide Solfato (M5S) – 17,45

Fermo
Pasquale Zacheo (centrosinistra) – 24,86
Paolo Calcinaro (lista civica) – 22,90
Giambattista Catalini (centrodestra) – 17,39
Marco Mochi (M5S) – 10,68

Lecco
Virginio Brivo (centrosinistra) – 39,21
Alberto Negrini (centrodestra) – 26,53
Lorenzo Bodega (NCD) – 20,21
Massimo Riva (M5S) – 8,55

Macerata
Romano Cerancini (centrosinistra) – 39,92
Deborah Pantana (centrodestra) – 18,00
Maurizio Mosca (FdI) – 13,62
Carla Messi (M5S) – 13,46

Mantova
Mattia Palazzi (centrosinistra) – 46,50
Paola Bulbarelli (centrodestra) – 26,45
Michele Annaloro (M5S) – 7,66

Matera
Salvatore Adduce (centrosinistra) – 40,13
Raffaello De Ruggieri (centrodestra) – 36,00
Angelo Tortorelli (liste civiche) – 12,98
Antonio Materdomini (M5S) – 8,41

Nuoro
Alessandro Bianchi (centrosinistra) – 29,94
Andrea Soddu (liste civiche) – 21,45
Basilio Brodu (liste civiche) – 16,52
Tore Lai (M5S) – 11,97

Rovigo (spoglio al 98 per cento)
Nadia Romeo (centrosinistra) – 24,15
Massimo Bergamin (Lega Nord) – 18,84
Silvia Menon (Lista civica) – 15,21
Ivaldo Vernelli (M5S) – 10,14

Trani
Amedeo Bottaro (centrosinistra) – 47,48
Antonio Florio (liste civiche di area popolare) – 14,56
Emanuele Tomasicchio (centrodestra) – 11,10
Antonio Procacci (liste civiche) – 10,63
Carlo Laurora (NCD) – 6,29
Antonella Papagni (M5S) – 9,91

Venezia
Felice Casson (centrosinistra) – 38,01
Luigi Brugnano (centrodestra) – 28,56
Davide Scano (M5S) – 12,60
Gian Angelo Bellati (Lega Nord) – 11,89

Pertanto, prima del ballottaggio, scrivevamo che

vanno al secondo turno capoluoghi in moltissimi casi amministrati attualmente dal PD e di grande tradizione di sinistra. Spesso il distacco fra destra e sinistra è ampio, ma non abissale. Di certo ciò accade nel comune di gran lunga più rilevante, Venezia. Ma altrettanto a RovigoMatera. E persino a Chieti e ad Arezzo, rendendo il secondo turno una grandissima incognita.

Gli esiti del ballottaggio, cui non a caso si diede pochissima enfasi, confermarono nettamente la ‘grandissima incognita’. Vediamo come:

  • Ad Arezzo Matteo Bracciali (centrosinistra) – 44,21 e Alessandro Ghinelli (centrodestra) – 35,98. Vince Ghinelli col 50,83%
  • A Chieti Umberto di Primio (centrodestra) – 37,00 e Luigi Febo (centrosinistra) – 30,27. Vince Di Primio col 55,01%
  • A Matera Salvatore Adduce (centrosinistra) – 40,13 e Raffaello De Ruggieri (centrodestra) – 36,00. Vince De Ruggieri col 54,51%
  • A Nuoro Alessandro Bianchi (centrosinistra) – 29,94 e Andrea Soddu (liste civiche) – 21,45. Vince Soddu col 68,39%
  • A Venezia Felice Casson (centrosinistra) – 38,01 e Luigi Brugnano (centrodestra) – 28,56. Vince Brugnano col 53,21%
  • A Rovigo Nadia Romeo (centrosinistra) – 24,15 e Massimo Bergamin (Lega Nord) – 18,84. Vince Bergamin col 59,72%
  • A Enna Mirello Crisafulli (centrosinistra) – 40,95 e Maurizio Dipietro (Patto per Enna, centrodestra) – 24,36. Vince Dipietro col 51,89%

Tutti distacchi importanti, ma non abissali. Tutte sconfitte per il PD. Persino a Venezia, Matera, Arezzo, più che feudi della sinistra, in cui Renzi si era speso personalmente. Il centrodestra, invece, nei pochi casi in cui è in vantaggio lo conserva.

Il Pd ha invece vinto a Macerata, Trani, Mantova, cioè laddove c’erano almeno 20 punti percentuali al primo turno. E a Lecco, dove comunque non erano meno di 14. In tutti questi casi il distacco percentuale finale si è comunque ridotto (Lecco ad es. passa da 13% a 9%) o rimasto uguale, rispetto al primo turno.

Si può affermare che quando il vantaggio di partenza risultava inferiore al 14%-20% (maturato al primo turno, si intende) il centrosinistra aveva sempre perso, dimostrando di non avere alcuna capacità di allargare il consenso. Anzi perdendo elettori per strada, finiti in qualche caso alla controparte o più spesso alla desolata astensione. Gli elettori di centrosinistra parevano quindi disposti ad esser governati da avversari non più avvertiti come irredimibili, degni di crociate e ‘turamenti’ di naso.

Considerato che durante quest’anno il ‘sentiment’ per i partiti di governo non pare certo migliorato, proviamo ad applicare il criterio ricavato dalle recenti comunali del 2015 agli esiti di 12 giorni fa. Ecco i risultati dei capoluoghi (sottolineati i già citati vincitori in prima battuta):

COSENZA          Occhiuto cdx 60% – csx 19%

CROTONE         Barbieri  csx  29,8% – Pugliese civica (FI) 26,8%

BENEVENTO    Del Vecchio csx 33% – Mastella cdx 33%

CASERTA          Carlo Marino csx 45% – Ventre cdx 20%

NAPOLI             De Magistris (sin. ind) 42% – Lettieri cdx 24%

SALERNO          Napoli csx 70% – Celano cdx 9%

BOLOGNA         Merola csx 40% – Borgonzoni 23%

RAVENNA         De Pascale  csx 47% – Alberghini cdx 27%

RIMINI               Andrea Gnassi csx 57% – Pecci cdx 24%

LATINA             Coletta csx 22,11% – Calandrini cdx 22,17%

ROMA                Raggi M5s  35%  –  Giachetti csx 24,8%

SAVONA           Battaglia csx 31,8% – Caprioglio cdx 26,1%

MILANO            Sala csx  41,7% – Parisi 40,7%

VARESE             Orrigoni cdx 47%  – Galimberti csx 42%

ISERNIA            D’apollonio cdx 25% – Melogli 19% dx Frat. It.

NOVARA           Canelli cdx 33% – Ballarè csx 28,5%

TORINO             Fassino csx 41,9%  –  Appendino M5s 31%

BRINDISI          Orrigoni cdx 47 %  – Galimberti csx 42%

GROSSETO       Colonna cdx 39,5% – Mascagni csx 34,5%

PORDENONE   Ciriani cdx 45% – Giust csx 33%

TRIESTE            Di Piazza  cdx 40% – Cosolini csx 29%

CAGLIARI         Zedda 50, 8% PD – 32% Massidda cdx

CARBONIA       Casti csx 36,15% – Massidda M5s 22%

OLBIA                Careddu csx 32,5% –  Nizzi cdx 27,62%

elezioni ballottaggio

Dove il margine, per il PD, è del 20% (considerata soglia di assoluta sicurezza)? Solamente a Caserta ed a Ravenna. Il margine è invece superiore al 14%, soglia di sicurezza minima, a Bologna e Carbonia. Nelle prime al 90%, nelle seconde al 70%, un’affermazione del PD è chiaramente prevedibile. In tutte le altre città o è in vantaggio il centrodestra – e nel 2015 il vantaggio è stato conservato – o il Movimento Cinque Stelle (raramente), oppure il centrosinistra li distacca di massimo 10 punti percentuali. Con l’eccezione di Napoli, in cui una lista di sinistra indipendente dal PD è in grande vantaggio (18%) su di un debole candidato di Forza Italia. E quella di Isernia, in cui si sfidano due coalizioni di destra.

In conclusione, dovesse ripetersi quanto accaduto un anno fa, Roma, Torino, Milano, Trieste, Savona, Benevento e moltissime altre si troverebbero ad essere amministrate da partiti diversi dal PD. Il margine di errore non è basso, eppure crediamo che in molti casi ciò possa trovare conferma nella realtà.

Non dimentichiamo, infine, che Matteo Renzi si allontana dall’Italia proprio nei giorni delle elezioni. E va in Russia. L’anno scorso, in analoga situazione, era andato in Afghanistan. Nazioni asiatiche in cui, se si vuole evitare di esser disturbati dalla stampa (che so, per commentare dati elettorali imbarazzanti), si può. Frapponendo un diaframma geografico fra sé ed i probabili perdenti.

Questa la nostra ‘previsione’ ascientifica, infondata su sondaggi e campioni, affidata a queste pagine virtuali sul filo di lana del silenzio elettorale.

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3 commenti su “Ballottaggi alle comunali 2016: previsioni, non sondaggi

  1. […] che (come d’abitudine… da Brexit alle elezioni a ILVA…) anticipammo mesi fa sulle elezioni […]

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    • Christy ha detto:

      ah ces deux épisodes…purée je suis contente de me les avoir gardé pour ne pas avoir une semaine d’écart entre les deux…fantastique… ah le retournement de situation avec romero, la dernière scene de l’assistant du procureur, LA scene de jax et clay…. oh y’a rien a jeté….et tara et son « he’s mirp2nbse;&naquo;&#8&30;.parfait. j’essaie de motiver les gens que je connais et qui regarde pas mal de série, de regarder celle la..sans succès…mais purée que j’adore cette série….

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  2. […] dedicato molta attenzione ad ambedue le turnate elettorali. Con notevole successo predittivo, come chiunque voglia può controllare. Il risultato della più recente ha confermato il trend della precedente: il PD si prosciuga di […]

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