La Divina Provvidenza “reificata”: da Profiti a Kabila a Putin. Ma Giuda non finisce bene…

“La Divina Provvidenza” #cambiaverso e si “reifica”: Da Azzollini al Papa, passando per 30 milioni curiali. Che ci ricordano il catechismo…

La congregazione dei figli dell’Immacolata (per alcuni figli di ben altri lombi) e il Congo. Un Papa finisce nominato nelle indagini: quella Puglia letale.

Il Palantir s’è rotto del tutto, ci mostra Avignone… intanto cercasi il Giuda.

capitolo figli immacolata

I “figli dell’Immacolata Concezione”, che umiltà (apparente).

La Divina Provvidenza per noi ex liceali italiani è stata sempre quella di Fra’ Galdino, Fra Cristoforo, l’Innominato e Lucia Mondella. Manzoni ce l’aveva dipinta bene, un mix calibrato di fatalismo e “aiutati che Dio t’aiuta”, in barba sia a Giansenio che ai Francescani. Un compromesso ante litteram fra liberalismo e socialismo escatologico, come l’avremmo ritrovato secoli dopo nella Costituzione repubblicana.

Ma in questa Italia di Matteo Renzi davvero tutto cambia verso: anche la Divina Provvidenza non è più la stessa… si è, per così dire, reificata. Sia nel senso di essersi incarnata (malamente) in un centro ospedaliero, sia nel senso di aver prodotto “rei” (o supposti tali), penalmente parlando. E ha trascinato addirittura il Santo Padre in un’inchiesta delle procure pugliesi. Ma accidenti quanti guai da questa Puglia, Tarantini e la D’Addario, Vendola e ILVA, Berlusconi, Azzollini, i cardinali e ora il Papa…

Alcuni dettagli li avevamo già affrontati, seppur di sguincio, evidenziando come fossero segni di crisi irreversibile del potere, clericale in generale e del Governo Renzi nello specifico: L’ospedale, il debito, il presidente centrista della Commissione Bilancio, Suor Marcella… ma oggi ne arrivano altri. Ancora più gustosi e finanche messianici.

Tali da ricondurre le scritture ad un senso antico d’ “umbra futurorum” che noi thelemiti, devoti al Cristo liberale (di cui non potremo tacere ancora a lungo), vogliamo ricordare. Ma andiamo per gradi e veniamo al dunque. Il dunque prevede l’intercettazione del Cardinale Versaldi ed il fatto che, conversando con l’amabile Profiti, nomini nell’intercettazione il Papa. Sia pure per nascondere l’operazione, a quanto pare assai discutibile, allo stesso Pontefice.

Giuseppe Profiti, 52 anni non splendidamente portati

Giuseppe Profiti, 52 anni non splendidamente portati

Profiti è un ex ufficiale della Finanza, passato all’alta amministrazione / politica, come leggerete su Repubblica. E più precisamente considerato assai vicino a Tarcisio Bertone, che in quanto cardinale ci fa tornare subito al Versaldi, vercellese, anch’egli principe della Chiesa… ma pure delegato pontificio per la Congregazione dei figli dell’Immacolata Concezione, nonché fu presidente della prefettura degli Affari economici della Santa Sede ed oggi Prefetto per l’Educazione Cattolica (lo stesso altero Lutero non avrebbe mai immaginato d’esser così fine profeta).

Questa congregazione dell’Immacolata, ignota ai più, pare sia invece una rete di pii uomini, proprietaria di celebri centri ospedalieri, gestiti con criteri che alcune comunità su Facebook, dai nomi poco ambigui (quali “vittime della congregazione dei figli dell’Immacolata“), trovano assai discutibili e non da ieri. Ma non si fermano mica lì, questi figli, invero assai operosi: sono operativi addirittura in Congo, dove si avvalgono di un (ex) agente segreto, Nicolella, che per il generale Inzerillo, massimo responsabile militare di Gladio, faceva parte di un “nucleo di gente superaddestrata”. Egli vantava l’amicizia di Joseph Kabila, figlio di Laurent, ambedue presidenti (ma sarebbe meglio dire Re) del Congo. E che facevano questi immacolati nella cosiddetta “Africa nera”, di cui certo vorrebbero ospitassimo da noi tanti e tanti nativi, senza far troppe storie?

Di opere di bene poco si sa, sono invece ben più conosciute le intermediazioni petrolifere… Ma se parliamo di Petrolio, 007, Africa e del Vaticano di Navarro Vallscome non potrebbe apparire di colpo ENI? Ecco qui che viene citato apertamente Descalzi, nella vicenda africana della “Congregazione”…cui aggiungasi questo articolo illuminante de “Il Fatto” di aprile 2015, che così dice:

La sigla della strana Ong era legata anche ad una società Lussemburghese, con diramazioni in Congo, amministrata da Nicolella, la Ibos II e gestita nel paese africano da un uomo dei servizi congolesi legato a Kabilia. Scopo sociale? Nulla di umanitario, il loro obiettivo era mettere le mani sul petrolio. Un operazione che – secondo alcune pubblicazioni specializzate – aveva visto l’arrivo a Roma di delegazioni di alto livello dal Congo, mentre il sito della Ibos II vantava anche la partecipazione – poi smentita dagli interessati – dell’Eni.

N.d.A. Ibos assona con IBIS, missione somala di cui potete trovar traccia sempre riguardo a Gladio, nei link precedenti.

E dove negli anni si era assai affermata l’Eni, sul filone della politica estera italiana (o viceversa, come sostennero sempre i maligni), sino allo smacco recente?

In una Libia che, guidata all’epoca dal Colonnello Gheddafi, giocava la sua partita internazionale, fatta sì di petrolio ma anche di progettualità politica panafricana. A cui poteva giovare la rete di agenti (o meglio ex agenti, per scioglimento dovuto alla cessazione della minaccia societica) Gladio, alcuni dei quali infatti raccontano chiaramente il modo in cui operarono sin dalla metà degli anni ’80 in Nord Africa. Da Lettera43:

«A Trapani prendevamo ordini mediante buste sigillate che ci venivano consegnate per portarle in Nordafrica», ha raccontato.
Arconte ha, poi, spiegato come «l’Italia, durante l’embargo, abbia fornito armi al governo libico di Gheddafi». Il teste ha specificato di aver «scortato» le armi in Libia. «Le armi viaggiavano con navi mercantili, all’interno di container con su scritto motori agricoli, prodotti per l’agricoltura o mezzi meccanici».

Best Kemighisha, regina del Tooro e

La regina del Tooro “amica” di Gheddafi?

E il Colonnello dove la giocava, soprattutto? Proprio in Congo e di riflesso nella vicina Uganda. Cose di cui in Italia si occupano solamente pochi eletti… ma a Theleme piace ricordare – per inciso, ecco perché il passaggio diretto di Lapo Pistelli da esteri a Eni è cosa davvero inopportuna e secondo noi nasconde più che forza un’immensa debolezza dell’intero, pessimo, sistema Italia, prigioniero di sé stesso e dell’incapacità di affrontare la fine della guerra fredda.

Ma ancora…chi aveva in Congo una sua partita geopolitica chiave, oltre a

  • Libia di Gheddafi
  • ENI
  • nostri 007, figli un po’ di Gladio e un po’ “dell’Immacolata”
  • e quindi ai cardinali di Santa Romana Chiesa?

Signori e signore… la Cina! Della cui politica africana già nel 2008 il Corriere della Sera, con l’abile penna di Sapelli, dava questa interessante interpretazione geopolitica:

il generale Nkunda Batware, il quale ha denunciato in un’ intervista al Corriere della Sera del 9 novembre 2008 il predominio cinese nel nuovo Congo: sarebbe questo il peccato del nuovo presidente Kabila, per cui si giustifica l’ insurrezione armata dei ribelli. È un’ intervista importantissima, che disvela un conflitto che è ormai insopprimibile, nonostante il lavorio diplomatico internazionale di questi ultimi anni. Infatti, dietro il susseguirsi di guerre e di sterminii, un lavorio incessante si svolgeva dietro le quinte, con una continua opera diplomatica e politica che aveva ed ha per protagonisti da un lato gli Usa e il Regno Unito e dall’ altro lato la Cina.

N.d.A. Notare comunque  che lo stesso Sapelli è nel consiglio di Amministrazione di ENI, come Navarro Valls, De Bortoli del Corriere e persino la AD dell’AGI, del resto…

E di chi è vieppiù alleata la Cina, come abbiamo avuto modo di acclarare, traducendo e chiosando un ottimo reportage del The Economist? Ma della Russia, si intende. Nel famoso “blocco antifrancoanglosassone” di cui proprio là trattasi, graditi lettori.

putin papa

E chi ha appena incontrato Vladimir Putin – che vanta solide sponde italiane, come Renzi non cessa mai di far presente… e naturalmente vaticane (non conoscendosi praticamente divergenze fra le politiche estere dei due stati, sin dai tempi del primo Mussolini)? Ma quel Papa Francesco che oggi troviamo direttamente chiamato in causa dagli interlocutori nelle intercettazioni, credo per la prima volta nella storia, italiana e mondiale. L’incontro con Putin era stato cordiale, ben diverso dal cordone antirusso che l’occidente, a vari gradi di entusiasmo, ha steso intorno al gigante delle nevi. Come ben sottolineato dal Patriarca Russo, Kyril, non del tutto ostile ad una politica di ricomposizione dell’antico scisma, tanto ricercata da Ratzinger.

In saecula saeculorum la Chiesa Apostolica Romana non ha mai dimenticato di esser figlia del tardoimpero romano, né della Donazione di Costantino. L’umanesimo e l’illuminismo, in fondo figli del Vangelo più autentico, non l’hanno mai convinta. L’ultima enciclica, zeppa di contenuti politici ed economici – in buona parte farina del sacco di Jeffrey Sachs – come da fondamentale articolo de Il Foglio, lo dimostra ampiamente. Invece è l’Enciclica a convincere ENI, guarda un po’… Descalzi sposa subito le ansie del Papa, com’è piccolo il mondo. Ed è normale che ci si trovi poi impicciati in tante amare vicende.

Possiamo ora rientrare in Italia, sufficientemente edotti dei complessi scenari che fanno da sfondo decisivo alle vicende nostrane… la notizia in quanto tale è quella di una distrazione di fondi dello Stato italiano, previsti per sostenere una struttura sanitaria religiosa, che finiscono invece ad altra struttura religiosa, per via di trame ordite fra un Cardinale e un ex Ufficiale della GDF, che ha ricevuto poi numerosi incarichi di alta amministrazione dal Clero. Il tutto apparendo come uno scontro fratricida particolarmente duro, non certo il primo della storia e nemmeno l’ultimo, interno alla Chiesa. Interpellato in merito, il Palantir di Thélème ha mostrato quella che pare una città francese, forse Avignone…e che c’entra? Temiamo non funzioni proprio più. Ma riassumendo potremmo dire che

per Divina Provvidenza 30 milioni (danari) sono transitati in danno del (Bambin) Gesù, sotto gli Giudaocchi ignari dell’Immacolata, ma non dei suoi figli. Ed in seguito a ciò s’è aperto un processo penale.

Vedete quanta potentissima forza profetica, che straordinarie somiglianze con la vicenda evangelica?

Figli dell’Immacolata, siamo tutti. I 30 denari del Sinedrio furono pagati in danno a Gesù, per via dell’insondabile Divina Provvidenza, abbiamo anche i giudici e il processo… gli attori di 2000 anni fa ci sono, al completo… C’è da capire chi sia alfine il vero Giuda, assai vicino a Gesù ma anche suo traditore. Al momento resta un mistero, ma sappiamo che finirà impiccato.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...