Elezioni Regionali (2): gli esiti elettorali dei comuni, vittime della propaganda di regime

Renzi è in Afghanistan a prender tempo, ma non gli trovan di meglio se non negare l’evidenza.

La lega ad Agrigento arriva al 9%: L’analisi passa per i comuni. Ovunque mancante, facciamola qui.

I continui regali dei media (prezzolati) al potere: il redattore tiene famiglia.

 Evviva Rabelais!

Come segnalavamo ieri in ELEZIONI REGIONALI (1), il presidente Renzi si è rifugiato in Afghanistan (o meglio, è stato rifugiato) per proteggere il suo finto carisma dal contatto con la realtà. Proprio quando la politica, in specie se targata PD, affonda mostrando i suoi lati più penosi (De Luca, Paita, Moretti…) ce lo troviamo in mimetica, a rimarcare una distanza del tutto simulata. Con risultati esilaranti.

Proprio uno scherzo da prete… unico ambiente (quello talare) noto a Matteo ed alla sua sedicente elite, del resto. Oltre alle stantie sezioni provinciali dell’ex PCI, naturalmente.

Dopo essersi scervellati allo scopo di inventare una panzana abbastanza credibile per coprire:

  • l’evidenza dei milioni di voti persi, in specie al Nord, consegnato alla destra. Ma non solo.
  • il galoppare della Lega (ad Agrigento il 9,23% !!!), partito ormai davvero nazionale
  • le regioni tradizionalmente rosse in cui si è vinto a stento
  • il fallimento integrale dell’operazione Liguria, voluta fortissimamente dal clero e quindi pedissequamente compiuta dal baciapilismo trasversale
  • l’evidente impossibilità di portare al successo figure tanto goffe quanto incolte, quali la Moretti. nonostante il marcato appassimento psichico della popolazione (ed il martellamento mediatico a suon di Albano, Romina & company)
  • L’insuccesso nello strappare a Silvio Berlusconi una quota di elettorato sufficiente a ricostruire un centro clericale autonomo, a guida dossettiana
  • La vittoria estorta in Campania col caso De Luca e i voti di De Mita e della destra, anche estrema
Un chierichetto in difficoltà...

Un chierichetto in difficoltà…

oggi lo staff clerical-mediatico del Premier ha deciso evidentemente che, a guisa di chierichetti con le mani ancora sporche della marmellata ricevuta per beneficienza e invece slurpata, l’unica cosa da fare era negare l’esistenza stessa della marmellata. E al limite delle stesse mani.

La strada della negazione ha però dovuto persino biforcarsi.

Un primo percorso è stato affidato all’alter ego femminile di Renzi, donna evidentemente affetta dalle medesime patologie. Nonché conterranea.  Per Maria Elena Boschi, a differenza della Moretti tenuta ben lontana dalle urne (immagino per sempre, a questo punto), le elezioni regionali sono state un successo del PD ed una conferma del recente passato. Insomma un forte mandato.

Le televisioni hanno pertanto ricevuto l’ordine di evitare domande sensate o raffronti basati sui dati, in modo da far passare almeno per plausibile questa conclusione, fondata su di un’estremamente superficiale “5 a 2” nel computo delle regioni “conquistate”.

Il secondo percorso censorio, e di quello ci occupiamo oggi, è stato predisposto all’origine su dati che, una volta largamente divulgati ed assommati, non presterebbero fianco ad alcuna possibile difesa, nemmeno la più farisaica. In questo caso, infatti, non c’è nemmeno un “5 a 2”, per quanto solo formale, da sventolare. Qui il lavoro sporco è tutto redazionale, come nel caso della “disattenzione” sull’omicidio Piccolino di pochi giorni fa. Infatti dobbiamo parlare di un pareggio, anzi di un successo del centrodestra, se consideriamo le recenti vicende ed i sondaggi prelettorali.

Di cosa cianciamo? Ma dei risultati elettorali dei comuni, da cui emerge talmente evidente lo sbriciolamento del consenso elettorale delle europee da non poter far finta di nulla. Se consideriamo quanto poi il voto europeo fosse stato a sua volta drogato dai falsi sondaggi che pompavano alla grande i 5 stelle – allo scopo di spingere i riluttanti elettori di sinistra, disamoratissimi, a votare comunque PD per terrore di Grillo – ci rendiamo conto agevolmente di come la manovra politica di palazzo, concepita soprattutto Oltretevere e oltreoceano sin dai tempi dell’estromissione del Berlusca, sia ormai prigioniera (imprigionando a sua volta) della comunicazione da cui è stata letteralmente “inventata”.

E vediamo quindi quali siano questi esiti comunali (principali) aggregati, di cui si tace. Grazie all’ottimo lavoro del sito IL POST , di cui riportiamo amplissima citazione:

– CENTROSINISTRA+CENTRODESTRA –
Agrigento (spoglio al 96 per cento)
Calogero Firetto (59,01): ha 50 anni, è laureato in Economia e commercio, è deputato regionale dell’Udc e è stato sindaco a Porto Empedocle. Era sostenuto da un’alleanza formata da Pd, Ncd e Udc.

Gli altri: Silvio Alessi (14,76) – Andrea Cirino, FdI (2,94) – Emanuele Dalli Cardillo, M5S (8,75) – Marco Marcolin, Noi con Salvini, (9,23)

– CENTROSINISTRA –
Sanluri
Alberto Urpi (47,20): ha 38 anni, è laureato in scienze politiche, è stato presidente del consiglio comunale di Sanluri e dal giugno 2010 Vicesindaco di una giunta di centrosinistra. Non è iscritto al PD, ma ha avuto il sostegno del PD: formalmente era sostenuto dalla lista civica Progetto Sanluri.

Gli altri: Giuseppe Tatti, lista civica di centrodestra Insieme per Sanluri (40,12) – Luigi Pilloni, M5S, (12,66).

– CENTRODESTRA –
Andria
Nicola Giorgino (52,24): ha 46 anni, è un avvocato ed è il sindaco uscente di Andria. Era sostenuto dall’intera coalizione di centrodestra (Forza Italia e Oltre con Fitto compresi).

Gli altri: Sabino Fortunato, centrosinistra, (24,12) – Michele Coratella, M5S, (20,86).

Tempio Pausania
Andrea Mario Biancareddu (52,07): ha 49 anni, è avvocato e consigliere della regione Sardegna eletto con l’Udc. Era sostenuto dalla lista civica “Tempio rinasce”.

Gli altri: Antonio Balata, lista civica di centrrosinistra (38,54) – Nino Vargiu, M5S, (5,69)

Vibo Valentia
Elio Costa (50,80): ha 75 anni, è un ex magistrato ed è già stato sindaco della città. Era sostenuto da sette liste civiche di centrodestra.

Gli altri: Antonio Maria Lo Schiavo, centrosinistra, (37,26) – Cesare Pasqua, lista civica “Territori e libertà” (4,58).

– BALLOTTAGGI –
Arezzo
Matteo Bracciali (centrosinistra) – 44,21
Alessandro Ghinelli (centrodestra) – 35,98
Massimo Ricci (M5S) – 9,06

Chieti
Umberto di Primio (centrodestra) – 37,00
Luigi Febo (centrosinistra) – 30,27
Ottavio Argenio (M5S) – 11,08

Enna
Mirello Crisafulli (centrosinistra) – 40,95
Maurizio Dipietro (Patto per Enna, centrodestra) – 24,36
Davide Solfato (M5S) – 17,45

Fermo
Pasquale Zacheo (centrosinistra) – 24,86
Paolo Calcinaro (lista civica) – 22,90
Giambattista Catalini (centrodestra) – 17,39
Marco Mochi (M5S) – 10,68

Lecco
Virginio Brivo (centrosinistra) – 39,21
Alberto Negrini (centrodestra) – 26,53
Lorenzo Bodega (NCD) – 20,21
Massimo Riva (M5S) – 8,55

Macerata
Romano Cerancini (centrosinistra) – 39,92
Deborah Pantana (centrodestra) – 18,00
Maurizio Mosca (FdI) – 13,62
Carla Messi (M5S) – 13,46

Mantova
Mattia Palazzi (centrosinistra) – 46,50
Paola Bulbarelli (centrodestra) – 26,45
Michele Annaloro (M5S) – 7,66

Matera
Salvatore Adduce (centrosinistra) – 40,13
Raffaello De Ruggieri (centrodestra) – 36,00
Angelo Tortorelli (liste civiche) – 12,98
Antonio Materdomini (M5S) – 8,41

Nuoro
Alessandro Bianchi (centrosinistra) – 29,94
Andrea Soddu (liste civiche) – 21,45
Basilio Brodu (liste civiche) – 16,52
Tore Lai (M5S) – 11,97

Rovigo (spoglio al 98 per cento)
Nadia Romeo (centrosinistra) – 24,15
Massimo Bergamin (Lega Nord) – 18,84
Silvia Menon (Lista civica) – 15,21
Ivaldo Vernelli (M5S) – 10,14

Trani
Amedeo Bottaro (centrosinistra) – 47,48
Antonio Florio (liste civiche di area popolare) – 14,56
Emanuele Tomasicchio (centrodestra) – 11,10
Antonio Procacci (liste civiche) – 10,63
Carlo Laurora (NCD) – 6,29
Antonella Papagni (M5S) – 9,91

Venezia
Felice Casson (centrosinistra) – 38,01
Luigi Brugnano (centrodestra) – 28,56
Davide Scano (M5S) – 12,60
Gian Angelo Bellati (Lega Nord) – 11,89

Primi colpi

Premesso che parliamo soprattutto di doppi turni, abbiamo un successo unitario (centro destra più centrosinistra) nella tradizionalmente mafiosissima Agrigento (in cui dobbiamo rimarcare il quasi 10% della Lega!). Calogero Firetto ce la fa al primo colpo.

Come lui al primo colpo ce la fanno:

  • del centrodestra Andria, Tempio Pausania, Vibo Valentia (tutti superano il 50% dei voti, evitando il ballottaggio)
  • del centrosinistra la sola Sanluri, che essendo assai piccola riconferma a turno unico (infatti con meno del 50%) il sindaco Urpi.

Utilizzando il “criterio Boschi”, un secco 3 – 1 per il Centrodestra.

Seconda botta

corriere - 2.6.2015 ore 19

Ore 19, 2.6.2015 – dati comuni in alto, disaggregati. Nessun articolo.

Essenzialmente vanno al secondo turno tutti gli altri capoluoghi, come da lista de IL POST. In moltissimi casi comuni amministrati attualmente dal PD e di grande tradizione di sinistra. Spesso il distacco fra destra e sinistra è tutt’altro che abissale. Di certo ciò accade nel comune di gran lunga più rilevante, Venezia. Ma altrettanto a Rovigo e Matera. E persino a Chieti e ad Arezzo, rendendo il secondo turno una grandissima incognita, legata ad imponderabili fatti locali. Confermata, infine, l’irrilevanza del movimento 5 stelle in tali contesti.

La conclusione di questa seconda, ma non ultima, uscita dedicata alle regionali ed al loro vero significato, è quindi che le parole dal ministro Boschi sono del tutto sprovviste di fondamento, anzi negate da fatti palesi… e viaggiano tutto sommato indisturbate sui media ufficiali solo perché il regime è regime e il redattore tiene famiglia.

Il 40% delle europee, con avversari azzerati, è un pallido ricordo. L’instabilità politica probabilmente dietro l’angolo. Nonostante il tappo istituzionale rappresentato dal principe dei baciapile, Mattarella.

Ma a Theleme la regola è invece “Fa (e dì) ciò che (davvero) vuoi”.

Evviva Pére Rabelais!

La palese alterazione redazionale della realtà - Repubblica 2.6.2015 h.19

La palese alterazione redazionale della realtà – Repubblica 2.6.2015 h.19.30

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