La caccia al “tesserino fantasma” … prosegue la tragicommedia dei media di regime

giornale giardielloO la realtà s’accorda alla notizia o non è realtà: “Il Giornale” fa da prova del nove. Ma non dimentichiamo che “The revolution will not be televised… the revolution will be loud”, G. Scott Heron

Avevamo già ieri focalizzato l’attenzione sulla sanguinosa sparatoria nel Tribunale di Milano, allo scopo di mostrare tutta la pochezza dei media italiani, da un lato incapaci del minimo fact checking rispetto alle fonti, dall’altro pronti, anzi determinati, a piegare la realtà, qualunque essa fosse, alla notizia preimpostata, ovvero all’informazione professionalmente tranquillizzante, cara ai regimi di ogni epoca.

La verità, a tutti nota, dell’assenza assoluta di qualsivoglia controllo all’ingresso della quasi totalità dei tribunali italiani, della faciloneria con cui ormai in Italia si assolve a ogni compito, ribadita con assoluta evidenza proprio in seguito ai fatti di ieri, non poteva assolutamente esser accettata! Compito dei media (di regime) essendo quello di celarla, non di mostrarla. Un compito arduo, in questo caso di smoking gun tutt’altro che metaforica.

Ieri ipotizzavamo che il grimaldello dell’informazione prezzolata e servile sarebbe stato il famoso “tesserino falso da avvocato”, strumento del tutto innecessario, bastando semplicemente esser vestiti appena dignitosamente e mostrarsi indaffarati per accedere da ingressi laterali o finanche da frequentissimi metal detector non funzionanti (affidati in appalto a ditte private di sicurezza). Infatti l’ossessione del “tesserino falso” aveva già fatto capolino nelle prime ore del caso Giardiello, quando chi di dovere si era reso conto della gravità dell’accaduto e delle dichiarazioni spontanee raccolte dalle tv nelle immediatezze del trambusto, che mostravano un re talmente nudo da imbarazzare e da divenir fonte di domande e di rovelli. Un disastro… anni di fatica per presentare una nazione fallita come rampante, per lucidare le nostre istituzioni corrotte, dispotiche ed inefficienti e farle sembrare quasi nuove, almeno in tv… tutto sprecato in qualche ora!

Come rasserenare il vecchio babbione, magari pagante tasse, o il giovane renziano speranzoso di un futuro a misura di Farinetti? Era necessario che il fallendo Giardiello avesse predisposto una diabolica manovra, un trucco ardito capace di beffare le necessariamente imponenti misure di sicurezza, predisposte dal nostro straordinario e sempre migliore Stato a tutela dei suoi lindi e pinti, quasi sacri direi, tribunali… almeno un “tesserino da avvocato contraffatto” era necessario!

Eppure lo stesso Giardiello, autore dei fatti criminosi, aveva già dichiarato (verbalizzando ai carabinieri) di non aver mai e poi mai posseduto tale sofisticato documento alterato, né di averci mai pensato. Era semplicemente passato senza alcun controllo. A riprova di tale affermazione, avvalorata dall’esperienza di tutti nonché da un profluvio di articoli e servizi televisivi del passato, da noi riportati nel pezzo precedente, infatti tale tesserino non viene ritrovato. Pertanto ove mai vi fosse stato codesto “giallo”, da almeno 24 ore non era più il caso nemmeno di accennarvi…

Ma per i media italiani, sordi alla verità ma sensibili al regime ed alla lunga tradizione giornalistica raccontata giornale IImeravigliosamente da “Sbatti il mostro in prima pagina”, esso deve esistere per forza. Tanto da dedicargli l’apertura, come nel caso de “il Giornale” online. E rafforzata dal pezzo alla vostra sinistra.

Ma perché accanirsi su questo unico quotidiano… potremmo citare la Repubblica, l’Huffington post, Libero… il mitico tesserino continua a tenere banco ovunque, lo si cerca, si discute ancora del “come mai sia riuscito a passare…”.

Attenzione… ovviamente non si riuscirà mai a sovvertire del tutto la realtà, nessuno potrà mai sostenere davvero l’abbia davvero usato. Ma la partita si gioca tutta sul terreno mediatico, tutta per quell’italiano medio, un po’ scoglionato e desideroso di non pensare, di cui parla Gian Maria Volontè (video linkato subito sopra). E’ la confusione necessaria ad evitare possa emergere incontrovertibilmente, cristallina, una verità che fa male, tanto più male perché in fondo la conosciamo tutti. E non la vogliamo vedere, per non affrontarla e al contempo non darci dei vili.

Le vere domande sul caso Giardiello sono il come e perché avrebbe avuto il proprio legale ed il presidente di sezione (il giudice Ciampi, ucciso) quali testimoni avversi… se proprio vogliamo cercarne qualcuna. O come mai sia saltato in mente al Presidente Mattarella e a Gherardo Colombo di vedere in questi atti una conseguenza del discredito attuale delle toghe, peraltro meritato (essendo la magistratura italiana caso di scuola di inefficienza e arbitrio a livello mondiale), che palesemente nulla c’entra.

Non attendiamoci mai troppo dai media, in specie se italiani. Come cantava il grande Gil Scott-Heron, se una rivoluzione ci sarà, non lo scopriremo in tv:

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...