Sparatoria in tribunale: o la realtà s’accorda alla notizia o non è realtà.

La boiata - capolavoro del Sole24ore
La boiata – capolavoro del Sole24ore

Del come e perché hanno fallito del tutto sia i media che i controlli.

Avremo gli stessi ad Expo?? (Si)

Al di là di ogni riflessione sui tragici fatti occorsi questa mattina nel tribunale di Milano, le cui ultime risultanze potete esaminare su Repubblica, determinati a quanto pare da una folle reazione a seri problemi economici e relazionali (con qualche zona d’ombra restante, ad esempio il movente per l’omicidio del giudice Ciampi, forse “testimone chiave” nel processo – civile o penale? – del killer Giardiello) che trovate con molti dettagli nella versione della controparte processuale, quel che qui preme ha a che fare con due questioni di grande importanza, non a caso assai trascurate sugli organi d’informazione ufficiali.

La prima riguarda appunto l’informazione. In un periodo storico che vede la divaricazione assoluta tra ‘notizia” e fatto narrato, del tutto funzionale alla propaganda di Stato nel senso che la realtà delle cose, ben poco rassicurante in ogni campo, viene considerata eversiva perché potenzialmente foriera di agitazione del popolo (bue ma votante) e pertanto inenarrabile, l’abitudine al fact checking, al controllo della veridicità, da sempre severo tallone d’Achille di un quarto potere italiano del tutto schiavo delle sovvenzioni pubbliche, o di imprenditori a lor volta di esse schiavi, è stata completamente abbandonata.

La notizia fornita dalla agenzie, dagli organi istituzionali e simili, come pure talvolta dalle “soffiate” del primo che passa, non viene più sottoposta a debito controllo. E nemmeno a forme linguistiche dubitative. Nossignore. Viene sparata a tutta fretta nell’etere, incalzata dall’ansia di arrivar secondi nel mare magnum della rete, come fosse certezza. Altrettanto dal pio desiderio di evitare che un controllo oggettivo dei contenuti possa andare a rovinare, che so, la frase roboante di un ministro, di un ermellino, di un Presidente di Partito…

Chi avrebbe potuto titolare, ad esempio, che sarebbero stati presto a disposizione della magistratura italiana e dei commissari ILVA i denari “sequestrati” ai Riva (come ribadito anche da decreto recentissimo), se avesse saputo e voluto controllare la loro collocazione geografica e giuridica, nonché l’assenza di qualsiasi sentenza in merito? Tre anni sono trascorsi e di quei denari non v’è ovviamente l’ombra, in Italia. Eppure le certezze continuano a sprecarsi. Ma torniamo subito al Tribunale.

Avete potuto vedere come il Sole 24 ore, antico ed un tempo serissimo quotidiano italiano, tanto da esser l’ultimo ad andare in stampa nella notte, per il massimo dell’aggiornamento consentito dal mondo pre web, abbia affermato, senza alcun dubbio, l’appartenere sia il Giardiello che le sue vittime al processo Eutelia (peraltro assai complesso e suddiviso in mille rivoli).

La notizia è riecheggiata ovunque nella rete. Dalla RAI all’ Eco del Canavese. Inutile dire che la faccenda è proseguita per ore così narrata, sino a scoprire che in realtà l’udienza era per altra vicenda, sebbene nei medesimi spazi. Solo alcuni (come il sole24 stesso) hanno rimosso o mutato i testi. Nell’eterno relativo di Internet le due questioni saranno sempre correlate. Non mi par poco.

Ma più importante ancora è comprendere che la medesima faciloneria, la medesima assenza di controllo sulla notizia, in buona o cattiva fede (abbiamo parlato di ILVA, ma anche peggio avremmo potuto dire del sedicente storico “accordo IRAN – USA” sul nucleare, che non esiste affatto, se non in quanto messinscena diplomatica – dall’ottimo sito GEOPOLITIQUI – ma così presentato su tutti i servili media nazionali), accompagna ogni espressione dell’informazione in Italia, con sempre meno eccezioni. Pertanto leggere i giornali o vedere la tv può addirittura peggiorare la nostra conoscenza della realtà, più che migliorarla: per restare all’esempio persiano, oggi che Khamenei sbugiarda il sedicente accordo i nostri media ne parlano davvero pochissimo. La realtà si è pertanto piegata alla notizia. Almeno in Italia, almeno sino alla guerra.

Unica possibilità rimasta è effettuare una cernita severissima, incrociare le fonti, accedere alle notizie straniere. In sostanza, fare a valle il lavoro che dovremmo trovar almeno in parte fatto a monte. Questo il compito, infatti, di La diceria dell’Abate.

Idem tocca dire relativamente al cosiddetto “problema sicurezza”, che si sarebbe evidenziato in seguito alla facilità dello sparatore di compiere i suoi atti omicidi, mediante una pistola e due caricatori tranquillamente portati con sé all’interno del tribunale.

Opinioni libere sulla rete...

Opinioni libere sulla rete…

Nelle prime ore successive ai fatti numerosi testimoni oculari, in genere personale del Tribunale stesso o liberi professionisti, si erano lasciati andare ad affermazioni del tipo “oggi il metal detector non funzionava… è facile entrare ed uscire… ” e via discorrendo. Ad esempio durante la trasmissione “L’Aria che tira”. Tali affermazioni sono assolutamente credibili, nell’esperienza personale dello scrivente e dei suoi conoscenti. E valgono per tutta la nazione. Temo difficilmente si troverà chi potrà, abitué o meno dei fori, darmi torto.

Altro che “tesserino falso”, banale invenzione poliziesca-psicologica-mediatica rivolta a far ritenere alla senile e rintronata opinione pubblica che il Giardiello avesse predisposto chissà quali sofisticati trucchi, certo impossibili ad altri… probabilmente nessuno gli ha chiesto nulla, oppure, come dice lì Alessia, ha fatto vedere la tessera ATM, o del Pd o un biglietto dell’EXPO o che so io…

Eppure i media hanno iniziato presto a dare spazio a dichiarazioni opposte, ufficiali od ufficiose, per cui tutto funzionava perfettamente. Il metal detector, i controlli… si è anche arrivati ad ipotizzare la sottrazione dell’arma ad un agente… pur di spiegare quella riottosa realtà della pistola, presente e sparante, che non s’accordava con la notizia corretta.

Perché, non dimentichiamocelo, è la realtà che deve accordarsi alla notizia. Non viceversa.

Ma qui alla Diceria siamo all’antica… quindi procediamo con una serie di link a zonzo per l’Italia. Articoli che, in tempi non sospetti eppur recentissimi, affrontavano un problema che oggi stupisce tutti, ma ieri nessuno.

Il discorso potrebbe portarci assai lontano… la sicurezza del Tribunale di Milano è infatti affidata ad una ditta privata, la All System… chi saranno codesti signori? L’appalto da dove viene? Da dove viene in effetti non sappiamo, ma dove va, ahinoi, si. Nientepopodimeno che all’ EXPO!

Una manifestazione ormai accompagnata dai più sinistri presagi, oltreché abbandonata dai suoi “ambasciatori”. Ma questa è un’altra triste storia e ce ne occuperemo un’altra volta.

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2 commenti su “Sparatoria in tribunale: o la realtà s’accorda alla notizia o non è realtà.

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